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VISITA PASTORALE IN CALABRIA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II ALLA
CITTADINANZA DI REGGIO CALABRIA
Piazzale del Torrente dell'Annunziata (Reggio Calabria)
- Domenica, 7 ottobre 1984
1. Desidero manifestare il mio sincero ringraziamento al signor ministro, al
presidente del consiglio regionale e al signor sindaco per le elevate parole che
mi hanno rivolto e per le nobili espressioni con le quali hanno accolto il mio
arrivo in questa meravigliosa città.
Ringrazio soprattutto voi qui presenti, cittadini di Reggio Calabria, per
l’entusiasmo che mi manifestate e per la gioia che leggo sui vostri volti.
Anch’io sono lieto di trovarmi in mezzo a voi: attendevo con ansia questo
momento, e sono ora grato a Dio che mi ha dato di viverlo nella cornice di
questo incontro, caratterizzato da tanto calore e da tanta spontaneità.
Ecco l’antica Reggio, le cui origini si perdono nella notte dei tempi! Ecco la
Reggio della Magna Grecia, di cui ancora conservate le vestigia monumentali e i
preziosi cimeli nel vostro importante Museo nazionale, che ora accoglie anche i
due grandi bronzi di Riace.
La storia di Reggio corre lungo i filoni delle grandi civiltà classiche europee:
la greca, la romana, e la cristiana.
Nel toccare il suolo di questa città, provo una viva emozione al considerare che
qui approdò, quasi duemila anni fa, Paolo di Tarso, e che qui l’Apostolo delle
genti accese la prima fiaccola della fede cristiana; da qui il cristianesimo ha
iniziato il suo cammino in terra calabra, espandendosi in ogni direzione, sia
verso la costa ionica sia verso la fascia tirrenica. È questo un primato che mi
piace sottolineare e che è motivo di giusto orgoglio per la Chiesa e per la
città di Reggio Calabria.
2. Il vostro cristianesimo, ormai bimillenario, ha permeato le radici più
profonde della vostra civiltà e della vostra cultura e vi ha dato la forza di
far fronte con coraggio, e talvolta con eroismo, ai difficili momenti della
vostra storia, durante le molteplici invasioni e dominazioni che la Calabria ha
dovuto subire.
Ma soprattutto, il vostro animo temprato dalla fede ha trovato la forza di
resistere alle calamità naturali; per due volte il terremoto, nel 1783 e, più
recentemente, nel 1908, ha distrutto la vostra città, e per due volte l’avete
ricostruita più grande e più bella.
Sì, la natura ha dotato di una bellezza particolare questa terra: Reggio, con
l’azzurro intenso del suo cielo e le chiare acque del suo mare, con lo splendore
del suo sole e il verde dei suoi monti aspromontani e, dall’altra parte dello
stretto, la dirimpettaia Messina, città egualmente meravigliosa, con i monti
Peloritani e con l’Etna che giganteggia sullo sfondo del mar Ionio, compongono
uno degli scenari più suggestivi che sia dato ad occhio umano contemplare.
3. Ma l’affascinante storia del passato e la bellezza della natura non mi fanno
dimenticare la vostra odierna condizione, le difficoltà economiche e sociali
nelle quali la città e la provincia di Reggio si dibattono. Oggi, sono qui in
mezzo a voi con la piena consapevolezza di trovarmi in una regione del
Mezzogiorno e nella città del più profondo Sud d’Italia, dove i problemi della
“questione meridionale” nei suoi molteplici aspetti, geologici, economici,
sociali, morali, amministrativi e politici, come pure culturali e religiosi, si
manifestano nel modo più grave e talvolta più drammatico.
Sono problemi che da tempo aspettano le giuste soluzioni; non v’è dubbio che in
questi ultimi trent’anni molto si è fatto; ma ancora moltissimo rimane da fare
sia attraverso l’intervento dello Stato, sia mediante la sollecita e concorde
opera della regione, delle province e dei comuni, sia con la coraggiosa
imprenditorialità dell’iniziativa privata.
Molte sono state le attese deluse; molti, d’altra parte, sono i motivi di
speranza per uno sviluppo economico, agricolo, industriale, turistico e
commerciale di questa parte importante della Calabria.
C’è poi il problema della disoccupazione che qui a Reggio è particolarmente
acuto; la disoccupazione dei giovani, la disoccupazione intellettuale. È
l’effetto del mancato sviluppo e della crisi economica che, nel contesto di
tutti gli altri problemi, diventa causa di mali ancora più gravi. E come non
ricordare ancora il fenomeno delle attività criminose e mafiose e le
preoccupanti forme di omertà e di corruzione che esso genera!
4. Oggi, sono qui per dire a tutti voi una parola di incoraggiamento e di
speranza. Vi invito innanzitutto a resistere alla tentazione del male, a
fortificare le vostre virtù umane, a far convergere tutte le vostre energie di
intelligenza e di cuore, che sono tante e così valide, verso l’edificazione di
una società migliore, più giusta, più ordinata, più umana, una società degna
della tradizione cristiana della vostra civiltà.
La Vergine santa che voi venerate col titolo tanto significativo e propiziatorio
di Madonna della consolazione, vi aiuti e vi consoli sempre. A lei si elevi con
particolare intensità la vostra preghiera in questo mese di ottobre, dedicato al
Rosario.
Reggio! Città che hai nelle tue radici la fede di Paolo. Reggio! Che hai un
cuore antico ma sempre giovane e caldo, nel nome di Dio ti saluto e ti benedico!
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