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VIAGGIO APOSTOLICO IN CANADA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AGLI HANDICAPPATI E AI DISABILI

«Memorial Stadium» di St. John's
 
Mercoledì, 12 settembre 1984

 

Cari fratelli e sorelle.

Visitando la provincia di Terranova, sono contento di avere questo speciale incontro con le persone handicappate e con quelle invalide. Vi saluto nella gioia e nella pace del nostro Salvatore risorto. Vi saluto con tutto il mio cuore e la mia compassione. Ed estendo altresì i miei saluti ai vostri familiari e amici che sono con voi oggi e a tutti coloro che vi sono vicini con le loro preghiere e le loro cure. E vi prometto di esservi io stesso vicino con la mia preghiera.

1. In questi ultimi anni, ho avuto l’opportunità d’incontrare un gran numero di handicappati e d’invalidi: pellegrini che sono venuti a Roma, gruppi, come questo di oggi, che ho incontrato durante i miei viaggi pastorali e molti gruppi particolari di bambini handicappati in occasione della loro prima Comunione o della loro Cresima. Ho sempre gradito questi incontri perché mi hanno offerto l’opportunità di potervi conoscere meglio e di arrivare a capire i vostri sforzi e i successi ottenuti, i vostri dispiaceri e le vostre gioie. Tali incontri mi hanno reso più consapevole del fatto che voi prendete parte attiva alla vita della comunità e non dovete essere relegati in qualche posto marginale nella società. Anche nella Chiesa avete un importante ruolo da svolgere. Voi siete chiamati a partecipare pienamente alla sua vita e alla sua missione nel mondo.

2. Ognuno di voi, per mezzo del Battesimo, gode il dono della nuova vita in Cristo e gioisce della dignità di figlio, o di figlia, adottivo del nostro Padre in cielo. Nel Battesimo avete anche ricevuto una partecipazione alle funzioni sacerdotali, profetiche e regali di nostro Signor Gesù Cristo; e voi siete chiamati ad esercitare la vostra missione al fine di formare il corpo del Cristo, la Chiesa, e di promuovere il regno di Dio in questo mondo. La vostra personale chiamata alla santità e al servizio di amore al prossimo non è separata dalla vostra vita quotidiana. Piuttosto, la vostra paziente accettazione delle vostre incapacità e la vostra gioiosa speranza di fronte alle difficoltà, sono a loro modo una proclamazione del Vangelo perché esse portano una silenziosa testimonianza del potere salvifico di Dio che lavora nella vostra vita.

“Fatevi dunque - come disse san Paolo - imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo vi ha amato” (Ef 5, 1-2). Cercate di accettare ogni cosa con spirito di fede e nella luce della croce. E possiate trovare nell’Eucaristia e nella preghiera la forza che occorre per superare ogni ostacolo, il potere liberatore dell’amore di Cristo che ha conquistato il mondo.

3. Cari fratelli e care sorelle in Cristo: siate sicuri che non siete mai soli. Il Signore vi ama e vi ha dato un posto speciale nella Chiesa. Il Papa vi ama e vi benedice con tutto il suo cuore. E vi invita ad essergli vicino ogni giorno mentre celebra la santa Eucaristia e mentre dice la santa messa offrendo il Cristo stesso come vittima del mondo intero. Il vostro posto è vicino al Cristo sofferente e crocifisso nel trionfo dell’Eucaristia. Il Papa è vicino anche ai vostri familiari e a tutti i vostri cari. Possa il Cristo ricolmarvi della sua pace.

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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