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VIAGGIO APOSTOLICO IN CANADA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI BAMBINI MALATI
«Izaak Walton» Killam Hospital
(Halifax) Venerdì, 14 settembre 1984
Cari amici e diletti bambini al “Izaak Walton” Killam Hospital.
1. Al cominciare
di questo nuovo giorno, un giorno nel quale la Chiesa in tutto il mondo celebra
L’Esaltazione della santa croce, sono molto lieto di farvi visita in questo
ospedale. Saluto voi tutti nel nome di Gesù Cristo. Saluto i medici, le
infermiere e il personale, gli handicappati e i malati, i bambini e le loro
famiglie. Ringrazio Dio che mi dà la possibilità di trovarmi con voi. Vengo come
un pastore e un amico, con il desiderio di assicurarvi del grande affetto che la
Chiesa ha per voi. Voi avete un posto speciale nel mio cuore. E le mie
preghiere, e le preghiere di tutta la Chiesa sono con voi, particolarmente
quando vi sentite più deboli e impotenti.
2. Vorrei ricordare, in questo
momento, lo speciale amore che Gesù ha per gli handicappati e i malati, per i
bambini e per tutti coloro che soffrono. Per esempio, troviamo nel Vangelo di
san Marco il passo seguente: “Gli presentavano dei bambini perché li
accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. Gesù, al vedere questo, s’indignò e
disse loro: "Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a
chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: chi non accoglie
il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso". E prendendoli fra le
braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva” (Mc 10, 13-16).
Quale
straordinaria illustrazione del tenero amore di Gesù per i bambini! È, al tempo
stesso, un modello di servizio amorevole che noi, la Chiesa, cerchiamo di
imitare nel nostro tempo. Anche noi desideriamo rassicurare tutti i bambini, e
tutti coloro che sono malati o handicappati, del nostro profondo interessamento
e sostegno. Desideriamo benedirli e presentarli al Signore nella preghiera.
3. E
ora vorrei rivolgere poche parole ai medici, alle infermiere, ai genitori e a
tutti coloro che hanno cura dei malati e degli handicappati. Voglio prima di
tutto ringraziarvi, ed elogiarvi per la vostra dedizione e le vostre fatiche,
per le innumerevoli ore di assistenza e di preoccupazione che dedicate a questi
piccoli di Dio che sono nel bisogno.
Gesù, durante la sua vita in terra, non
solo ebbe uno speciale amore per i bambini e per quelli che sono malati o
inabili. Egli si identificò perfino con loro quando disse: “Ero malato e mi
avete visitato . . . ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi
miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 36.40). Queste
parole registrate da san Matteo mostrano la dignità e il valore del vostro
lavoro a favore di questi piccoli. La vostra amorosa dedizione, il vostro
generoso servizio, la vostra abilità medica e professionale, sono tutti atti di
amore per i bambini o i malati, e sono atti di amore per Cristo che è
misteriosamente presente in loro. E la vostra carità e le cure che prodigate
danno testimonianza alla dignità e al valore di ogni essere umano, fosse pure il
più piccolo e il più derelitto di questi bambini. Voglia Dio benedirvi e
sostenervi con la sua grazia.
Con queste poche parole, dunque, assicuro tutti voi dell’amore e dell’interesse
della Chiesa e del mio pastorale affetto in Cristo. E chiedo a Dio di benedirvi
con i suoi doni di pace e di gioia. Il Dio della vita sia con tutti voi.
Copyright © Libreria Editrice Vaticana
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