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VIAGGIO APOSTOLICO IN TOGO, COSTA D'AVORIO II, CAMERUN I,
REPUBBLICA CENTRO-AFRICANA, ZAIRE II, KENYA II, MAROCCO

VISITA DI GIOVANNI PAOLO II 
ALLA CATTEDRALE DI LOMÉ

Lomé (Togo) - Venerdì, 9 agosto 1985

 

Cari Fratelli e Sorelle.

1. Riuniti questa sera, nella cattedrale di Lomé, lodiamo Dio per tutte le grazie ricevute durante queste due giornate di visita pastorale, ma anche per tutta la storia dell’evangelizzazione del vostro Paese che trova un’espressione significativa in questo tempio divino, la cui costruzione ebbe inizio nel 1901. Spontaneamente noi, qui, rendiamo omaggio alla memoria di Monsignor Jean Strebler, primo Arcivescovo di Lomé, che ha inaugurato la nuova costruzione nel 1956 e del quale tutti conosciamo i meriti missionari in tutto il Togo.

Personalmente, nel salutare tutti coloro che sono presenti qui questa sera, vi ringrazio della vostra accoglienza, e soprattutto della preghiera che avete appena elevato a Dio per il successore di Pietro. Sono certo che continuerete a pregare spesso per il suo ministero.

E insieme preghiamo per questa diocesi, per la Chiesa in Togo. Questa cattedrale è il simbolo della “Casa spirituale” che voi tutti costruite ogni giorno a Lomé con il vostro Arcivescovo, Monsignor Dosseh-Anyron: sacerdoti di questa parrocchia, delle parrocchie della città e della diocesi di Lomé, uniti in un unico “presbyterium”, religiosi e religiose consacrati alle missioni apostoliche o alla contemplazione, catechisti, laici impegnati nei molteplici servizi della Chiesa o nel rendere testimonianza nell’ambito della loro professione, ragazzi e ragazze, malati, associazioni e confraternite diverse, tutti i battezzati.

2. Vorrei rivolgere una parola di incoraggiamento per ciascuno in particolare, di cui potete indovinare il contenuto. Che ciascuno si senta come una pietra viva, preziosa, utile, che contribuisca alla bellezza e alla vitalità di tutta la Chiesa! E a tutti io dico: vivete nella gioia di essere il popolo di Dio, quella gioia che esprimete tanto spontaneamente, tanto calorosamente nelle vostre celebrazioni. Vivete approfondendo la conoscenza che avete della fede e la relazione personale con Dio nella preghiera. Questa cattedrale, come ogni casa di Dio, invita continuamente alla preghiera, all’adorazione. Vivete nella fraternità: non dimenticate che questo è il segno per eccellenza dal quale si riconoscono i discepoli di Cristo. In questo modo voi sarete una Chiesa che celebra, che prega, che ama.

3. A Lomé voi formate una Chiesa viva, ben visibile, dato il numero dei cattolici. Di certo voi avvertite anche la necessità di mantenere aperta agli altri la vostra comunità. Nella fedeltà alla vostra fede, non temete di intrattenere un dialogo rispettoso e fraterno con loro. E in primo luogo con i protestanti: la nostra fede comune in Cristo Salvatore, la nostra meditazione comune del Vangelo, spingono gli uni e gli altri a progredire in un sano ecumenismo, come lo vuole la Chiesa, allo scopo di realizzare a poco a poco la volontà formale del Signore: “Che siano una sola cosa”. Ciò che è possibile, ora, è la stima reciproca, l’accoglienza, la carità, alcune forme di preghiera in comune. E penso anche a tutti gli uomini di buona volontà delle altre religioni, la cui generosità può edificarci e per i quali la nostra testimonianza deve essere un cammino verso la fede. La vostra Chiesa diocesana, l’ho detto tante volte, deve restare missionaria.

4. Questa cattedrale è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. È un’indicazione preziosa, è tutto un programma! Invece di prolungarmi nel discorso, vi invito a pregare con me: “Sacro Cuore di Gesù, immagine perfetta, nella nostra natura umana, di Dio Padre, pieno di misericordia, sii benedetto per tutte le grazie di fede, di perseveranza, di vocazioni, che hai concesso a questo popolo del Togo. Conservalo nella pace, nella gioia, nell’azione di grazia.

Ed ora fortifica la fede, la speranza e la carità di quanti hai chiamato a conoscere in verità l’amore di Dio. Continua a effondere in essi questo amore che dà loro un atteggiamento filiale verso il Padre celeste, che li incoraggia a pregare come figli di Dio.

Dona a tutti il desiderio di purificare incessantemente il proprio cuore, per renderlo trasparente al Vangelo, il coraggio di “rompere”, all’occorrenza, con il peccato, il desiderio ardente che si sviluppi la vita di Dio. che tu hai messo in loro con il Battesimo.

Gesù, dolce e umile di cuore, consola quelli che sono stanchi, dona loro il riposo che hai promesso. Rendi ciascuno cosciente della propria vocazione originale, del proprio ruolo di battezzato, di cresimato, di persona consacrata, di diacono, di sacerdote. Rafforza la loro unità. Estendi incessantemente la loro carità alla dimensione di quell’amore benevolo, inesauribile, senza frontiere, che il tuo cuore divino non ha mai cessato di manifestare agli uomini.

Che arda in essi il fuoco che tu hai portato sulla terra, la passione del tuo regno! Che essi partecipino sempre più all’opera della redenzione, che hai compiuto per loro sulla croce, al prezzo del tuo sangue! Che essi proseguano il loro cammino verso la pienezza della vita, alla quale ci attiri tutti, nell’incontro “faccia a faccia” del cielo.

Amen!

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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