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SALUTO DI GIOVANNI PAOLO II ALLA
COMUNITÀ DEI PADRI CONCEZIONISTI
Sabato, 21 dicembre 1985
Carissimi sacerdoti e fratelli!
Venendo in questo grandioso Istituto Dermopatico dell’Immacolata, dove fin dai
suoi inizi la vostra Congregazione svolge la sua specifica missione medica e
spirituale, è per me una grande gioia incontrarmi singolarmente con voi, ed
esprimervi il mio compiacimento per l’opera assidua e altamente qualificata, che
qui prestate con tanta perizia e dedizione. Vi porgo i miei auguri più cordiali
di santo Natale, nella letizia che recano la fede e l’intimità divina.
In prossimità della grande Solennità, che commemora la nascita del Verbo Divino
su questa terra, è di grande conforto spirituale pensare al vostro venerato
fondatore, padre Luigi Maria Monti e al suo “carisma” di accoglienza e di
carità. Si può dire che il suo programma di vita furono le parole dell’apostolo
San Giovanni: “Dio è amore e noi abbiamo creduto all’amore che Dio ha per noi” (cf.
1 Gv 4, 16); e il suo ideale fu Maria Santissima, amata e venerata nel
suo sublime e unico privilegio di “Immacolata Concezione”. Egli infatti, ricco
di intuizione e di intelligenza, sensibile alla sofferenza umana e illuminato
circa i disegni salvifici della Provvidenza, non volle altro che amare Dio e i
propri fratelli, convinto delle parole dell’apostolo prediletto: “Chi sta
nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4, 16).
Sia così sempre anche per voi! Credete nell’Amore eterno e infinito, che si è
incarnato per la nostra salvezza, e apritevi ogni giorno all’amore, in nome di
colei che, amando teneramente il suo Divin Figlio, è Madre dell’intera umanità,
a lei personalmente affidata.
Quando padre Monti morì a Saronno, quasi cieco, a settantacinque anni nel 1900,
l’Istituto da lui fondato non aveva avuto ancora l’approvazione ecclesiastica.
Fu San Pio X ad approvare la vostra comunità, nel 1906; e da allora i “Figli
dell’Immacolata” hanno raggiunto varie località d’Italia, l’Argentina, il
Cameroun, l’India, il Canada, portando in ogni luogo lo stesso spirito di
accoglienza, di fraternità, di compartecipazione. L’amore è il segreto della
santità: mirate decisamente alla santità, mediante la carità, seguendo le orme
del vostro fondatore!
La società moderna sente profondamente, nonostante le apparenze, la nostalgia
della verità cristiana, che dà senso alla vita e alla storia. Voi ne siete
testimoni ogni giorno avvicinando tanti malati, i quali, pur nell’ansia della
guarigione, sentono impellenti i supremi interrogativi e sono sospinti a
guardare a Cristo, come unica possibilità di certezza e di salvezza. “Nessuno è
escluso da questa felicità - diceva già San Leone Magno -. La causa della gioia
è comune a tutti perché il nostro Salvatore è venuto per la liberazione di
tutti” (S. Leone Magno, Homilia XXII). Nel nome dell’Immacolata,
continuate a vivere in pienezza di fede e di carità, dando speranza e fiducia,
testimoniando l’amore di Dio, che per noi si è incarnato a Betlemme.
Assicurando il ricordo nella preghiera, vi imparto ora con particolare affetto
la benedizione apostolica, che estendo volentieri a tutti i vostri confratelli.
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