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VIAGGIO APOSTOLICO IN VENEZUELA,
ECUADOR, PERÙ, TRINIDAD-TOBAGO

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON GLI EMIGRATI DALLA POLONIA

Caracas - Domenica, 27 gennaio 1985

 

Sia lodato Gesù Cristo, ringrazio di cuore gli organizzatori di questo incontro; ringrazio il sacerdote della missione polacca per le parole introduttive, dense di contenuto, d’amore, piene di fede e di speranza. Avete cantato all’inizio: “Maria, Regina della Polonia, sono con te, ricordo, veglio”. Quanto ci uniscono, queste parole, nello stesso spirito, che riguardano colei che “difende Jasna Czestochowa e risplende sulla Porta dell’Aurora”, che riguardano Maria, Regina della Polonia. Quanto uniscono noi, che siamo qui riuniti, a tutti i connazionali che vivono in terra polacca e aspirano al bene, alla libertà e all’autonomia della loro patria.

Quanto ci fanno sentire uniti a tutti i connazionali dispersi in tutto il mondo, in tanti Paesi e in tutti i continenti. Tutti siamo uniti spiritualmente accanto alla Madonna di Jasna Góra, e tramite lei, a Cristo, Signore della storia. A lui affidiamo la storia di tutti i popoli del mondo, la storia di questa nuova patria nella quale vi è toccato di vivere; la storia del Venezuela, la storia di tutti i Paesi del mondo, e anche la storia e il futuro della nostra amatissima patria. Carissimi, desidero salutare di cuore tutti e ciascuno, salutare tutte le famiglie polacche e quelle degli emigrati; desidero salutare tutte le generazioni, anche quelle che, essendo ormai lontane dalle proprie radici, non parlano la lingua madre. Desidero salutare in modo particolare i sacerdoti della comunità polacca che danno prova della loro laboriosità pubblicando la rivista “Merkuriusz Polski”. Vi auguro che, vivendo in questa terra ospitale, possiate rimanere sempre fedeli alla patria dalla quale provenite e nello stesso tempo servire nel modo più creativo questa nuova patria che vi ha accolto con tanta ospitalità qui in terra latinoamericana. Che Dio vi benedica. Vi affido alla protezione di Maria, Regina della Polonia, e vi affido alla protezione di tutti i santi patroni polacchi, a cominciare da Sant’Adalberto, a San Stanislao, fino a San Massimiliano Maria Kolbe.

Vorrei ora rivolgere a tutti gli ospiti che avete invitato a questo comune incontro un breve saluto nella loro lingua madre. Sono lieto di potervi incontrare in questa allargata comunità di popoli e di nazioni con i quali è intrecciata la nostra storia, ai quali siamo legati dalla geografia del continente europeo; e ci legano, qui, anche comuni ricordi, comuni affetti, tradizioni comuni e aspirazioni comuni. Sia lodato Gesù Cristo!

                                                                      

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