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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL 31° CONVEGNO INTERNAZIONALE
PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELL'ALCOOLISMO

Venerdì, 7 giugno 1985

 

Cari amici.

È un piacere per me salutare tutti voi che partecipate al 31° convegno internazionale per la prevenzione e il trattamento dell’alcoolismo, organizzato dall’“International council on alcohol and addictions” di Losanna e dal Centro italiano di solidarietà di Roma. In questi giorni avete avuto una meravigliosa occasione di dibattito, di scambio di informazioni e di incontro di specialisti della professione medica di altri Paesi che si interessano al problema dell’abuso di alcol. Il problema ha realmente assunto gravi proporzioni e interessa persone di tutte le età e di ogni condizione di vita.

Particolarmente preoccupante è l’effetto che l’abuso di alcol ha avuto sui giovani della società moderna. Vi sono molti fattori che entrano in gioco in questo male sociale, non ultime le pressioni esercitate dai coetanei che impediscono ai giovani di maturare e di diventare esseri umani felici e sani. La facile reperibilità dell’alcol, rispetto ad altre droghe, rende la percentuale di chi ne fa uso molto alta tra i giovani. Anche questo è motivo di grave preoccupazione. D’altro canto, le attuali condizioni economiche della società, come pure gli elevati tassi di povertà e di disoccupazione, possono contribuire ad aumentare nel giovane un senso di inquietudine, di insicurezza, di frustrazione e di alienazione sociale e possono condurlo al mondo illusorio dell’alcol come fuga dai problemi della vita.

Per quanto significativi possano essere questi fattori, è la famiglia a influenzare in modo determinante i giovani nel campo dell’alcol. L’esempio fornito dai genitori in ogni cosa, compreso l’abuso di alcol, è fondamentale nella formazione del giovane. Il bambino è vigile e attento nell’osservare come il padre e la madre fanno fronte alle pressioni della vita. Il bambino può essere facilmente condotto a imitare i modelli di comportamento appresi in casa. I genitori devono prestare speciale attenzione nel fornire un esempio positivo a questo riguardo, nel timore che la tentazione di ricorrere a insane vie di fuga psicologica sia comunicato ai loro figli.

Nello stesso tempo, i genitori devono percepire come importante la promozione di valori familiari, cioè la configurazione della famiglia in un’autentica comunità di persone, dove marito e moglie, genitori e figli vivono rapporti di genuino amore gli uni verso gli altri. L’amore è il punto di partenza e il fine ultimo della famiglia. L’amore è l’intimo dinamismo che conduce la famiglia a una comunione sempre più profonda e più intensa (cf. Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 18). L’esempio offerto dai genitori ai loro figli nel mostrare questo amore, che implica rispetto reciproco, perdono e moderazione nel comportamento, segnerà per i figli il cammino da seguire.

Desidero offrire il mio incoraggiamento a tutti coloro che lavorano per una soluzione del problema dell’abuso di alcol. In particolare, vorrei ringraziare tutti coloro che, in nome della fondamentale solidarietà umana, si impegnano ad assistere chi soffre di alcoolismo. Penso a quegli esperti, dottori, infermieri e altre persone, come pure alle istituzioni fondate specificamente a questo scopo, che svolgono un incalcolabile servizio al loro prossimo sofferente. La compassione che motiva questa attività, che ricorda lo spirito del buon samaritano, è una bella testimonianza della preoccupazione dell’uomo d’oggi di prestare maggiore attenzione alle sofferenze del suo prossimo e di cercare di affrontarle con sempre maggiore capacità.

Che il vostro incontro di Roma vi porti a scoprire metodi e procedure sempre più efficaci per raggiungere i vostri scopi. Siate certi delle mie preghiere e del mio sostegno per tutto ciò che fate per coloro che soffrono. Dio benedica voi e le vostre famiglie.

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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