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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL COLLOQUIO SUL TEMA «LA SANTITÀ NEL
CRISTIANESIMO E NELL'ISLAM»
Giovedì, 9 maggio 1985
Cari amici.
È una gioia speciale per me poter dare il benvenuto a voi che
siete i nostri ospiti che seguono la fede dell’Islam, e che vi trovate a Roma
per il colloquio su “La santità nel cristianesimo e nell’Islam”. I miei saluti
fraterni vanno anche ai cristiani che hanno preso parte al colloquio. Come
spesso ho detto in altri incontri con i musulmani, il vostro Dio e il nostro è
uno solo e lo stesso, e noi siamo fratelli e sorelle nella fede di Abramo. Così,
è naturale che abbiamo molto da discutere a proposito della vera santità
nell’obbedienza e nell’adorazione a Dio.
Ogni vera santità proviene da Dio che è chiamato “il Santo” nei
libri sacri degli ebrei, dei cristiani e dei musulmani. Il vostro sacro Corano
chiama Dio “Al-Quddus”, come nel verso: “Egli è Dio, oltre a lui non c’è nessun
altro, è il Sovrano, il Santo, la (sorgente della) pace” (Corano 59, 23).
Il profeta Osea collega la santità di Dio col suo amore clemente per l’umanità,
un amore che sorpassa la nostra capacità di comprendere: “Sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te e non verrò nella mia ira” (Os 11, 9). Nel
sermone della montagna, Gesù insegna ai suoi discepoli che la santità consiste
nell’assumere, nel nostro modo umano, le qualità della santità stessa di Dio che
egli ha rivelato all’umanità: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro
celeste” (Mt 5, 48).
Così, il Corano vi chiama alla rettitudine (“al-salah”),
alla devozione coscienziosa (“al-taqwa”), alla bontà (“al-husn”) e
alla virtù (“al-birr”), che sono così descritte: credere in Dio, dare le
proprie ricchezze ai bisognosi, liberare i prigionieri, essere costanti nella
preghiera, mantenere la parola data, ed essere pazienti nel tempo della
sofferenza, dell’avversità, della violenza (Corano 2, 177). Similmente,
San Paolo sottolinea l’amore che dobbiamo mostrare a tutti e il dovere di
condurre una vita irreprensibile sotto lo sguardo di Dio: “Il Signore vi faccia
crescere e abbondare nell’amore vicendevole e verso tutti, come è il nostro
amore verso di voi, per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella
santità, davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del Signore nostro
Gesù con tutti i suoi santi” (1 Ts 3, 12-13).
Nel mondo d’oggi, è più importante che mai che uomini e donne di
fede, assistiti dalla grazia di Dio, cerchino la vera santità. Le tendenze
egoistiche, come la cupidigia, l’avidità di potere, e di prestigio, la
competizione, la vendetta, la mancanza di perdono, e la ricerca di piaceri
terreni, tutto ciò minaccia di distogliere l’umanità dal cammino verso la bontà
e la santità che Dio ha voluto per tutti noi. Le innumerevoli persone buone in
tutto il mondo - cristiani, musulmani e altri - che silenziosamente conducono
una vita di autentica obbedienza, di lode e di ringraziamento a Dio e di
generoso servizio al loro prossimo, offrono all’umanità una genuina alternativa,
“la via di Dio”, a un mondo che altrimenti sarebbe distrutto dall’egoismo,
dall’odio e dalla lotta.
Che il Dio della santità benedica i vostri sforzi in questi
giorni!
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Vaticana
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