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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI

Martedì, 1° ottobre 1985

 

Cari Signori!

1. Sono lieto di questo incontro, che avete desiderato alla conclusione della Terza Conferenza Regionale Europa-Africa dei cinquantasei Paesi aderenti alla Federazione Mondiale Vigili del Fuoco Volontari.

Ringrazio vivamente il Signor Ministro degli Interni d’Italia, Onorevole Oscar Luigi Scalfaro, per le elevate e cordiali parole che mi ha rivolto, facendosi autorevole interprete anche dei sentimenti di tutti voi.

La vostra Federazione, istituita a Tokyo nel dicembre 1982, attribuisce particolare importanza a questi incontri annuali, che consentono di intensificare la vitalità delle Associazioni aderenti in rapporto al duplice fine del servizio anti-incendi: quello di prevenire i rischi e quello di prestare urgenti soccorsi nei casi di calamità. Me ne rallegro di cuore, nella certezza che lo scambio di informazioni e di esperienze contribuirà a rendere sempre più efficiente la benemerita istituzione.

2. L’aspetto che mi è grato mettere particolarmente in risalto è il carattere volontario che distingue le vostre Associazioni.

In una società percorsa da numerosi fenomeni di egoismo e di crudeltà a danno dell’uomo, il volontariato a servizio del prossimo costituisce una forza di prim’ordine, un autentico valore. È uno dei segni positivi del nostro tempo, il segno che l’apertura della volontà e del cuore al bene comune è accuratamente coltivata e vissuta. Proprio per questo il volontariato è un valido coefficiente di civiltà e di fraternità.

Questo intendere la spontaneità come vincolo associativo assume poi una peculiare importanza nella dimensione internazionale e mondiale che è propria della vostra Federazione.

Si instaura in tal modo una catena di solidarietà e sostegno di un ideale umanitario, la quale assurge a simbolo eloquente e concreto di quella solidarietà più piena tra tutti i popoli e tutti gli uomini, di cui si avverte oggi acutamente il bisogno.

Una tale estensione internazionale si addice pienamente ai compiti delicati e ardui dei Vigili del fuoco, impegnati non solo a garantire previamente quelle condizioni di sicurezza che diano garanzia di tranquillità alla vita civile, ma anche a intervenire in circostanze di emergenza, quando si tratta di porre i fratelli al riparo da calamità e pericoli, che anche oggi colpiscono nonostante le sofisticate tecnologie moderne.

Non saranno mai abbastanza elogiati il senso di dedizione, la prontezza, l’altruismo, l’audacia, la disponibilità al sacrificio che la vostra “missione” richiede, non di rado, in situazioni di grave pericolo personale e di rischio talvolta per la stessa vita.

3. Ho usato la parola “missione”. Essa è valida anche, anzi maggiormente, in caso di scelta individuale. È infatti un servizio all’uomo, alla sua vita e alla sua incolumità; un compito che Dio ha affidato a tutti verso i propri simili, specialmente quando essi sono nel bisogno.

Nella prospettiva divina, il dovere che voi avete abbracciato con spontanea generosità, trova commovente riscontro nella parabola del buon Samaritano, il quale seppe farsi carico del malcapitato incontrato “per caso” lungo la strada (cf. Lc 10, 33-35).

Mi è caro concludere con un pensiero che Paolo VI rivolse agli allievi delle scuole anti-incendi italiane, in una delle numerose udienze loro accordate. “Non si può avere la forza d’animo necessaria a tanta generosità, senza una profonda comprensione, senza una retta stima, senza una realistica valutazione del fattore determinante e insostituibile, che è la religione nella vita dell’uomo” (Insegnamenti di Paolo VI, XI [1973] 516).

Con queste riflessioni auguro un crescente incremento alle associazioni federate, e accompagno l’augurio con l’invocazione di ogni benedizione e grazia celeste.

4. Desidero aggiungere una parola speciale a quelli di voi che sono di lingua inglese. Il vostro servizio volontario è segno della vostra dedizione al benessere e alla sicurezza dei vostri vicini.

Voi cercate di offrire protezione ai vostri concittadini dalla minaccia e dalla distruzione degli incendi. Nello stesso tempo la vostra partecipazione a questa Federazione mondiale dimostra che la vostra carità fraterna si estende oltre i confini nazionali per abbracciare la comunità internazionale. Questa attitudine all’interesse e alla fratellanza universale è veramente lodevole, poiché essa è di vitale importanza in un’epoca tristemente segnata dalla tensione e dalle controversie e, in alcuni luoghi, persino dal conflitto aperto.

So anche che questa collaborazione internazionale favorisce lo scambio di informazioni e tecnologie nel campo della lotta e della prevenzione contro gli incendi. Così il contributo che voi siete in grado di portare nei vostri rispettivi Paesi viene ampliato e migliorato. La vostra generosità è inoltre resa più efficace dal vostro desiderio di trovare i mezzi migliori per compiere il vostro servizio.

Gesù Cristo, che noi cristiani professiamo Signore e Salvatore, una volta disse ai suoi discepoli: “Se uno vuol essere il primo, sarà l’ultimo di tutti e il servo di tutti” (Mc 9, 35). Il vostro servizio volontario è invero un servizio a tutti.

Possiate trovare molta gioia nell’offrire il vostro tempo e i vostri talenti per proteggere i vostri concittadini. E Dio benedica voi e le vostre famiglie con la sua pace.

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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