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DISCORSO
DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL «COLLOQUIO» DELL'ORDINE DEI CANONICI REGOLARI PREMOSTRATENSI
Lunedì, 7 ottobre 1985
Signor Abate Generale, Cari Canonici Regolari Premostratensi.
1. Riuniti a Roma, nella Casa Generalizia, per un colloquio dell’Ordine nelle
varie parti del mondo, con particolare riferimento alle esperienze e agli
aspetti più rilevanti di questo periodo post-conciliare, avete desiderato questo
incontro, che è di grande gioia anche per me.
Porgo a voi tutti il mio deferente saluto, ed estendo il mio affettuoso pensiero
ai vostri Confratelli. Apprezzo profondamente il vostro gesto di comunione con
la Sede Apostolica e vi ringrazio, memore dell’ossequio e della venerazione che
San Norberto sempre portò verso i pontefici dei suoi tempi: Pasquale II, Gelasio
II e Callisto II, che egli volle incontrare durante i loro viaggi in Gallia per
confidare loro le sue ansie apostoliche; Onorio II, da cui ebbe l’approvazione
della sua fondazione nel febbraio del 1130 e infine Innocenzo II, che egli
appoggiò e difese strenuamente insieme con San Bernardo, contro l’antipapa. La
vostra presenza attesta luminosamente che anche voi siete e volete rimanere
strettamente uniti alla Gerarchia ecclesiastica e ascoltare, come San Norberto,
la viva voce del Successore di Pietro.
L’anelito e il comando del divin Maestro di rimanere tutti uniti nella Verità e
nella carità si sono fatti particolarmente pressanti ed esigenti nell’attuale
periodo della storia della Chiesa, in cui, sia pure per motivi totalmente
diversi da quelli dell’XI e XII secolo, serpeggiano venti di opposizione e di
discordia.
Per realizzare la “riforma gregoriana” nel clero e nelle diocesi, voluta e
comandata da San Gregorio VII, e per superare le difficoltà politiche e sociali
del tempo, San Norberto, come voi ben sapete, non ebbe timore di sopportare
sofferenze ed emarginazioni, prima come sacerdote e predicatore e poi come
Arcivescovo di Magdeburgo.
Avete in lui un esempio mirabile e tuttora vivo; ispirandovi al suo carisma e
alla sua spiritualità potete essere certi di contribuire efficacemente al bene
della Chiesa e della società e alla salvezza eterna delle anime, unico scopo
della creazione e della Redenzione.
2. La riunione di studio e di preghiera, che in questi giorni svolgete a Roma,
serve come riflessione sulle direttive prese dopo il Capitolo del 1968, e in
preparazione al nuovo Capitolo generale, che si terrà fra tre anni; gli
importanti e fondamentali argomenti della vita comunitaria, della liturgia,
dell’apostolato soprattutto parrocchiale, della formazione ed educazione dei
giovani sono stati materia di accurata considerazione, e anche di illuminate
deliberazioni.
L’incontro odierno, anche se breve, mi porge l’occasione propizia per esortarvi
a seguire in tutto l’esempio e il carisma del vostro Fondatore.
Volendo in poche parole sintetizzare la spiritualità di San Norberto, si
potrebbe dire che in lui meravigliosamente emergono unite la pietà eucaristica,
la fedeltà alla Chiesa, l’austerità di vita e l’ansia apostolica. È un programma
davvero serio e intenso, che egli volle mettere a fondamento dell’Ordine
Premostratense, con la Regola di Sant’Agostino, e che inculcò perennemente nel
suo ministero sacerdotale ed episcopale; tale programma ha formato nei secoli
passati le eminenti figure di tanti vostri Confratelli, illustri e benemeriti
non solo nel campo dell’apostolato, ma anche nelle arti e nelle scienze. Vorrei
in modo speciale ricordare il compianto Abate Generale Norbert Calmels, che
operò con tanta saggezza e dedizione nel Concilio Vaticano II e in altre
mansioni a lui affidate dalla Santa Sede, chiamato improvvisamente, nel marzo
scorso, alla ricompensa del Cielo.
La spiritualità di San Norberto continui ad essere seguita con amore e fervore
dall’Ordine, unendo insieme la preghiera liturgica, la contemplazione personale,
l’impegno apostolico nelle parrocchie e la gravità nel comportamento. Nella
tormentata società di oggi, il nostro compito, la nostra “diaconia” è di
comprendere e di amare gli uomini, tra i quali viviamo; di testimoniare con
gioia e coraggio il messaggio del Vangelo della salvezza; di aiutare i nostri
contemporanei e di lenire i loro mali con la Parola di Verità che proviene da
Cristo e dalla Chiesa e con l’ardore della carità che sgorga dai nostri animi.
La società moderna ha un estremo bisogno di ritrovare i valori trascendenti ed
eterni, di ricuperare il vero senso della vita e della storia, di superare la
filosofia del “nichilismo” e dell’“edonismo”. E ha bisogno di esempi autentici e
concreti! Ciò che insegnava e praticava San Norberto all’inizio del millennio è
totalmente valido anche al suo termine, pur con i mutamenti pastorali e gli
accorgimenti psicologici che i tempi esigono.
3. Carissimi! Come ben sapete, nel 1767 venne collocata nella Basilica di San
Pietro la statua di San Norberto: in essa il vostro santo fondatore vi è
effigiato con la mano destra che solleva il calice e l’ostia, il cui splendore
sembra abbacinare l’eretico che si dibatte ai suoi piedi. La statua riflette
l’usuale iconografia del santo ed è una significativa sintesi della sua vita e
della sua spiritualità.
Tenete alta l’Eucaristia su tutte le miserie e gli errori di questo mondo: la
Santa Messa sia la vostra forza e la vostra felicità; sempre fedeli alla Chiesa
cattolica, portate verità, certezze, amore agli uomini d’oggi, avvicinandoli a
Gesù Eucaristico; inculcate in tutti l’amore a Maria Santissima, dando l’esempio
di austerità e di serietà di vita. In questo modo il vostro Ordine non solo si
preparerà efficacemente al prossimo Capitolo generale, ma contribuirà anche
concretamente a dare autentica realizzazione al Concilio Vaticano II.
Con questo auspicio, di gran cuore vi imparto la propiziatrice Benedizione
Apostolica, che estendo con uguale affetto a tutti i vostri Confratelli, come
pure a quanti sono affidati al vostro ministero.
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Vaticana
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