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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AI CAMPIONATI EUROPEI PER CIECHI

Castel Gandolfo - Sabato, 14 settembre 1985

 

Signor Presidente del Comitato Organizzatore dei Campionati Europei per i Ciechi,
carissimi giovani atleti e sportivi,
e voi tutti accompagnatori, organizzatori e assistenti di questo raduno internazionale!

1. Siate i benvenuti a questo incontro, che è per me motivo di gioia e insieme di commozione. Ho accolto con piacere la vostra richiesta di potermi rendere visita in occasione della vostra presenza a Roma. Noi ci fissiamo gli uni agli altri prevalentemente con gli occhi dello spirito, e ciò intensifica il significato dell’attuale udienza, aumentando, con l’emozione, il comune affetto e la spontanea amicizia.

2. Ho notato nel manifesto delle vostre gare queste parole che mi hanno profondamente colpito: “Non vedere non significa non amare; non vedere non significa chiudersi in se stessi; non vedere non significa non godere delle bellezze della vita; non vedere non significa non potere praticare lo sport”.

Queste parole sono un messaggio, rivolto come un forte richiamo ricco di speranza a tutti coloro che non vedono; ma sono altresì un impegnativo monito per tutti coloro che vedono e che con voi entrano in contatto nelle molteplici circostanze della vita quotidiana.

Parole gravi, perché fanno appello a chiunque ha il dono della salute, della vista, dell’efficienza, affinché comprenda che dentro ogni uomo, portatore di qualche limitazione operativa, c’è sempre una persona umana, c’è un cuore umano con tutte le ricchezze di un’individualità che va non solo rispettata, ma aiutata a svilupparsi secondo le doti e le inclinazioni proprie, per il bene suo e per il vantaggio dell’intera comunità.

Tali parole affermano, e giustamente, che pur non vedendo voi avete sviluppato le altre capacità sensoriali in maniera tale che, nonché precludervi ai rapporti umani, voi anzi vi aprite ad un contatto con gli altri sotto certi aspetti più profondo e intenso. La percezione più attenta in particolare, l’affinamento dell’udito, vi consentono di cogliere le più profonde sfumature di un discorso, facendovi esperti del valore dei suoni per l’orientamento e la conoscenza dell’ambiente circostante. Le gare che state compiendo sono prova di ciò e dimostrano in maniera eccellente quali mete siete in grado di raggiungere.

3. Cari giovani atleti e accompagnatori, vi saluto oggi con grande affetto. Anche se le vostre attività sportive sono molto sorprendenti per chi non è abituato ad assistervi, esse hanno un significato molto profondo: testimoniano le vostre grandi capacità umane. Voi non permettete che siano le difficoltà a vincere, ma siete determinati a soggiogarle. In ciò mostrate coraggio e grandi doti spirituali e di volontà.

L’uomo ha ricevuto da Dio molti talenti e voi mostrate di esserne consapevoli e di saperli usare con determinazione. La pratica dello sport nella vostra particolare situazione non mostra soltanto un naturale bisogno di attività fisica, e non è neppure semplicemente legata all’istinto spontaneo della competizione amichevole. Essa mostra anche i vostri talenti umani e la ricchezza delle capacità a vostra disposizione. In questo modo dite al mondo che ci sono molti traguardi che potete raggiungere nelle vostre attività sociali.

4. Negli scritti del Nuovo Testamento la vocazione cristiana è spesso legata a una strada o a un viaggio. Voi sapete per esperienza quale problema esiste per coloro che non possono concretamente vedere quale strada prendere. Ma ciascuno sa che la strada da prendere consiste in una scelta che darà significato a tutta la vita; è necessario una prospettiva del tutto diversa. La capacità di ragionare e di riflettere, il buon uso del discernimento, la saggezza del cuore: questi sono i doni che ci guidano lungo i sentieri dell’impegno della vita.

Con silenziosa dignità voi potete offrire una grande lezione, una testimonianza salutare alle persone tra le quali vivete, agli uomini e alle donne del nostro tempo che sono spesso scontenti e profondamente turbati nell’intimo. Ad essi voi potete indicare la giusta direzione sulla strada della vita. Potete mostrare in modo convincente che una persona non è impoverita quando, guidata dalla voce di Dio, sa come raggiungere traguardi e conseguimenti decisivi. È questo un richiamo ad un atteggiamento di fede, fondato sulla parola del Signore, una fede che sappia veramente ascoltare. Voi siete magnifici ascoltatori e sapete che è proprio attraverso la parola che Dio viene a incontrarci. Voi date al mondo l’esempio prezioso e significativo di persone che sanno prestare attenzione ai suggerimenti della voce interiore di Dio.

Così, grazie alla grande ricchezza della vostra umanità, saprete mostrare a tutti coloro che incontrate che grandezza di spirito e attenta capacità di ascolto sono il modo corretto per scoprire nelle profondità dell’anima la luce che illumina ogni uomo che viene nel mondo (cf. Gv 1, 9).

5. Infine, una parola per voi che accompagnate e assistete questi giovani. Voi aiutate i vostri amici non vedenti a scoprire e a raggiungere le loro possibilità, li incoraggiate ad avere la forza e la fiducia per applicarsi responsabilmente in tutte le attività di cui sono capaci. Voi li guidate alla piena realizzazione delle loro umane potenzialità. Il vostro lavoro genera una profonda amicizia tra di voi, ed è accompagnato da generosa sollecitudine e profondo interessamento reciproco. Vi ringrazio e mi congratulo con voi per il successo che ottenete; vi ringrazio specialmente per la grande gioia, fiducia e sicurezza che riuscite a instillare nei vostri amici ciechi.

E ora, quale segno del mio profondo affetto, invoco su di voi, miei fratelli e sorelle, sui vostri cari e su tutti coloro che vi manifestano la loro amorevole sollecitudine, le abbondanti benedizioni di Dio onnipotente.

Vorrei aggiungere ancora una parola per gli atleti che prendono parte alla terza coppa europea di maratona. Vi ringrazio per la vostra visita e vorrei ricordarvi che essere giovani significa cercare il giusto cammino della propria vita, un cammino che rende possibile compiere gli impegni personali secondo la verità, la giustizia e il servizio al bene comune. Abbiate questo pensiero in mente mentre correte la vostra lunga gara e che Dio vi benedica.

 

Copyright © Libreria Editrice Vaticana

 

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