Sabato, 12 aprile 1986
Carissimi giovani!
1. Sono felice di trovarmi in mezzo a voi, cari giovani della diocesi di
Vallo della Lucania, che concludete con questa udienza la missione giovanile
svoltasi quest’anno in tutto il territorio della vostra Chiesa particolare, dal
16 febbraio al 19 marzo.
Mi compiaccio vivamente con il vostro Vescovo, che ha ideato e guidato con
zelo e con attenta cura questa iniziativa speciale; mi compiaccio, altresì, con
tutti coloro che hanno collaborato mediante lezioni, conferenze, incontri,
animazioni di qualsiasi genere. Ma è soprattutto a voi, cari giovani, che
esprimo il mio plauso per la seria partecipazione a questa proposta. Essa
consiste nell’invito a ricercare un rinnovato incontro con Cristo, “colui che è
tra noi: forza, sogno, realtà”, come dice il titolo stesso della missione. Io mi
auguro che vogliate accettare da lui, il Cristo, come una singolare vocazione,
il compito di dare alla vostra Chiesa una nuova giovinezza.
Voi avete voluto gettare, in questa circostanza, uno sguardo sincero anche su
alcune questioni che nel vostro territorio interessano il mondo giovanile in
modo particolare e sono divenute problema acuto. Mi riferisco alla
disoccupazione giovanile e alla questione scolastica.
Voi però non avete voluto fermare il vostro sguardo esclusivamente sugli
aspetti negativi della situazione; ma avete, piuttosto, raccolto alcuni messaggi
seriamente impegnativi per l’avvenire. Tra questi c’è il forte appello alla
solidarietà produttiva nel mondo del lavoro, alla responsabilità educativa nella
scuola e nella formazione professionale; il richiamo al dovere di rispondere
alle domande dei giovani che chiedono di essere messi in grado di porre a frutto
le proprie capacità per il bene comune. Certamente voi avete considerato il
grande apporto che ha, per la formazione della vostra coscienza, l’insegnamento
della religione nella vostra scuola unito al rinnovamento della catechesi. Il
programma della Chiesa locale di Vallo della Lucania esprime un impegno
profondo, metodico, capace di evidenziare i valori dell’annuncio cristiano nel
contesto delle vostre tradizioni religiose, e vi domanda una generosa, cordiale,
ampia partecipazione.
2. Questa udienza avviene nel clima festoso del tempo pasquale. La Pasqua è
stata esperienza d’incontro con Cristo: in essa noi abbiamo potuto accorgerci,
come gli apostoli stupiti, che il Risorto è una realtà; abbiamo capito, altresì,
quale risorsa la Pasqua possa essere per l’esperienza esistenziale e per il
progetto di vita di ogni giovane. In essa Gesù ci illumina sul nostro futuro e
ci invita ad aprirci con fiducia alla sua chiamata. Nel Risorto ci incontriamo
con quel gesto di libertà infinita, mediante il quale Dio si dona in Cristo
all’uomo e lo salva. Salva dalla distruzione, dalla morte, dalla disperazione,
dal cedimento, dalla rassegnazione, dal male. Ma salva, soprattutto,
riconducendo alla sua verità e alla ricchezza piena la libertà dell’uomo,
vincolata dall’alienazione radicale del peccato. Cristo è divenuto il fondamento
di una libertà muova, e il giovane che ha conosciuto Cristo è chiamato a vivere
generosamente questa libertà donata dal Signore. Il giovane, perciò, non rimarrà
indifferente ai grandi valori sui quali si gioca il destino dell’umanità; non
sarà abulico rispetto alla società che lo circonda, né sarà remissivo con se
stesso, perché essere liberi è un dono che responsabilizza e stimola a dare un
vero senso al proprio agire. La libertà non è un bene che si può gettare, né un
valore di consumo, ma una forza di radicale impegno; essa è il segno della
verità dell’uomo ed è la regola fondamentale del suo agire. Sappiate dunque
impegnarvi per superare tutto quello che può costituire oggi motivo di
fondamentale disagio per la vostra coscienza e vogliate agire senza mai cedere
al compromesso e allo scetticismo.
Abbiate il coraggio di assumervi serie responsabilità nei vari ambienti
sociali che vi riguardano, per operare un cambiamento di mentalità affinché,
specialmente nel mondo del lavoro, si evolva una nuova cultura, quella della
fratellanza, della solidarietà e della partecipazione. Voi dovete cercare di
introdurre in un contesto umano, forse colpito e mortificato da tradizioni
arroganti e violente, atteggiamenti profetici che aprano il cuore alla speranza,
ben sapendo che la vera via della rinascita della vostra terra avverrà nella
misura in cui ogni giovane saprà radicare nella sua mente scelte conformi a
valori autentici.
3. Occorrerà che sappiate guardare avanti nella vita, per riproporvi
costantemente di essere efficaci nella costruzione della storia della vostra
comunità. Ciò vi impegnerà a un’azione sociale autentica, sana, onesta. Tocca a
voi desiderare, non solo, ma raggiungere uno stile di vita, nella società
terrestre, dove vi sia meno ingiustizia e maggiore pace tra gli uomini, dove
l’unità prevalga sulle antiche divisioni, dove l’ordine vinca su ogni forma di
egoistico arbitrio, così che il bene comune abbia successo di fronte a qualsiasi
organizzazione che tende a umiliarlo, e la sofferenza, il dolore sociale che
nasce da ogni forma di violenza e di sopruso, indietreggi a vantaggio di una più
autentica felicità nella vita comune.
Sappiate per questo essere coerenti con la vostra fede e tenete ben presente
che i grandi valori dell’esistenza, come la pace, la libertà, la vita, la
giustizia, trovano nel cuore umano il grande e insostituibile mezzo che li
realizza. Ci sia, dunque, nel vostro cuore, un instancabile desiderio per un
mondo rinnovato.
4. Cari giovani, la missione giovanile che ora concludete deve segnare per
tutti voi l’inizio di un maggiore impegno per un mondo nuovo, più giusto e più
umano, come voi lo desiderate. Cristo è con voi. Egli arricchisce di contenuto,
di slancio e di efficacia l’impegno che vi proponete, il grande compito che vi
attende. “Cristo offre fondamenti sicuri e stabili a chiunque decida di
costruire l’edificio della propria esistenza non sulle sabbie mobili, ma sulla
solida roccia . . . non v’è anelito, necessità, speranza che, immersi
nell’orbita di Cristo, Signore e Redentore, non ricevano i benefici sperati”. (cf.
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VII, 1 (1984) 554) Illuminati da
Cristo voi potete affrontare i problemi della vostra terra con atteggiamento
nuovo, con nuova energia, con rinnovato entusiasmo. Sostenuti da lui potete dare
una nuova svolta agli eventi che affliggono la vostra comunità e mutare
radicalmente questi sistemi di vita che si reggono sull’umanità di molti
individui, su tradizioni superate, e che producono solo una sconcertante
ingiustizia e miseria. Abbiate nel cuore il desiderio di una vita nuova per il
vostro Paese, ma sappiate radicare la vostra generosa impresa in Cristo. Egli è
potente in voi e parla nei vostri cuori con indicibile forza.
Sappiate che Cristo vi ama, ricordate che egli vi è vicino, tenete presente
che voi siete molto importanti per lui, perché con voi egli vuole realizzare un
mistero di grazia. Egli vi ha chiamati alla libertà per vincere in voi il male
nella verità e nell’amore. Lasciate, dunque, che per mezzo vostro, nel “sì” col
quale risponderete alla sua chiamata, egli divenga la salvezza e la felicità di
molti vostri fratelli.
Affido alla Vergine Madre di Cristo, modello perfetto di fede in Dio e fedele
collaboratrice del piano divino di salvezza, il vostro avvenire, i vostri
propositi, le speranze che tenete nel cuore, tutta la Comunità della diocesi di
Vallo della Lucania, in particolare le persone che soffrono, mentre volentieri
imparto a tutti la benedizione apostolica.
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