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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN INDIA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
NELLA CAPPELLA DI MAR ELIAS CON IL CATHOLICOS
DELLA CHIESA MALANKARESE GIACOBITA SIRO-ORTODOSSA

Mar Elias (India) - Sabato, 8 febbraio 1986

 

Vostra santità, cari amici e fratelli nel Signore.

“La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor 13, 13).

1. È per me una gioia salutarvi con queste parole di fede e speranza che furono indirizzate da san Paolo ai cristiani di Corinto. Benedetto sia lo Spirito di Dio che ci ha colmati d’amore e che ci guida nella pienezza della verità. È questo stesso Spirito che instilla nei cuori dei battezzati in tutto il mondo il desiderio di riunirsi in perfetta unità per adempiere la volontà di Gesù.

2. La visita che vostra santità mi ha reso tre anni fa ha segnato una fase importante del nostro cammino verso una maggiore unità tra noi e con Cristo. È con gratitudine che ricordo sia il nostro incontro sia il suo pellegrinaggio alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo.

Mi ha allora indirizzato parole che erano colme di speranza e di amore fraterno: “È nostro compito”, lei ha detto, “pentirci e ricreare la storia in sintonia con la volontà di Dio”. Noi ora stiamo adempiendo la volontà del Signore, in un processo di cui il nostro incontro odierno, per quanto breve, è un segno certo. Non possiamo indugiare sul nostro cammino verso l’unità; ciò che ci divide - come ogni divisione tra coloro che credono in Cristo - è un ostacolo alla diffusione del Vangelo e all’adempimento della nostra chiamata.

So che vostra santità ha espresso in svariate occasioni il desiderio di vedere dei progressi nei fraterni rapporti tra cattolici e siro-ortodossi in India. Come le ho detto quando ha compiuto la sua storica visita alla Chiesa di Roma: “L’ecumenismo a livello locale ha importanza decisiva per la generale promozione dell’unità di tutti i cristiani. L’unità è una nota distintiva della comunità cristiana. La divisione nelle sue varie espressioni la offusca, talvolta la compromette”.

3. Insieme a lei desidero che le nostre Chiese possano trovare presto modi efficaci per risolvere gli urgenti problemi pastorali che ci stanno di fronte, e che possiamo progredire insieme in amore fraterno e nel nostro dialogo teologico, poiché è attraverso questi mezzi che può concretizzarsi la riconciliazione tra i cristiani e la riconciliazione nel mondo. Posso assicurarle che la Chiesa cattolica, con l’impegno assunto nel Concilio Vaticano II, è pronta a partecipare appieno a questa impresa.

La gioia di salutare lei e la sua delegazione in questo luogo sacro, vostra santità, nutre le nostre speranze e la nostra preghiera. Possa il Signore affrettare il giorno in cui, superate le differenze che si frappongono tra noi, possiamo celebrare insieme l’Eucaristia, al suo santo altare.

La ringrazio per questo incontro, e imploro la benedizione di Dio onnipotente su vostra santità e sul clero e il popolo della vostra Chiesa. Siate certi del mio amore in Cristo Gesù nostro Signore.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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