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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAPPRESENTANTI DEL MOVIMENTO ITALIANO PER LA VITA

Sabato, 25 gennaio 1986

 

Carissimi fratelli e sorelle del Movimento per la vita.

1. Siate i benvenuti! Vi saluto con particolare cordialità e vi ringrazio per questa vostra visita che, tra l’altro, mi offre l’opportunità di ritornare su un argomento meritevole di costante attenzione per la sua eccezionale importanza. Saluto in particolare il vostro presidente, come anche l’on. Casini, infaticabile animatore del Movimento; e saluto ciascuno di voi signori del Direttivo nazionale e delegati regionali.

Voglio subito dirvi che la vita costituisce uno di quei valori essenziali, per la cui tutela e promozione la società stessa esiste e si articola nelle sue strutture. Nessuno può apprezzare tale valore quanto il cristiano, il quale crede in un Dio che si rivela non come il “Dio dei morti, ma dei vivi, perché tutti vivono per lui” (Lc 20, 38); un Dio che, per rinnovare il volto e il cuore dell’umanità, ha inviato sulla terra il proprio Figlio, nel quale è la sorgente stessa della vita (cf. Gv 1, 4; 16, 6, ecc.). Per queste ragioni la Chiesa, in un’epoca in cui sembra largamente prevalere la cultura della morte, è impegnata a illuminare e sollecitare con pastorale insistenza l’opinione pubblica di ogni Paese allo scopo di favorire un’inversione di tendenza.

2. Da quando è nato, il vostro Movimento si è prodigato generosamente nel collaborare con altre forze di buona volontà, prima per contrastare il varo, poi per attenuare gli effetti di una legge che autorizza la soppressione degli innocenti e viene utilizzata sempre più quale mezzo di controllo delle nascite. Oggi esso offre il proprio partecipe aiuto alle madri in difficoltà e alle famiglie in pericolo, richiamando ciascuno alle proprie responsabilità, perché le strutture sanitarie e in special modo i consultori familiari siano luoghi in cui la vita è validamente difesa e non precocemente stroncata. È un lavoro che merita ogni incoraggiamento da parte di quanti sono preoccupati del futuro morale e civile della storia.

3. L’eliminazione della vita del nascituro è oggi, purtroppo, un fenomeno assai diffuso nel mondo, perfino in nazioni di millenarie tradizioni cristiane, come l’Italia, finanziato col contributo del denaro pubblico, è facilitato dalle leggi umane con un insieme di argomentazioni, di cui, in verità, non è difficile vagliare l’inconsistenza e la capziosità. In realtà l’aborto è una grave sconfitta dell’uomo e della società civile. Con esso si sacrifica la vita di un essere umano a beni di valore inferiore, adducendo motivi spesso ispirati da mancanza di coraggio e di fiducia nella vita e talora da desiderio di un malinteso benessere. E lo Stato, anziché intervenire com’è sua missione a difendere l’innocente in pericolo, prevedendone la soppressione e assicurandone, con mezzi adeguati, l’esistenza e la crescita, autorizza e anzi concorre all’esecuzione di una sentenza di morte. È questa una delle conseguenze più preoccupanti del materialismo teorico e pratico, che, negando Dio, finisce per negare anche l’uomo nella sua essenziale dimensione trascendente, ed è un frutto dell’edonismo consumistico, che pone nell’interesse immediato il fine dell’attività umana.

La Chiesa non ha mancato d’intervenire con chiarezza e vigore per denunziare l’aborto sia come grave offesa alla legge di Dio, unico Signore della vita, sia come violazione del diritto primario e intoccabile della persona umana ad esistere. Essa continuerà a intervenire per convincere gli uomini a ricollocare alla base della società i valori morali fondamentali, senza dei quali non si può costruire una convivenza veramente civile. La civiltà, infatti, si misura innanzitutto dal rispetto e dalla promozione della vita in tutto l’arco dell’esistenza umana.

4. Carissimi, il prossimo 2 febbraio celebrerete l’ottava Giornata per la vita. Nella circostanza intendo rivolgere a voi e ai vostri collaboratori il mio vivo incoraggiamento a continuare senza soste nel vostro lavoro, a migliorarlo in qualità e nella capacità di penetrazione, a svilupparlo in tutta la gamma delle sue articolazioni.

Voi vi rendete conto che la battaglia è difficile. Non perdete mai la chiarezza delle idee, né l’impulso dell’ideale, né il necessario dinamismo propulsivo. Non vi scoraggiate per la complessità e la lunghezza del confronto. La verità e il bene, sia pure in tempi non brevi, finiscono col trionfare.

Sforzatevi di trovare collaborazione fra tutte le energie disponibili, che sono tante e vanno risvegliate. Stimolate i settori che si rifugiano nell’agnosticismo o nel disimpegno. Fate appello alla riserva inesauribile del volontariato. In questo campo, che va al di là delle forze umane, non mancate d’invocare la protezione della Vergine Madre, Maria santissima. E, come segno dell’aiuto divino, ricevete la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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