Carissimi bambini della Colombia.
Amate il Signore?
Amate la santissima Vergine, nostra Madre?
Amate la Chiesa
cattolica?
Amate il vostro prossimo?
Sono molto contento di avere questo incontro con voi, che rappresentate tante
migliaia di bambini colombiani e, in modo particolare, quelli che appartengono
all’Infanzia Missionaria. La gioia che avete manifestato nell’accogliermi
dimostra chiaramente con quanto entusiasmo e quanta gioia avete atteso questo
momento. Non è così? Anch’io ho atteso e desiderato questo momento per stare con
voi. A Roma, dove vivo abitualmente, l’incontro con i bambini nelle mie visite
alle parrocchie è sempre un momento di intima gioia per me.
Bambini di Colombia, la vostra presenza nella Chiesa è importante. Come
sarebbe triste una Chiesa fatta soltanto di persone adulte! Quanto vuoto si
sentirebbe nelle parrocchie e nelle comunità ecclesiali senza i bambini che
frequentano la catechesi, che cantano nelle celebrazioni e fanno sentire che la
Chiesa è una vera famiglia, nella quale tutti - piccoli e grandi - sono figli di
Dio! Perciò il Signore, come sappiamo dai racconti del Vangelo, volle avere
vicino a sé i bambini: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è
il regno dei cieli” (cf. Mt 19, 14). Sì, certamente, voi siete gli amici
di Gesù, quindi siete pure gli amici di Papa Giovanni Paolo II.
Cari bambini di Colombia, voi rappresentate tutti i milioni di bambini della
vostra età, e specialmente quelli che appartengono all’Infanzia Missionaria. È
una gioia per il Papa sapere che collaborate con lui a questa opera missionaria
che Gesù gli ha affidato per portare il Vangelo a tutto il mondo. Sì, siete i
miei collaboratori, i miei piccoli-grandi collaboratori nella diffusione del
Vangelo. Collaborate con me perché vi unite alle intenzioni missionarie del
Papa; prima di tutto con la preghiera; poi con il buon comportamento nelle
vostre case e coi vostri compagni; e anche con le offerte per le missioni, che
sono frutto di privazioni e di sacrifici. Dove voi non potete giungere con la
vostra parola, giungete con la vostra preghiera e coi vostri sacrifici.
Sì. Questo è ciò che io attendo da voi e da tutti i bambini di Colombia. Voi
mi accompagnerete con la vostra preghiera e io da parte mia porterò il vostro
saluto, i vostri desideri di pace e di fraternità a tutti i bambini che
continuamente incontro nei miei viaggi apostolici. Siete d’accordo? Così
formeremo una catena di amore e di fraternità che unisce tutte le persone e
lavoreremo per la pace, quella pace alla quale tutti aspirano.
Voi sapete che, disgraziatamente, tanti bambini come voi vivono il dolore
della guerra, l’oppressione della fame, la solitudine dell’essere orfani . . . E
molti, soprattutto, non conoscono Gesù, non sanno che hanno nella Vergine Maria
una Madre che veglia per noi come vegliò per suo figlio Gesù quando era bambino.
Anche per essi c’è la parola del Vangelo e la famiglia universale della Chiesa,
nella quale voi vi sentite come nella vostra propria casa.
Cari bambini, avete detto che amate Gesù, vostro amico. Amatelo quindi sempre
di più. Crescete come lui in età, in sapienza e in grazia (cf. Lc 2, 40).
Dite con le vostre parole, coi vostri canti, con la vostra vita che egli è vivo,
che è presente nella Chiesa. Avete detto che amate la Vergine Maria. Invocatela
quindi sempre con amore recitandole il santo Rosario. Avete detto che amate la
Chiesa. Amatela pertanto ogni giorno di più e restate sempre uniti ad essa;
chiedete al Signore l’aumento delle vocazioni sacerdotali e religiose. Pregate
tutti i giorni per i missionari e le missionarie.
Il Papa vi ama tanto, cari bambini colombiani, che non vorrebbe andarsene
più, vorrebbe restare sempre con voi. Ma voi già sapete che tutti siamo uniti in
Gesù e nella Chiesa, che nessuna distanza ci può separare. Pregate per me e io
pregherò per voi. Ricevete la mia benedizione apostolica, che di cuore estendo
alle vostre famiglie, all’Infanzia Missionaria e a tutti i bambini della
Colombia.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana