1. Padre misericordioso,
signore della vita e della morte.
Il nostro destino
è nelle tue mani.
Guardaci con bontà
e guida la nostra esistenza
con la tua
Provvidenza,
piena di sapienza e di amore.
Dinanzi alle forze della natura
che
qui sono scatenate
ci siamo sentiti abbandonati.
Perciò, Padre, ci rivolgiamo a
te.
2. Ravviva in noi, o Signore,
la luce della fede
affinché accettiamo il
mistero
di questo intenso dolore,
e crediamo che il tuo amore
è più forte della
morte.
Guarda, o Signore,
con bontà l’afflizione di coloro
che piangono la morte di
persone care:
figli, padri, fratelli, parenti, amici.
Sentano essi la presenza
di Cristo
che consolò la vedova di Nain
e le sorelle di Lazzaro,
perché egli è
la risurrezione e la vita.
Trovino il conforto dello Spirito,
la ricchezza del
tuo amore,
la speranza della tua provvidenza
che apre sentieri di rinnovamento
spirituale
e assicura a quelli che lo amano
un futuro migliore.
3. Aiutaci a imparare
da questo mistero di dolore
che siamo pellegrini sulla
terra,
che dobbiamo essere sempre preparati,
perché la morte può giungere
all’improvviso.
Ricordaci che dobbiamo seminare sulla terra
ciò che raccoglieremo
moltiplicato nella gloria,
affinché viviamo guardando sempre a te,
Padre e
Giudice dei vivi e dei morti,
che alla fine ci giudicherai nell’amore.
4. Ti ringraziamo, Padre,
perché nella fede
il dolore ci avvicina di più a
te,
e in esso cresce la fratellanza e la solidarietà
di tutti coloro che aprono
il cuore
al prossimo bisognoso.
Da questo luogo
che conserva i resti mortali
di tanti nostri fratelli
ascolta
la nostra preghiera:
“Da’ loro, o Signore,
il riposo eterno e risplenda
per essi
la luce perpetua.
Riposino in pace”.
E a noi che continuiamo a vivere,
pellegrini in questa valle di lacrime,
dà
la speranza di riunirci a te,
nella casa paterna,
dove tuo Figlio Gesù
ci ha preparato
un posto
e la Vergine Maria ci guida
verso la comunione dei Santi.
Amen.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana