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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN COLOMBIA

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II

Aeroporto Vigie di Castries - Isola di Saint Lucia
Lunedì, 7 luglio 1986

 

S.E. governatore generale,
signor primo ministro,
S.E. arcivescovo Felix,
illustri membri del Governo,
cari abitanti di Santa Lucia.

1. Sono molto felice di trovarmi nel vostro amato Paese. Da molto desideravo venire a farvi visita, e ora ringrazio Dio per la gioia che provo nel veder esaudito questo desidero. Grazie, eccellenza, per le sue cortesi parole di benvenuto. Le sono grato perché mi fa sentire come a casa. All’inizio di questa visita saluto con viva cordialità tutti voi, che siete venuti a ricevermi in modo tanto caloroso e amichevole. E desidero estendere il mio personale saluto a tutto il popolo di questa regione. Spero che vediate nella mia visita una chiara manifestazione della stima e del rispetto che nutro per tutti voi, come pure un simbolo del mio speciale amore pastorale per i miei fratelli e le mie sorelle di fede cattolica.

2. Sono consapevole del fatto che la Chiesa cattolica ha contribuito in modo molto significativo allo sviluppo di Santa Lucia. Con il suo risoluto impegno nei confronti del benessere della vostra nazione, soprattutto nel campo dell’istruzione, e con la sua testimonianza all’imprescindibile dignità e uguaglianza di ogni persona umana, essa ha aiutato il popolo a sviluppare e usare i propri personali talenti e capacità e ad assumere con responsabilità i propri ruoli in seno alla società. Essa lo ha fatto spinta da uno spirito genuino di amore fraterno, e in proficua collaborazione con altri cristiani e con tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Spero che questa visita pastorale spronerà i miei fratelli e le mie sorelle nella Chiesa a proseguire lungo questo cammino e a fare progressi ancora maggiori per il benessere di tutti.

3. Come sapete, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha dichiarato il 1986 Anno internazionale della pace. Accolgo di cuore questa iniziativa, poiché la Chiesa ha sempre cercato di essere al servizio della pace e della riconciliazione nel mondo. Ciò è diventato sempre più importante nella nostra era tecnologica, in cui le armi di distruzione superano di gran lunga qualsiasi immaginazione del passato e in cui i popoli di buona volontà in ogni parte del mondo sentono la necessità di una maggiore armonia e collaborazione fraterna.

So che, in quanto Stato, siete impegnati in questo elevato scopo. La vostra stessa storia, caratterizzata in passato da ripetuti conflitti fra i diversi governi, ha senza dubbio reso ancor più deciso il vostro impegno e la vostra determinazione a questo proposito. Siete ben consapevoli della necessità di cercare soluzioni pacifiche ai conflitti e di promuovere il dialogo e la fiducia fra i popoli. Ciò è ben espresso nel vostro inno nazionale, in cui troviamo le parole: “Sono passati i giorni in cui la lotta e la discordia offuscavano la fatica e il riposo dei suoi figli, sorge finalmente un giorno più chiaro, si spiana una nuova, lieta via”.

Mentre continuate a costruire una “nuova, lieta via” a Santa Lucia, possano i vostri sforzi contribuire all’armonia e alla collaborazione di tutti i popoli all’interno della comunità internazionale.

4. “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5, 9). Queste parole di nostro Signore Gesù Cristo ci danno un incoraggiamento e una speranza immensi. Ci fanno ricordare che benedizione sia fare la volontà di Dio e operare per la pace e la giustizia nel mondo. Possiate essere sempre degni di essere chiamati figli di Dio. E possa questa visita pastorale contribuire a dare gioia e speranza a tutto il popolo di Santa Lucia. Dio benedica voi tutti.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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