Signor presidente della Repubblica,
amati fratelli nell’episcopato,
autorità,
carissimi colombiani tutti.
1. Arriva il momento di porre fine a questa visita pastorale che, nel nome
del Signore, ho avuto la gioia di realizzare, compiendo così un mio ardente
desiderio, come pastore della Chiesa universale, di incontrarmi con i figli e
figlie della nobile Colombia. Sono state sette giornate di intensa comunione
nella fede e nella carità, durante le quali ho avuto l’opportunità di sentire la
presenza di una Chiesa e di una società viva ed entusiasta che, con la sua
fiducia in Dio, guarda speranzosa il futuro.
Nei nostri incontri di preghiera e nelle celebrazioni eucaristiche ho voluto
compiere il comando ricevuto da Gesù Cristo di confermare i miei fratelli nella
fede (cf. Lc 22, 32). Sono state giornate di grazia che ci hanno
arricchito tutti. Mi accompagneranno sempre nel ricordo e nella preghiera
indimenticabili momenti, luoghi e persone che mi hanno fatto apprezzare i valori
più genuini, umani e cristiani della nobile anima della Colombia.
2. Ringrazio Dio per aver trovato qui una Chiesa piena di vitalità,
traboccante di generosità, unita nella carità, ben organizzata e soprattutto ben
ancorata nei fondamenti, nella dottrina e nelle norme che le diede il suo divino
fondatore. Questa è la base necessaria e la garanzia sicura per lanciarsi in una
nuova evangelizzazione che, per mezzo delle celebrazioni del quinto centenario
della prima evangelizzazione, prepara la Colombia, come tutta l’America Latina -
continente della speranza - a entrare con impeto e decisione, con la lampada
della fede che diffonde luce e calore nel terzo millennio del cristianesimo.
Siete una nazione cattolica. Non lasciate indebolire l’orgoglio legittimo né
sminuire la responsabilità che ciò comporta. Affrontate gli urgenti problemi che
vi preoccupano tanto con chiaroveggenza, con spirito di fraternità, con piena
collaborazione da parte di tutti e principalmente con lo sguardo posto in Dio,
il cui aiuto vi è indispensabile.
Avanti! Il Papa se ne va, ma rimane con voi. Il Papa vi conforta, vi esorta,
vuole restare accanto a voi, vuole accompagnarvi attraverso i difficili cammini
che dovrete percorrere. Coraggio, popolo colombiano! Voglio incoraggiare
specialmente voi giovani, che avete nelle mani il futuro del vostro Paese.
Avanti sempre, “con la pace di Cristo”!
Sono stato felice tra voi. Ho molto apprezzato la vostra proverbiale
ospitalità, la vostra accoglienza sempre cordiale, il vostro entusiasmo. Mi
avete aperto senza riserve le porte delle vostre case e dei vostri cuori. Ora,
al momento della partenza, vi ripeto l’esortazione che ho fatto all’inizio del
mio pontificato: non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo! Accogliete il
suo messaggio di pace! Lasciatevi riconciliare da Dio!
3. Desidero esprimere il mio profondo ringraziamento al signor presidente
della Repubblica e a tutte le autorità della nazione, da cui ho ricevuto
continue prove di cortesia e attenzione nei luoghi per cui sono passato. Che il
Signore sostenga e premi gli sforzi che fate per assicurare alla loro Patria un
futuro di pace, giustizia e benessere.
Grazie ai vescovi della Colombia. Come mi sono sentito fortunato di
condividere con voi questi giorni! Chiedo al Pastore dei pastori che vi conservi
sempre così uniti, così generosi, così donati ai vostri sacerdoti, religiosi,
religiose, seminaristi e fedeli, in ognuna delle vostre Chiese locali. Nel
ritornare alle diocesi portate a tutti l’eco del mio saluto di congedo. Il mio
ringraziamento va anche alle numerose persone e istituzioni che con tanta
dedizione e sacrificio hanno collaborato efficacemente alla preparazione e allo
svolgimento della mia visita pastorale.
Una parola di ringraziamento va anche agli informatori per l’encomiabile
sforzo realizzato dalla stampa, radio e televisione per informare sui diversi
incontri che hanno avuto luogo durante la mia permanenza in Colombia.
Il mio ultimo sguardo da questo estremo del Paese è rivolto alla Vergine di
Chiquinquirá, nel cui Santuario l’ho invocata con le parole di Elisabetta:
“Beata te, che hai creduto”. Oggi, da Barranquilla, ricorro alle stesse parole
per riferirle a te, Colombia: Beata te, che hai creduto. La fede cristiana è
parte della tua anima nazionale, è tesoro della tua cultura, è forza nei tuoi
giovani, è dinamismo nelle tue difficoltà, è serenità nelle tue famiglie. Che
questa fede cristiana continui a illuminare e a confermare nella pace, nella
giustizia, nell’amore reciproco i figli della Colombia.
Arrivederci, Colombia.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana