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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DEL CONSIGLIO INTERNAZIONALE
DELL’«ORDINE FRANCESCANO SECOLARE»

Giovedì, 19 giugno 1986

 

Carissimi fratelli e sorelle!

1. Sono lieto di trovarmi oggi con voi, membri della Presidenza del Consiglio Internazionale dell’Ordine Francescano Secolare, riuniti a Roma per approfondire lo schema delle nuove Costituzioni, in base ai suggerimenti delle apposite Commissioni e delle Fraternità sparse nel mondo.

Questi giorni di riflessione e di preghiera sono per voi di particolare importanza in quanto lo studio sul progetto di Costituzioni ha il suo fondamentale punto di riferimento alla Regola, che fu approvata e confermata dal mio predecessore Paolo VI mediante la Lettera Apostolica Seraphicus Patriarcha del 24 giugno 1978, qualche mese prima della sua pia morte. Egli si diceva lieto che il carisma francescano ancor oggi germogliasse vigorosamente per il bene della Chiesa e della società umana, nonostante il serpeggiare di dottrine accomodanti e l’emergere di tendenze che allontanano gli uomini da Dio e dalle realtà soprannaturali (cf Pauli VI Seraphicus Patriarca, die 24 iun. 1978: AAS 70 1978 454 5).

A ciò si aggiunge che il prossimo Sinodo dei Vescovi sarà dedicato al tema della vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. È questa una occasione privilegiata perché i Francescani Secolari diano il loro contributo di preghiera, di esperienza, di idee e di testimonianza cristiana particolarmente impegnata. Da oltre sette secoli e mezzo voi, infatti, siete presenti nella Chiesa, con il proposito di amarla e di servirla, riferendovi continuamente al carisma originario, cioè all’insegnamento e alla vita di San Francesco di Assisi.

L’antico biografo del Poverello accenna chiaramente alla fondazione del cosiddetto “Terz’Ordine”, quando, parlando di San Francesco, scrive: “mediante il suo esempio, la sua Regola e il suo insegnamento si rinnova la Chiesa di Cristo nei suoi fedeli, uomini e donne, e trionfa la triplice milizia degli eletti. A tutti dava una regola di vita, e indicava la via della salvezza a ciascuno secondo la propria condizione” (I. Tommaso da Celano, XV: Fonti Francescane, nn. 384-385).

I “Fioretti” ci danno notizia di un nobile Cavaliere, “devotissimo di San francesco”, di nome Messer Landolfo, che dalle sue mani aveva ricevuto “l’abito del Terzo Ordine” (cf. Fonti Francescane, n. 1956).

2. Nell’ambito della grande famiglia Francescana l’Ordine Secolare si configura come una unione organica di fedeli che, “spinti dallo Spirito a raggiungere la perfezione della carità nel proprio stato secolare, con la professione si impegnano a vivere il Vangelo alla maniera di San Francesco” (Regula, 2).

Elemento fondamentale del vostro carisma è la piena e completa osservanza del Vangelo di Cristo: ciò comporta una continua ed assidua meditazione sulla figura, la persona, l’opera, il messaggio di Gesù, che è il centro della nostra fede. In questo, San Francesco è una delle guide più affascinanti della storia della spiritualità cristiana: egli volle conoscere e vivere il Vangelo “sine glossa”, cioè alla lettera, realizzandone le esigenze più radicali, tanto da essere privilegiato da Cristo Crocifisso con il fenomeno mistico della “stigmatizzazione”. Alle folle dei fedeli, agli inizi del secolo XIII, Francesco di Assisi apparve come un autentico “alter Christus”.

E Francesco raccomanda ai suoi figli e figlie spirituali che vivono nel mondo di saper sempre ricercare la persona vivente ed operante di Cristo nei fratelli, nella Sacra Scrittura, nella Chiesa e nelle azioni liturgiche; di fare della preghiera e della contemplazione l’anima del proprio essere e del proprio operare, ad imitazione di Gesù che fu il vero adoratore del Padre (Ivi, 8); di vivere in piena comunione con il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti (Ivi, 6); di realizzare nella vita quotidiana lo spirito delle “Beatitudini” cercando nel distacco e nell’uso una giusta relazione ai beni terreni purificando il cuore da ogni tendenza e cupidigia di possesso (Ivi, 11); a di praticare continuamente un radicale mutamento interiore, cioè la “conversione”, che trova nel Sacramento della Riconciliazione il segno privilegiato della misericordia del Padre e la sorgente di ogni grazia (Ivi, 7); di saper trattare e accogliere tutti gli uomini come un dono del Signore e come immagine di Cristo, e di ricercare le vie della pace, dell’unità, dell’amore, del perdono (Ivi, 13.19). In questo spirito tutte le Fraternità francescane secolari sono da tempo in preghiera per il buon esito della “Giornata della Pace”, che ho indetto per il 27 ottobre prossimo ad Assisi. Ciò mostra come i membri dell’Ordine Francescano Secolare si sentano, per vocazione, portatori di pace e messaggeri di gioia.

3. A voi che nell’Ordine avete una delicata e grande responsabilità auguro una intensa comunione vicendevole per essere guide illuminate ed animatori ardenti, dando ai vostri confratelli e consorelle un chiaro esempio di profondo amore al Vangelo, di fede ardente in Cristo, di serena fiducia e fedeltà alla Chiesa. E a tutti i membri dell’Ordine rinnovo l’invito che rivolsi qualche anno fa ai partecipanti al vostro Convegno Internazionale: “Amate, studiate, vivete questa vostra Regola, perché i valori in essa contenuti sono eminentemente evangelici. Vivete questi valori in fraternità e viveteli nel mondo, nel quale, per la vostra stessa vocazione secolare, siete coinvolti e radicati. Vivete questi valori evangelici nelle vostre famiglie trasmettendo la fede con la preghiera, l’esempio e l’educazione e vivete le esigenze evangeliche dell’amore vicendevole, della fedeltà e del rispetto alla vita” (Ioannis Pauli PP. II Allocutio ad Sodales Consilii Generalis OFS, 2, die 27 sept. 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V, 3 1982 613).

Con questi voti vi imparto di cuore la Benedizione Apostolica.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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