Giovedì, 26 giugno 1986
Signor
presidente dell’Associazione dei giornalisti cattolici del Belgio,
signore,
signori.
Il vostro
passo è sicuramente una tradizione esemplare. Ricorda le collette delle prime
comunità cristiane rimesse all’apostolo Paolo per i cristiani di Gerusalemme.
Essa continua la tradizione della condivisione che ha segnato la storia
bimillenaria del cristianesimo. Accogliendovi provo una grande gioia e vi
esprimo la mia profonda gratitudine per l’importante offerta che avete avuto la
delicatezza di rimettermi personalmente. Vi ringrazio anche a nome delle persone
e degli organismi che beneficeranno delle vostre “strenne pontificie 1986”.
Siate certi che secondo le vostre intenzioni i vostri doni e quelli dei vostri
lettori permetteranno a delle popolazioni private di fatto da calamità naturali
o dalla guerra, come a delle Chiese estremamente povere, di ricevere dei
soccorsi urgenti.
La vostra
associazione contribuisce veramente all’opera dell’evangelizzazione e dello
sviluppo. i rallegro con voi per lo spirito di solidarietà evangelica ed
ecclesiale che avete e che cercate di trasmettere anche ai vostri lettori. Avete
molto merito, quando le difficoltà economiche raggiungono in modo visibile o
nascosto molta gente, molte famiglie, anche nei nostri Paesi dell’Occidente. Vi
affido il compito di esprimere a tutti questi donatori la viva riconoscenza
della Santa Sede.
Infine, vi
rinnovo i miei incoraggiamenti per il vostro lavoro professionale, di cui misuro
l’aspetto esigente, delicato, arduo; siete talvolta oppressi a causa del vostro
attaccamento al Vangelo di Cristo, e a causa del vostro andare contro corrente
delle opinioni e dei costumi dannosi per la persona umana e per la società.
È in
ragione di queste esigenze che invoco su voi, sui vostri collaboratori e sulla
folla dei vostri fedeli lettori, le più abbondanti grazie del Signore.