Cari Amici.
1. Sono lieto di salutare i partecipanti alla scuola estiva della Specola
Vaticana di Astronomia e Astrofisica che si incontrano a Castel Gandolfo. Venite
da Paesi e terre molto diverse. Venite come studenti, come allievi e futuri
studiosi. Avete accolto l’invito della Specola Vaticana per studiare alcuni
aspetti della moderna astrofisica e cosmologia.
Questa è la prima volta, tra le iniziative della Specola Vaticana, che la
Santa Sede ha invitato giovani studenti a una scuola, alla quale seguirà un
corso di lezioni su alcuni dei più importanti argomenti della moderna
astrofisica in una eminente facoltà. Sono felice di sostenere questa scuola e di
seguire le orme del mio predecessore Leone XIII, il fondatore della Specola
Vaticana, il quale desiderava che tutti sapessero che lontana dall’essere in
opposizione all’autentica ricerca scientifica, la Chiesa desidera sostenerla con
ogni mezzo disponibile.
2. Le radici storiche di questi lavori della Chiesa possono essere tracciate
fino alla scuola episcopale che risale all’inizio dell’era post-romana in
Europa. In quelle scuole strettamente legate ai luoghi di lavoro dei primi
cristiani, giovani studiosi come voi, trovavano il tempo, la sicurezza e
l’aspirazione necessarie per riuscire nello studio. Per mezzo della loro
dedizione alle arti liberali che includevano l’astronomia, essi pervenivano ad
amare e rispettare le cose della mente e dello spirito, nelle loro ricerche
intellettuali diedero l’avvio alle prime grandi università come Parigi, Bologna,
Oxford, Padova e Salamanca.
3. In questo corso di osservazione astronomica e astrofisica, vi viene data
un’introduzione alla ricerca scientifica nelle meraviglie dell’universo di Dio,
e fate ciò in un Osservatorio che ha una ricca storia nella ricerca e
nell’osservazione che si estende dal lavoro dei padri Clavius, Secchi, Denza,
Lai e Hagen fino ai giorni nostri.
È giusto che la Specola Vaticana che ha una così lunga tradizione di ricerca
vi offra questa opportunità. Spero che alcuni di voi siano in una posizione tale
da sviluppare la chiamata ad essere ricercatori scientifici e che un giorno
possiate raggiungere i livelli di quanti cercano di esaminare, controllare,
classificare e spiegare agli altri le interazioni tra la materia e l’energia su
vaste distanze e negli anni. Siete veramente fortunati e so che siete grati,
come lo sono io, a coloro che vi forniscono queste meravigliose opportunità.
Dovremmo ringraziare particolarmente padre McCarthy, preside della scuola e gli
ospiti della facoltà che hanno volontariamente prestato i loro servizi per
questa degna impresa.
Vi chiedo solo di condividere le buone cose che ricevete. Ogni giorno della
vostra scuola cercate di trovare il tempo per riflettere sul fatto che la pace è
essenziale al vero progresso della scienza. Siate uomini e donne di pace e
lasciate che la pace delle vostre menti e dei vostri cuori diventi la pace
riflessa nelle vostre vite e nel lavoro quotidiano. Spero che ciò sia tra le
lezioni che porterete via da questa scuola.
“Deum Creatorem venite adoremus”. Venite adoriamo Dio Creatore. Vi benedico tutti.