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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AD UN GRUPPO DI GIOVANI STUDIOSI DI ASTRONOMIA

Lunedì, 30 giugno 1986

 

Cari Amici.

1. Sono lieto di salutare i partecipanti alla scuola estiva della Specola Vaticana di Astronomia e Astrofisica che si incontrano a Castel Gandolfo. Venite da Paesi e terre molto diverse. Venite come studenti, come allievi e futuri studiosi. Avete accolto l’invito della Specola Vaticana per studiare alcuni aspetti della moderna astrofisica e cosmologia.

Questa è la prima volta, tra le iniziative della Specola Vaticana, che la Santa Sede ha invitato giovani studenti a una scuola, alla quale seguirà un corso di lezioni su alcuni dei più importanti argomenti della moderna astrofisica in una eminente facoltà. Sono felice di sostenere questa scuola e di seguire le orme del mio predecessore Leone XIII, il fondatore della Specola Vaticana, il quale desiderava che tutti sapessero che lontana dall’essere in opposizione all’autentica ricerca scientifica, la Chiesa desidera sostenerla con ogni mezzo disponibile.

2. Le radici storiche di questi lavori della Chiesa possono essere tracciate fino alla scuola episcopale che risale all’inizio dell’era post-romana in Europa. In quelle scuole strettamente legate ai luoghi di lavoro dei primi cristiani, giovani studiosi come voi, trovavano il tempo, la sicurezza e l’aspirazione necessarie per riuscire nello studio. Per mezzo della loro dedizione alle arti liberali che includevano l’astronomia, essi pervenivano ad amare e rispettare le cose della mente e dello spirito, nelle loro ricerche intellettuali diedero l’avvio alle prime grandi università come Parigi, Bologna, Oxford, Padova e Salamanca.

3. In questo corso di osservazione astronomica e astrofisica, vi viene data un’introduzione alla ricerca scientifica nelle meraviglie dell’universo di Dio, e fate ciò in un Osservatorio che ha una ricca storia nella ricerca e nell’osservazione che si estende dal lavoro dei padri Clavius, Secchi, Denza, Lai e Hagen fino ai giorni nostri.

È giusto che la Specola Vaticana che ha una così lunga tradizione di ricerca vi offra questa opportunità. Spero che alcuni di voi siano in una posizione tale da sviluppare la chiamata ad essere ricercatori scientifici e che un giorno possiate raggiungere i livelli di quanti cercano di esaminare, controllare, classificare e spiegare agli altri le interazioni tra la materia e l’energia su vaste distanze e negli anni. Siete veramente fortunati e so che siete grati, come lo sono io, a coloro che vi forniscono queste meravigliose opportunità. Dovremmo ringraziare particolarmente padre McCarthy, preside della scuola e gli ospiti della facoltà che hanno volontariamente prestato i loro servizi per questa degna impresa.

Vi chiedo solo di condividere le buone cose che ricevete. Ogni giorno della vostra scuola cercate di trovare il tempo per riflettere sul fatto che la pace è essenziale al vero progresso della scienza. Siate uomini e donne di pace e lasciate che la pace delle vostre menti e dei vostri cuori diventi la pace riflessa nelle vostre vite e nel lavoro quotidiano. Spero che ciò sia tra le lezioni che porterete via da questa scuola.

“Deum Creatorem venite adoremus”. Venite adoriamo Dio Creatore. Vi benedico tutti.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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