Sabato, 1° marzo 1986
Cari fratelli e sorelle.
1. È motivo di viva soddisfazione accogliere oggi voi, aderenti
all’“Associazione Educatrice Italiana”, in occasione del Convegno organizzato
nel ricordo del LX anniversario dell’inizio della vostra attività. Il Sodalizio,
che voi rappresentate, ha ormai una ricca storia nell’ambito di un’attività
culturale delicata e importante: la formazione delle educatrici dell’infanzia e
la promozione delle istituzioni atte il favorire il loro servizio sociale.
Il lavoro svolto dalla vostra Associazione, nei suoi lunghi anni di vita, ha
dato un contributo notevole non soltanto al bene della società civile, ma anche
allo sviluppo della realtà ecclesiale e alla affermazione della scuola
cattolica. Per questi motivi, i Pontefici che mi hanno preceduto, a cominciare
da Pio XI, hanno sempre visto con favore la vostra opera, incoraggiandola e
anche aiutandola nei momenti difficili.
2. L’attenzione alla formazione spirituale e religiosa, oltreché umana, dei
fanciulli trova la sua ispirazione e ragion d’essere nella stessa impostazione
originaria della vostra Associazione, nata dalla mente e dal cuore di quell’esimio
religioso - il vostro fondatore - che fu fratel Alessandro Alessandrini, dei
fratelli delle Scuole Cristiane; sicché si può dire che la vostra opera sia
quasi una emanazione e una ramificazione della spiritualità di quella illustre
famiglia religiosa.
L’ispirazione cristiana del vostro lavoro certamente non vi esime da un
interesse leale e generoso per tutte le tematiche e problematiche tipiche del
vostro settore, che possano presentare un carattere di reale urgenza e rilievo.
Voi non dimenticate, in questo ambito così delicato dell’educazione
dell’infanzia, l’importanza di un dialogo costruttivo tra tutti gli uomini di
buona volontà. Da qui la vostra presenza a pieno diritto nelle strutture
educative della società civile. Da qui le attività svolte o che svolgete per
l’adeguata soluzione di problemi squisitamente umani e sociali, come per esempio
quanto l’Associazione ha fatto per il recupero dei bambini ospedalizzati o per
l’assistenza ai figli degli emigrati in Francia.
3. Considerando il continuo sviluppo della realtà sociale e culturale
italiana, si comprende come il vostro Sodalizio abbia sentito e senta la
necessità di assicurare alle educatrici una formazione professionale sempre più
accurata e qualificata. Da qui il progetto e l’intento di portare i corsi a un
livello universitario.
Senza voler entrare nel merito delle vostre specifiche programmazioni, non
posso da parte mia che lodare e incoraggiare questo sforzo di adeguare il lavoro
dell’Associazione e dei suoi istituti educativi alle necessità sempre più
complesse emergenti dalla realtà civile ed ecclesiale, nella quale
l’Associazione si trova oggi a vivere e operare.
Mi auguro e chiedo al Signore per voi che sappiate mantenere con sapiente e
illuminata fermezza la vostra fedeltà all’ispirazione originaria del vostro
Sodalizio: un servizio alle famiglie e al mondo dell’infanzia che congiunge
indissolubilmente la testimonianza cristiana con la disponibilità ai bisogni di
crescita della società civile e delle istituzioni pubbliche dello Stato. In
questo duplice impegno, spirituale e temporale, troverete sempre, come
cristiani, un sostegno e una traccia operativa nella guida che vi viene dalla
comunione viva con la realtà ecclesiale e con i pastori che ne sono i
responsabili, nel momento in cui la vostra competenza tecnica e la leale
osservanza delle leggi dello Stato vi garantirà un’autorevole e credibile
incidenza sullo sviluppo culturale del Paese.
4. Con questi voti e auspici, auguro al vostro lavoro sempre nuovi successi e
più ampi risultati, perché anche ai fanciulli di oggi non vengano meno quelle
basi morali e spirituali, quei germi di vita che possano garantire loro un
futuro sereno e dignitoso di cittadini onesti e di cristiani maturi e
ferventemente dediti all’avvento del regno di Dio.
Vi accompagni la mia benedizione, che estendo di cuore ai vostri
collaboratori assenti, ai cari ragazzi ai quali vanno le vostre cure, e alle
loro rispettive famiglie.