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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA CONFERENZA NAZIONALE SULLA CULTURA IN INDIA

Martedì, 11 marzo 1986

 

Ho il grande piacere di inviare questo messaggio a voi tutti riuniti in Bangalore per studiare il tema “Forze culturali che fanno fronte all’India oggi: soluzione all’educazione”. Questo è un soggetto di grande rilevanza per la formazione dei giovani che sono il futuro dell’India, e per il profondo coinvolgimento di tutti gli educatori che si dedicano al progresso culturale e sociale di questo paese.

Ripeto che questa Conferenza è organizzata dall’Associazione Indiana per la migliore educazione cristiana, sotto la guida della segretaria generale, sorella Mary Braganza, e con la partecipazione del Pontificio Consiglio per la cultura, rappresentato dal suo presidente, cardinale Paul Poupard. Sono particolarmente felice di rivolgermi a voi così presto, dopo la mia recente visita apostolica in questa terra di grandi religioni e tradizioni culturali, che ha profondamente impressionato e che rimane viva nella mia memoria.

1. L’educazione è ricordata come il processo attraverso il quale la persona sviluppa la vera forma del suo essere come uomo. Il risultato di questo processo è detto cultura. È una nobile aspirazione di tutti gli uomini, perché attraverso la cultura esprimono la nostra umanità. Attraverso il sapere gli individui possono sviluppare il proprio talento, dedicarsi ai propri interessi e desideri; la cultura è il mezzo attraverso il quale gli uomini possono ottenere l’autentica libertà di spirito, così necessaria per poter raggiungere le altre libertà. Però essere liberi non significa essere senza responsabilità; dal momento in cui un uomo comprende quale sia il suo posto nell’universo, deve sapere amare gli altri esseri umani e riconoscere la verità e la bellezza di Dio. Questi sono i valori che dovete coltivare nella vostra missione di insegnamento.

Durante la mia recente visita sono stato felice di vedere che la principale caratteristica della cultura indiana è il basare l’esistenza umana su valori spirituali e morali. Come ho detto rivolgendomi ai rappresentanti di diverse tradizioni religiose e culturali a Delhi: “Ciò che l’India esattamente offre è una nobile e spirituale visione dell’uomo: uomo, un pellegrino dell’Assoluto, che viaggia verso una meta, cercando il volto di Dio . . . Proclamando la verità sull’uomo insistiamo nel dire che la sua ricerca per un temporale benessere sociale e per una vera dignità umana, deve corrispondere alla ricerca di profondi e vivi desideri della sua natura spirituale” (Ioannis Pauli PP. II Allocutio ad sodales variarum traditionum culturalium et religiosarum in urbe Delhi, habita, 3, die 2 febbraio 1986: vide supra, p. 278).

2. La cultura indiana pone molta attenzione all’anima spirituale, alla mente nascosta e ai vari livelli di conoscenza attraverso la pratica meditativa. Anche la conoscenza scientifica ha fornito prove utili, produttive e pratiche, e voi, come educatori dovete coltivare discipline scientifiche. La scienza può diventare un’indispensabile alleata nello sviluppo sociale ed economico di una nazione. Ma, come sappiamo, la scienza alcune volte tende a ignorare la più profonda natura dello spirito umano e questo impedisce lo sviluppo integrale dell’individuo e della società.

La vostra cultura si è arricchita nel suo costante sforzo, nella sua lotta per chiarire il mistero dell’uomo. La dimensione morale della cultura indiana è ancora evidente, se consideriamo che una persona colta in India è un individuo disciplinato che ha sviluppato le sue tendenze naturali sotto controllo e si è formato in accordo all’ideale posto dalla sua coscienza morale. L’uomo inoltre è dotato di un potere di scelta tra il giusto e l’ingiusto, tra il bene e il male. A riguardo dell’educazione dei giovani, Mahatma Gandhi osservò: “Risvegliare il cuore è risvegliare l’anima assopita, ridestare la ragione è porre una discriminazione fra il bene e il male” (Tutti gli uomini sono fratelli, Ahmedabad, 1960, p. 206).

3. Ogni paese e ogni comunità ha la propria specifica culturale e i propri speciali bisogni. In tutte le epoche le società devono continuamente applicare i propri vecchi ideali alle nuove condizioni di vita. Come educatori esperti, sapete che la moderna India deve continuamente rivolgersi alle immense risorse culturali, morali e intellettuali del mondo intero, ma rimanendo sempre colpevole della propria identità culturale richiede una interpretazione e un adattamento di quest’ultimo, consono al proprio patrimonio culturale. Tutti sanno che Rabindranath Tagore, che ha sede a Visva Bharati, è una università internazionale dove i valori dell’Est e dell’Ovest possono essere combinati per sviluppare una universale e umanitaria prospettiva, basata sulla fede nell’uomo. In questo processo di crescita di una vera e generale cultura, “dobbiamo convincerci della priorità dell’etica sulla tecnica, delle persone sulle cose, della superiorità dello spirito sulla natura”, come ho affermato prima dell’assemblea UNESCO (Ioannis Pauli PP. II Allucutio lutetiae Parisiorum ad eos qui conventui Consilii ab exsecutione internationalis organismi compendiariis litteris UNESCO nuncupati affuere, die 2 iun. 1980: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, III, 1 [1980] 1636 ss.).

4. Tra i più importanti doveri del nostro tempo c’è quello di lavorare instancabilmente per assicurare dovunque il riconoscimento e l’adempimento del diritto di ogni individuo al proprio sviluppo e alla cultura, in accordo con la dignità umana, senza distinzione di sesso, razza, nazione o situazione sociale (cf. Gaudium et Spes, 60). Questo è una sfida e una responsabilità comune ai credenti di ogni religione, che dovrebbero cercare insieme l’effettivo avanzamento della crescita culturale per uomini e donne. Dialogo, comprensione e cooperazione fra tutte le religioni dovrebbe essere una costante preoccupazione per gli educatori e per i capi religiosi, per l’avanzamento dello sviluppo culturale, per la pace, per la fratellanza. La cultura diventa quindi la base comune del nostro servizio per la causa umana.

Spinta dallo spirito del Vangelo, la Chiesa cattolica è stata coinvolta da molto tempo nel problema dell’educazione in India, mettendosi così al servizio degli studenti di ogni fede. I collegi cattolici sono incoraggiati a cooperare con tutte le istituzioni cristiane e con tutti i gruppi e persone di buona volontà, che si dedicano al benessere e al progresso di questa grande nazione.

5. Credendo nella dignità della persona umana, è naturale che la nostra più grande attenzione sia posta verso gli educatori. Il primo obiettivo è quello di trovare insegnanti qualificati e votati. Una volta fatto questo, i problemi relativi al prospetto, ai metodi d’insegnamento e alla disciplina degli studenti sono facilmente risolvibili. La mera erudizione è insufficiente, ma quando questa è alimentata dalla dedizione dà luce e calore. Lasciatemi riaffermare l’indispensabile vocazione degli insegnanti nella società. Come dice il Concilio Vaticano II: “Splendida e della più grande importanza è la vocazione di coloro che aiutano i genitori nel compimento dei loro doveri, e che agiscono nel nome della comunità, intraprendendo la carriera dell’insegnamento. Questa vocazione richiede una mente e un cuore fuori dal comune, la più attenta preparazione è una costante disponibilità ad accettare nuove idee e ad adattare le vecchie” (Gravissimum Educationis, 5). Gli educatori cristiani devono soprattutto “lavorare insieme ai loro coetanei, cercando di conoscere i loro modi di vivere, i loro modi di sentire, come essi si trovano nella cultura del momento . . . In tal modo la loro pratica della religione e il loro comportamento morale si affiancano alla conoscenza della scienza e dell’inesorabile progresso della tecnologia” (Gaudium et Spes, 62).

Infine, come ben sapete, ogni educazione è in un certo grado diretta da se stessi. Compiere lo studio di alcuni soggetti è sempre per una certa parte, un’operazione fatta dall’individuo stesso. Questo per dire che gli educatori non solo devono insegnare ad altri, ma aiutarli a saper educare se stessi in modo critico e personale. Ciò sviluppa nell’educatore e nell’allievo una disposizione alla ricerca, e una capacità di continua educazione che è così importante nelle società di oggi che si evolvono. Molto importante nel recente sviluppo dell’educazione è l’organizzazione della ricerca autentica. Si può dire che la ricerca, sia nelle scienze naturali, sia in quelle umane, abbia assunto una maggiore importanza nelle università, nel servizio verso l’uomo moderno, per soddisfare i suoi bisogni materiali e spirituali.

6. Questi punti richiedono un grande impegno intellettuale e una grande sensibilità spirituale. I moderni educatori sono consapevoli che la vera cultura è data da un’apertura mentale che può portare alla saggezza, abbracciando tutte le verità riguardanti l’universo, l’uomo, Dio. “Ricerche metodiche in tutti i rami della conoscenza, purché condotte in modo scientifico, purché queste non calpestino le leggi morali né siano mai in conflitto con la fede, perché le cose del mondo e le cose della fede derivano dallo stesso Dio” (Gaudium et Spes, 36). Possano le forze vecchie e nuove, formando il futuro dell’India, essere saggiamente integrate in programmi educativi che permetteranno a questa grande nazione di svilupparsi pienamente in accordo alla sua identità spirituale. I miei sinceri e cordiali auguri vi accompagnino nel vostro lavoro e nel vostro impegno che è così importante per il futuro della cultura indiana.

Possa Dio onnipotente, fonte di luce e di bellezza, il cui infinito amore è la nostra costante ispirazione e forza, aiutarvi a costruire insieme una civiltà di verità e di amore.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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