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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GIOVANI NELLA BASILICA VATICANA

Mercoledì, 12 marzo 1986

 

Carissimi ragazzi.

1. Sono molto lieto di accogliervi oggi così numerosi. Siete giunti a Roma da tante scuole d’Italia. Vi saluto tutti con affetto e viva simpatia: siate i benvenuti! Il mio pensiero va ai vari gruppi scolastici qui presenti, fra i quali vorrei menzionare gli alunni del Seminario di Verona, i giovani dello Studentato cappuccino di Thiene, i numerosi comunicandi della parrocchia dell’Immacolata di Fiuggi con le catechiste e i genitori.

2. Cari ragazzi, la vita vi si apre davanti con la sua immensa ricchezza, le sue molteplici prospettive, le sue sconfinate possibilità. Che sarà di voi domani? Qual è il vostro cammino? Quale futuro è bene che vi prepariate? Certo, avete accanto a voi chi vi aiuta nel trovare la giusta risposta a queste domande: i vostri genitori, i vostri educatori. Alla fin fine, però, la risposta decisiva dovrà venire da voi e solo da voi, in obbedienza, s’intende alla volontà di Dio. Laddove è in gioco il nostro destino, ognuno di noi sente che spetta a lui la responsabilità di decidere di se stesso e di pagare eventualmente le conseguenze di una scelta sbagliata. La nostra dignità di persone ci fa sentire che nessun altro può decidere al nostro posto.

In questo cammino di ricerca, cari ragazzi, cercate di utilizzare quanto imparate sui banchi di scuola. La scuola deve servire per questo: dev’essere una preparazione alla vita; deve sapervi offrire, accanto alle conseguenze nei vari campi del sapere, anche i valori capaci di illuminare la vostra intelligenza e di aprirla sugli orizzonti delle scelte possibili per l’avvenire nel campo del bene, dell’onestà, della virtù.

3. Nella ricerca della giusta risposta circa il vostro futuro, l’indicazione decisiva la potrete trovare nelle parole di Gesù nel Vangelo. Imparate a leggere il Vangelo e meditatene gli insegnamenti, possibilmente, sotto la guida di un buon sacerdote. Voglia il Signore che ciascuno di voi ne possa incontrare uno veramente paterno, un vero amico e un vero maestro: e allora la vostra anima si aprirà agli ideali più belli dell’amore per Dio e per i fratelli, della purezza, dell’onestà, della laboriosità e dello spirito di sacrificio per le conquiste più alte nel campo del bene! La Pasqua è ormai vicina. Cerchiamo tutti di terminare con impegno questa santa Quaresima.

Quanto maggiormente si vive bene e coscienziosamente la Quaresima tanto più grandi sono i frutti della Pasqua; tanto più essa diventa festa della gioia e della speranza, e quasi pregustazione della stessa beata risurrezione che attende coloro che quaggiù sono stati fedeli al Signore e si sono dedicati seriamente ad osservare i suoi comandamenti.

Possiate anche voi tutti, cari ragazzi, vivere questo impegno. La Madre di Gesù, Maria, vi guidi e vi tenga per mano. La vostra aspirazione ad essere donne e uomini maturi sarà tanto più soddisfatta, quanto più guarderete con fiducia all’ideale che Gesù vi propone. E mentre auguro a tutti di poter raggiungere questo ideale, tutti di cuore vi benedico.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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