Sabato Santo, 29 marzo 1986
Cari Ufficiali e Agenti della Polizia Stradale.
1. Vi accolgo anche quest’anno con profonda gioia per l’incontro ormai
tradizionale del Sabato Santo, un giorno così significativo per gli spunti che
esso ci offre in ordine alla Pasqua di Risurrezione, mistero di speranza e di
salvezza. Vi ringrazio di cuore per essere venuti qui a esprimermi i vostri voti
augurali, che ricambio ben volentieri con l’auspicio di ogni bene, spirituale e
materiale, per voi e per le vostre famiglie.
La circostanza mi offre anche la possibilità di rinnovarvi il mio
ringraziamento per la solerte e preziosa opera che voi prestate sia nelle mie
visite alle comunità romane, sia a quelle in Italia al fine di assicurare un
ordinato e fruttuoso approccio pastorale. Conosco bene con quale spirito di
sacrificio e di abnegazione voi vi impegnate nel vostro delicato servizio; né mi
sfugge quel senso di professionalità e di fine sensibilità umana che vi
distingue nell’assicurare il buon andamento di quelle manifestazioni.
2. Le festività di Pasqua fanno salire dal fondo del cuore tutti quei forti
sentimenti che sono propri della fede cristiana. La Pasqua infatti è il mistero
di rinnovamento, di vittoria e di risurrezione; è passaggio da una fase
all’altra, da una situazione spirituale a un’altra: dalla morte alla vita, dalle
tenebre alla luce; è un vedere la nostra realtà interiore e quella che ci
circonda con occhi nuovi, con nuovo slancio, con nuova fede e nuova speranza; è
una celebrazione che fa riconsiderare e approfondire il fatto originale e
straordinario del nostro battesimo, della nostra inserzione nella vita stessa di
Cristo morto e risorto, e del nostro aumento, mediante i sacramenti pasquali, di
quel principio vitale e soprannaturale che si chiama grazia!
In questo modo la Pasqua illumina non solo la vita religiosa, ma anche la
vita quotidiana, la vita pratica, propria di chi è immerso nella vicenda
dell’esperienza temporale se uno vive in conformità alla novità cristiana, che
lo qualifica come membro di Cristo e della Chiesa.
3. Vi auguro che questo incontro così simpatico e familiare contribuisca a
dare vigore e speranza al vostro cammino di fede e al vostro operare in seno
alla società. Non di rado si devono constatare penosi fenomeni di delinquenza e
di violenza. Talora si è tentati dal pessimismo. Ma no! È una tentazione anche
questa che va respinta: la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte ci dà
motivo a sperare contro ogni speranza, ci autorizza a ritenere che il bene
trionferà finalmente sul male. La Pasqua diventa così anche la festa
dell’ottimismo e della gioia. Portate questi valori alle vostre famiglie e siate
sempre testimoni di queste verità del Vangelo.
Con la mia benedizione.