Sabato, 3 maggio 1986
Cari
fratelli e sorelle.
Era vostro
desiderio, dopo il pellegrinaggio alla Madonna di Fatima, recarvi in visita
anche al successore di Pietro. Do a tutti voi il benvenuto e vi saluto molto
cordialmente. Questa vostra visita rievoca in me cari ricordi del mio
pellegrinaggio a Fatima nel 1982.
Santuari,
immagini sacre, pellegrinaggi, sono per noi la strada che la Chiesa e la
devozione popolare ci indicano per approfondire con il loro aiuto la nostra vita
spirituale e il nostro legame con Dio e i santi, e per rendere feconda la nostra
testimonianza cristiana quotidiana. Fatima è inoltre - come alcuni altri grandi
santuari mariani - ancora consacrata grazie alle apparizioni della Madonna che
ha scelto questo luogo per suo santuario.
Qui lei è
vicina in modo particolare alle necessità e alle preghiere degli uomini e
intercede con la sua potente intercessione davanti al trono di Dio per tutti
coloro che in questo luogo di gloria si rivolgono a lei devoti e fiduciosi.
Nello stesso tempo Maria rivolge a tutti i pellegrini il messaggio di Fatima, il
suo insistente invito alla penitenza, alla conversione e alla continua preghiera
per la conversione dei peccatori e del mondo, che oggi più che mai hanno bisogno
della pietà di Dio e del suo perdono.
Voi,
giunti qui da Fatima, avete certo pregato la Madre del Signore per questo. Fate
che questo pellegrinaggio non rimanga un avvenimento passeggero che termina con
il vostro rientro in Patria. Consideratelo invece un nuovo inizio per la vostra
vita religiosa. Continuate personalmente e anche nelle vostre famiglie e
comunità la novità che avete incontrato e iniziato a Fatima. Perseverate nella
preghiera alla Madre di Dio per la grazia del perdono e della conversione vostra
e di tutti gli uomini e i popoli. Fate questo soprattutto ora, in maggio, mese
dedicato in modo particolare all’adorazione della Madonna. Praticate e
promuovete anche le forme popolari di religiosità dedicate alla Madonna:
funzione mariana, rosario e Angelus, quotidiano.
Cristo
stesso ci ha dato sul Golgota sua Madre come nostra madre e ci ha affidati come
fratelli e sorelle alle sue cure materne. “Donna, ecco tuo figlio. Poi disse al
giovane: ecco tua madre!” (Giovanni 19, 26-27). Più stretto e vivo è il nostro
legame con Maria, tanto più lei ci aiuterà nell’imitazione e sequela di duo
Figlio.
Il suo
appello al perdono e alla conversione è per la nostra salvezza in Gesù Cristo. È
il suo invito materno alla partecipazione viva al mistero della morte e
risurrezione di suo Figlio, nostro Salvatore. Per questo le sua parole alle
nozze di Cana hanno valore anche per noi. Troverete ciò che vi dice (Gv
2, 5). L’aiuto e la protezione della Madre di Dio vi accompagnino nuovamente
alle vostre case. Doni a voi, attraverso questo pellegrinaggio, nuovo coraggio e
forza per riconoscere, come veri discepoli, Gesù Cristo nei molteplici compiti e
impegni della vita quotidiana in famiglia e al lavoro.
Fate ciò
che vi dice - con l’aiuto della sua santa Madre, che è anche nostra madre.
Questo chiedo per voi e le vostre famiglie con la mia particolare benedizione
apostolica. Sia lodato Gesù Cristo.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana