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VISITA PASTORALE IN ROMAGNA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI GIOVANI AL TERMINE DELLA FIACCOLATA

Santuario della Madonna del Monte - Imola (Bologna)
Venerdì
, 9 maggio 1986

 

Amatissimi giovani!

1. Da questo santuario di Santa Maria del Monte, al quale i fedeli da quasi mille anni salgono, vi rivolgo il mio cordiale saluto. Questo luogo è un mistico centro di preghiera; è una roccaforte di fede cristiana; è una stupenda espressione di arte sacra nella maestosità delle sue linee architettoniche e nella festa di colori delle sue pitture; è una storica abbazia, diventata illustre anche per la presenza dell’abate Gregorio Barnaba Chiaramonti, eletto poi al pontificato con il nome di Pio VII, e qui venuto, il 1° maggio 1814, durante il viaggio di ritorno dalla prigionia in Francia, per incoronare la venerata immagine della Madonna.

2. Qui voi giovani siete saliti questa sera in pellegrinaggio con in mano le fiaccole accese, pregando, cantando e meditando insieme con Maria gli eventi della nostra redenzione. Questa fiaccola accesa è prima di tutto il simbolo della fede cristiana, che accompagna e illumina la vostra giovinezza. Osservando la fiamma, che arde nelle vostre mani e che rompe le tenebre della notte, viene spontaneo pensare alle parole dell’evangelista Giovanni: “In lui - in Cristo - era la vita, e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre” (Gv 1, 4). Anche oggi, nella società in cui dovete vivere, c’è un oscuramento della coscienza religiosa e morale; c’è la notte dell’errore e del peccato. Ma c’è pure la luce della Verità rivelata da Cristo. C’è la luce della vostra fede! “Voi tutti siete figli della luce e del giorno!”, dice san Paolo (1 Ts 5, 5).

La fiaccola accesa, che indica la vostra fede, e che fa vibrare i nostri animi per il suggestivo e arcano spettacolo che suscita, indica pure una realtà stupenda e sublime che è presente in voi: la “grazia” santificante, la vita divina, l’amore trinitario di Dio, che avete ricevuto con il Battesimo e che è stato confermato, arricchito, dilatato con la Cresima, con l’Eucaristia, con il sacramento del Perdono. La “grazia” è come un fuoco misterioso: infatti il cristiano è sostenuto dalla parola di Dio, è infiammato dal suo amore.

Questa fiaccola, che avete portato accesa con entusiasmo e devozione lungo l’erta del monte fino a questo santuario, deve dunque essere per voi anche un programma di vita, una direttiva di marcia, un orientamento per il vostro cammino. Con san Paolo vi dico: “Ora voi siete luce nel Signore. Comportatevi come figli della luce. E il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità (Ef 5, 8). La fede in Cristo e l’amicizia con lui mediante la “grazia” vi ricordino sempre e vi stimolino ad essere voi stessi fiaccole accese nella vostra vita quotidiana, nelle vicende e nelle esigenze della società attuale. Portate nei vostri ambienti la luce della certezza e della speranza; irradiate la carità di Cristo verso tutti i fratelli, specialmente verso i sofferenti e gli emarginati; gettate nei cuori degli uomini d’oggi, talvolta tristi e delusi, le faville della vostra bontà e della vostra gioia; risplendete in ogni luogo con la purezza dei vostri sentimenti e comportamenti.

Siate fiaccole che ardono in mezzo al mondo: dov’è la notte dell’incredulità brilli la luce della vostra fede; dov’è la caligine dell’odio e della disperazione s’irraggi il fulgore del vostro ottimismo e della vostra speranza; dov’è la tenebra dell’egoismo e della violenza bruci il fuoco del vostro amore.

3. Sull’esempio della Vergine Maria! Ella, a cui è dedicato questo splendido santuario, è aiuto per tutti, ma è specialmente aiuto dei cristiani per essere autentici seguaci del suo divin Figlio.

Non è facile oggi essere cristiani! Non è facile per la fede, perché bisogna credere tutto ciò che Cristo ha rivelato e che la Chiesa insegna con il suo magistero; non è facile per la condotta morale, perché bisogna osservare tutti i comandamenti ed esercitare la carità, e talvolta anche con eroico impegno; non è facile per la testimonianza che bisogna dare alla società, mentre si è tentati di allinearsi alla mentalità mondana e terrestre.

Ma Maria santissima ci è madre, maestra, amica, e ci aiuta nelle nostre difficoltà. Maria ci aiuta ad avere il coraggio della fede. Ella, che è vissuta di fede per tutta la sua vita, dall’annunciazione al Calvario, da Betlemme alla Pentecoste, ci insegna che la volontà di Dio è proprio la nostra fede in Cristo, nella sua “Parola” incarnata e sempre presente nella Chiesa.

Maria ci aiuta a comprendere e a vivere la santità. Ella, con la sua vita immacolata e consacrata, ci dice che l’unico vero significato dell’umana esistenza sta nella santità: in questo senso è “Madre del buon consiglio” ed è “Causa della nostra letizia”.

Maria santissima vi ispiri e vi sostenga per poterla sempre imitare nella vostra vita quotidiana, guardando questo luogo da cui ella prende il nome. E la vostra devozione a lei perseveri, si dilati, si infervori!

Con questo auspicio imparto a voi tutti la mia benedizione, che indirizzo con particolare affetto ai monaci benedettini, così benemeriti del santuario, e che estendo volentieri a tutti i vostri cari.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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