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VISITA PASTORALE IN ROMAGNA

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON LA POPOLAZIONE DI FAENZA
DAVANTI ALLA PORTA DELLE CHIAVI

Faenza (Ravenna) - Sabato, 10 maggio 1986

 

Signor sindaco, carissimi Faentini.

1. Ringrazio innanzitutto il signor sindaco per le cordiali parole che ha voluto rivolgermi, a nome dell’intera cittadinanza, e soprattutto per i nobili motivi che con viva sensibilità ha espresso. Gli sono grato anche per il cenno alla Beata Vergine delle Grazie, venerata pure nella mia patria di origine.

Porgo il mio rispettoso saluto alle autorità civili e religiose qui presenti. A voi tutti, cittadini faentini, il mio saluto e il mio grazie per questa accoglienza nella vostra antica e illustre Città, erede di un prezioso patrimonio civile, culturale e spirituale, veramente degno di essere conservato, sviluppato e trasmesso sempre più ricco alle future generazioni.

Apprezzo infatti vivamente la sintesi che le genti faentine hanno saputo operare, fin dagli albori della loro millenaria storia cristiana, tra la fede religiosa e la fedeltà alla Chiesa da una parte, e la promozione dei valori umani, dall’altra: valori che, illuminati dal Vangelo e dalle sue esigenze di verità, di giustizia e di libertà, hanno segnato la vostra storia e le vostre istituzioni pubbliche e private, dando luogo alla formazione di una civiltà cristiana.

2. Nelle alterne vicende del tempo, le generazioni faentine sono rimaste fedeli ai valori perenni del cristianesimo e dell’umanesimo, e ne sono giustamente fiere. Valori attinenti all’autentico sviluppo dell’uomo in tutti gli aspetti del suo essere e del suo agire: dal piano economico a quello sociale, dal piano artistico-culturale a quello spirituale-religioso. E la vostra storia di oggi non smentisce il passato. Negli ultimi decenni si è sviluppato un notevole processo di industrializzazione, dando origine a una rete di piccole industrie; accanto alle attività agricole, potenziate in intensità, esso ha dilatato il benessere economico, in particolare nelle zone di campagna.

Nel settore agricolo, per opera di cattolici generosi e capaci continua la tradizione cooperativistica che iniziò con successo alla fine del secolo scorso, e che nell’ultimo ventennio ha avuto un fiorente sviluppo, assorbendo manodopera e permettendo l’impiego di giovani tecnici preparati. Nel contempo, tale sviluppo ha favorito una qualificata presenza culturale nel mondo cattolico.

Ma la gloria di Faenza è soprattutto nella tradizione, multiforme e creativa, dell’arte della ceramica, che ha reso la vostra Città famosa da secoli nel mondo. I vostri artigiani l’hanno diffusa in più di un Paese in Europa, e da molte nazioni continuano a venire numerosi gli allievi per apprenderla qui, mentre il Museo internazionale, risorto dalle distruzioni della guerra, suscita l’ammirazione di tutti gli amatori di quest’arte raffinata. Straordinaria è particolarmente l’iconografia sacra che la ceramica faentina ha dato al mondo, come testimonianza originale del culto e della devozione popolare.

3. Il progresso economico-sociale non può farci dimenticare l’importanza primaria dei valori morali e dell’ordine interiore della nostra vita di persone create a immagine di Dio, chiamate ad essere suoi figli. La giustizia e la pace nella comunità civile sono fragili o illusorie se non sono garantite da tali valori. Le vostre tradizioni cristiane attestano a questo riguardo una matura coscienza, di cui è testimonianza particolarmente significativa l’antica e fervente devozione alla Madonna delle Grazie, che ha avuto origine nella vostra Città, e della quale vengo a celebrare oggi la festa con voi.

Il culto alla Vergine, al di là delle vicende storiche liete o dolorose dei popoli, non ha mai conosciuto soste. Si tratta infatti di un valore prezioso e fecondissimo. Esso - come dimostra tutta la storia cristiana, anche faentina - è così strettamente unito al Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, che sa fondere e armonizzare meravigliosamente l’innata aspirazione religiosa dell’uomo con le forme più nobili del suo impegno terreno: da quello civile a quello artistico, culturale e sociale. La devozione mariana, nei popoli cristiani, è indissolubilmente legata con quanto di meglio sa dare l’uomo quando vuole elevarsi nella pienezza del suo essere.

4. Possiate ancor oggi e sempre, cari faentini, aver chiara coscienza di tale valore. Faenza più volte, nei secoli, ha sperimentato in momenti tragici o difficili la protezione della Madre di Dio: non lo dimenticate e siatene sempre degni!

Questo è l’auspicio che desidero formulare qui, oggi, per voi: sono parole che mi escono dal cuore e che offro alla vostra riflessione.

Vorrei anche ringraziare questa diocesi per le belle figure di sacerdoti santi e dotti che hanno distinto il suo clero e per gli illustri presuli che hanno generosamente dedicato le loro energie di mente e di cuore a servizio della Santa Sede. È una tradizione anche questa del legame particolare di Faenza col Papa.

Vi ringrazio nuovamente per la calda ospitalità e prego l’Onnipotente che, per intercessione della Vergine delle Grazie, continui ad essere largo di quell’accogliente misericordia che “spezza le frecce della severità”, come viene rappresentato nell’immagine della Madonna che sovrasta la porta della vostra Città e moltissime vostre case, inducendo gli uomini all’amore vero della pace e della giustizia.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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