Ravenna - Domenica,
11 maggio 1986
Carissimi giovani, tutti siamo chiamati a realizzare un progetto uomo. Siamo
creati per essere uomini. Ma essere uomini vuol dire essere a immagine e
somiglianza di Dio. Dio è libero. Allora essere uomini vuol dire essere liberi,
non nella dimensione di Dio perché lui è libero e sovrano in tutto l’universo,
ma nella dimensione propria della creatura. Vuol dire, avendo la libertà,
utilizzare questa libertà, usare bene la libertà. Così siamo chiamati a essere
liberi, non dipendenti da tutto ciò che è contrario al buon uso della libertà.
Dobbiamo quindi ritrovare questa unità, questa dipendenza che ci unisce a Dio.
Come creature di Dio abbiamo con lui un riferimento specifico. Dobbiamo essere
dipendenti a tutto quello che ci unisce a Dio; a tutto quello che è vero, a
tutto quello che è buono, a tutto quello che è bello; perché lui, libertà
perfettissima, possiede tutto quello che è vero e buono. lui è Verità, è Bontà,
è Bellezza assoluta. lui è l’Amore. Ecco la parola-chiave. Noi siamo chiamati a
vivere nell’amore, e così realizzare la nostra dipendenza da Dio che è Amore.
Così realizzeremo il “Progetto-Uomo”. Questo progetto è molto ricco, ma per
presentarlo brevemente, bisogna ricordarsi di quanto ho potuto dire adesso a
tutti voi.
Carissimi, vi auguro di ritrovare quel progetto, approfondirlo. Vi auguro di
ritrovare voi stessi in quel progetto. Vi auguro di avere una buona volontà,
forte volontà, determinazione, autodeterminazione di voi stessi per realizzare
quel progetto. Vi auguro una grazia che è data e offerta a tutti noi in Gesù
Cristo per portare avanti il “Progetto-Uomo”. Per questo ci è stata data la
grazia che è Gesù Cristo. Il Figlio di Dio si è fatto uomo e si è offerto sulla
croce come vittima per i peccati dell’uomo e dell’intera umanità, per riportare
l’uomo a quel progetto primitivo di Dio, a tutto quello che è vero, che è buono,
che è bello, che corrisponde all’amore. Ecco, io vi auguro di ritrovare quel
progetto. Ritrovare questo Dio che è Padre di Gesù Cristo, che è Padre nostro, e
di andare avanti dietro la sua visione. E quando si ha la sua visione, lo
sguardo definitivo della vita, non si sentono frustrazioni, il non senso,
l’assurdo della vita. Perché la vita ha una sua finalità, finalità stupenda.
Vale la pena di vivere la vita. Vi auguro di collaborare con la grazia del
Signore. Lo auguro a voi, carissimi amici; lo auguro ai vostri cari, alle vostre
famiglie; lo auguro a questa Chiesa di Ravenna che si è così impegnata portando
quasi nel suo centro la vostra comunità. Sono felice per quest’incontro. Cristo
è al centro di questa Chiesa. Cristo è Colui che ci guida, ci salva. lui è il
buon pastore che con Maria vi guida e vi ama. A Cristo e a Maria affido con
speranza tutti voi.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana