Cari figli di san Giovanni Battista de la Salle.
1. Benedetta sia la divina Provvidenza, che ha reso possibile questo incontro
di Chiesa! Saluto tutti i fratelli capitolari e, attraverso voi, il paese e le
case d’educazione che voi rappresentate. La vostra famiglia lasalliana è ancora
numerosa, essa comprende in effetti più di novemila membri e almeno
milleduecento fondazioni. Permettete che mi rivolga specialmente al carissimo
fratello José Pablo Basterrechea: desidero molto ringraziarlo a nome della
Chiesa. Durante il suo generalato non ha cessato di donare il meglio di se
stesso al servizio dei figli di san Giovanni Battista de la Salle, così come al
servizio delle diocesi nelle quali essi cooperano ai compiti
dell’evangelizzazione. Ha inoltre apportato alla Congregazione per i religiosi e
gli istituti secolari una collaborazione costante e apprezzatissima. Che il
Signore sia la sua ricompensa, vi colmi della sua grazia! Rivolgo i miei più
fervidi auguri al nuovo superiore generale che è appena stato eletto, il
carissimo fratello John Jonhston, che ricordo nelle mie preghiere.
2. L’assemblea capitolare che avete voluto tenere a Roma mira a perfezionare
ancora il testo delle vostre Costituzioni già rinnovate secondo i desideri del
Concilio Vaticano II. Con voi ringrazio Dio per queste settimane di preghiera,
di riflessione, di scambi fraterni, di decisioni giudiziose. Sono felice di
sapere che questo tempo di grazia, per voi e per l’Istituto intero, vi ha
sovente condotti alle origini vivificanti degli scritti lasciati dal vostro
Padre.
Il suo ideale, lontano dall’essere oscurato dai tre secoli passati dalla
fondazione nel 1680, corrisponde perfettamente ai bisogni della nostra epoca.
Questo ideale richiede discepoli affascinati da Dio e colmi di entusiasmo per
l’educazione di una gioventù in cerca del senso della vita, troppo spesso
ingannata dalla presentazione di pseudo-verità, povera d’amore autentico e
duraturo, insufficientemente iniziata al Mistero di Dio.
Non occorre che vi presenti il giovane canonico prebendato della cattedrale
di Reims che scopre appena trentenni gli importanti bisogni della gioventù,
soprattutto negli ambienti popolari, in materia d’istruzione e di educazione.
Con voi, voglio inoltre ammirare la sua profonda compassione per i poveri, il
suo realismo e il suo carattere metodico, il suo equilibrio e il suo entusiasmo
e, a coronamento di tutto, il suo coraggio evangelico. Tutte virtù che non
furono mai intaccate dalle prove del suo itinerario di apostolo della gioventù.
Penso alle incomprensioni della sua famiglia, ad alcune reticenze della
gerarchia, agli intrighi dell’amministrazione, alle defezioni nei ranghi dei
suoi primi fratelli. Giovanni Battista de la Salle conobbe anche l’intima
sofferenza del dubbio della sua opera, di se stesso. Tutto ciò, spesso, se non
sempre, costituisce un cammino verso la santità. Questo grande uomo, questo
genio dell’educazione, può sembrare nello stesso tempo molto vicino e molto
lontano da noi. Egli è un frutto magnifico della grazia divina che senza
ostacoli agisce all’interno della natura umana, fa pensare al sole che fa
risplendere i colori delle celebri vetrate della cattedrale del Medioevo.
3. Con immensa gioia ho osservato che la vostra assemblea ha avuto come primo
scopo il rilancio della dimensione contemplativa della vostra vita consacrata.
Possano gli oratori o gli altri luoghi di preghiera delle vostre case essere
ancor di più il fuoco ardente, l’epicentro, della vostra missione quotidiana!
Passaggi rapidi e soste prolungate, meditazioni personali e celebrazioni
comunitarie: tutti questi modi di conoscere il Signore per se stesso purificano,
illuminano, fortificano la vocazione dei fratelli e il loro servizio di Chiesa.
Quando Dio è primariamente servito all’interno di una comunità religiosa, quando
la sua parola e i suoi insegnamenti sono capiti, accolti con fervore e senza
affanno, lo svolgersi della vita comunitaria e apostolica ne è profondamente
segnata. San Giovanni Battista de la Salle vi chiama ancor oggi a questo
incontro assiduo con il Signore: mezzo privilegiato per rinnovare
permanentemente il vostro sguardo sui giovani, sulla dignità di ciascuno di loro
singolarmente nobilitato dalla grazia battesimale, sul loro unico destino nel
piano della divina Provvidenza. La qualità della vostra vita spirituale è
ugualmente determinante al fine di giungere ad amare tutti i giovani con il
cuore di Dio, con la sua pazienza, la sua tenerezza e la sua forza, nella
trasparenza più completa e uno spirito evangelico di disinteresse che Dio solo
può comunicare agli educatori.
4. Tutto ciò dice il realismo e la creatività del vostro fondatore che
possono solo incitarvi a mettere a punto delle strutture educative nuove o
almeno rinnovate. L’obiettivo essenziale per san Giovanni Battista e per i suoi
figli, come per tutta la scuola cattolica, continua ad essere l’evangelizzazione
dell’intelligenza. So che voi siete preoccupati dalla posizione e dalla qualità
della catechesi. Le discipline scolastiche non sono mai state trascurate dai
fratelli lasalliani. La vostra reputazione e i successi dei vostri istituti lo
provano abbondantemente. Contribuite ancora meglio, se possibile, a manifestare
il carattere specifico della scuola cattolica. Essa deve fare di tutto affinché
il Vangelo di Cristo sia una sorgente di luce e di discernimento, capace di
aiutare i giovani ad affrontare le esposizioni e i fattori sovrabbondanti della
cultura moderna, per giudicarli secondo la vera scala di valori. Il Vangelo è la
Verità, la sola Verità che unisce l’uomo in tutta la sua dimensione.
5. Infine, incoraggio vivamente, in tutte le scuole, la cooperazione dei
fratelli con i laici che condividono l’ideale lasalliano. Avete bisogno della
collaborazione qualificata di uomini e donne, capaci di dare molto per la
vitalità degli istituti. Che questa collaborazione sia senza equivoco! Dico che
i responsabili hanno, sulla scelta dell’assunzione dei membri laici del corpo
insegnante, una grandissima responsabilità. Il progetto educativo cristiano deve
essere portato da tutti. Può succedere che le direzioni che si impongono con il
rispetto e la giustizia siano indotte ad aiutare questo o quell’insegnante o
rinunciare ad un controllo che egli non può assumere integralmente.
6. Questa rinforzata unione di ottica e di azione tra i fratelli e i laici
insegnanti da una parte, le famiglie che scelgono i vostri istituti e i vecchi
allievi dall’altra, favorirà la posa in opera degli orientamenti augurati dal
vostro Capitolo e che la Chiesa approva: la cura e il servizio degli ambienti
poveri, la promozione della giustizia sociale secondo gli insegnamenti del
magistero ecclesiale e grazie all’impegno delle famiglie e degli anziani dei
vostri Istituti, il sostegno maggiore alle Chiese di fondazione recente alle
prese con numerosi problemi non solo educativi. In ogni luogo voi siate, aiutate
allo sviluppo e alla qualifica delle associazioni dei genitori degli allievi,
all’efficienza degli anziani allievi amici. Agendo in questo modo contribuite
alla visibilità e allo splendore della Chiesa. Essa non desidera alcun monopolio
educativo. Vuole solamente il rispetto dei suoi diritti e del sacro diritto
delle famiglie di sapere mantenere e perfezionare, d’aprire largamente e
giudiziosamente un tipo di scuola ispirata ai valori del Vangelo.
7. Cari fratelli, anche se percepite un certo invecchiamento delle vostre
comunità e la sofferenza per un’integrazione ancora precaria, ripartite da
questo Capitolo col coraggio e l’entusiasmo di san Giovanni Battista de la Salle.
In fondo, i giovani moderni sono più avvicinabili e ricettivi di quanto alcune
opinioni non fanno credere. I segni di una generazione nuova, sana, assetata di
vera verità, esigenti di amore fraterno, ci sono offerti da tutti i continenti.
Senza soffermarci attentamente alle altre responsabilità umane, ugualmente
necessarie e coraggiosamente vissute, posso affermare che avete una delle più
belle vocazioni: quella rivolta, in costante unione con Dio, a far emergere e
ingrandire la personalità dei giovani che vi sono affidati, al servizio della
società e per la gloria del Signore. Che lo Spirito della Pentecoste e che Maria,
chiamata “Sedes Sapientiae”, vi sia di aiuto durante la vostra vita religiosa e
apostolica! Sono felice di benedire voi e la grande famiglia lasalliana, nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Dopo mezzogiorno di oggi, il Santo Padre riceve in udienza il Consiglio
Centrale dei Sinti a Roma. Agli ospiti il Santo Padre, dopo alcune parole di
benvenuto e di augurio, ricorda brevemente la loro storia umana e culturale e la
solidarietà che ha sempre avuto nei loro riguardi la Chiesa Cattolica.
Confermo il mio sostegno morale ai vostri sforzi di perseverare, da parte
degli uomini che rappresentate, la originalità culturale che avete ereditato,
come pure di migliorare la vita in comune con i vostri concittadini nei diversi
Paesi secondo i principii della giustizia e della dignità dell’uomo. Apprendo
con piacere che proprio la Chiesa locale tedesca accompagna volentieri i vostri
obiettivi e vi aiuta nell’ambito della propria competenza in diversi campi,
compreso quello di raggiungere determinate soluzioni sociali e di diritto.
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