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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI
AL CAPITOLO DEI FRATELLI DELLE SCUOLE CRISTIANE

Venerdì, 16 maggio 1986

 

Cari figli di san Giovanni Battista de la Salle.

1. Benedetta sia la divina Provvidenza, che ha reso possibile questo incontro di Chiesa! Saluto tutti i fratelli capitolari e, attraverso voi, il paese e le case d’educazione che voi rappresentate. La vostra famiglia lasalliana è ancora numerosa, essa comprende in effetti più di novemila membri e almeno milleduecento fondazioni. Permettete che mi rivolga specialmente al carissimo fratello José Pablo Basterrechea: desidero molto ringraziarlo a nome della Chiesa. Durante il suo generalato non ha cessato di donare il meglio di se stesso al servizio dei figli di san Giovanni Battista de la Salle, così come al servizio delle diocesi nelle quali essi cooperano ai compiti dell’evangelizzazione. Ha inoltre apportato alla Congregazione per i religiosi e gli istituti secolari una collaborazione costante e apprezzatissima. Che il Signore sia la sua ricompensa, vi colmi della sua grazia! Rivolgo i miei più fervidi auguri al nuovo superiore generale che è appena stato eletto, il carissimo fratello John Jonhston, che ricordo nelle mie preghiere.

2. L’assemblea capitolare che avete voluto tenere a Roma mira a perfezionare ancora il testo delle vostre Costituzioni già rinnovate secondo i desideri del Concilio Vaticano II. Con voi ringrazio Dio per queste settimane di preghiera, di riflessione, di scambi fraterni, di decisioni giudiziose. Sono felice di sapere che questo tempo di grazia, per voi e per l’Istituto intero, vi ha sovente condotti alle origini vivificanti degli scritti lasciati dal vostro Padre.

Il suo ideale, lontano dall’essere oscurato dai tre secoli passati dalla fondazione nel 1680, corrisponde perfettamente ai bisogni della nostra epoca. Questo ideale richiede discepoli affascinati da Dio e colmi di entusiasmo per l’educazione di una gioventù in cerca del senso della vita, troppo spesso ingannata dalla presentazione di pseudo-verità, povera d’amore autentico e duraturo, insufficientemente iniziata al Mistero di Dio.

Non occorre che vi presenti il giovane canonico prebendato della cattedrale di Reims che scopre appena trentenni gli importanti bisogni della gioventù, soprattutto negli ambienti popolari, in materia d’istruzione e di educazione. Con voi, voglio inoltre ammirare la sua profonda compassione per i poveri, il suo realismo e il suo carattere metodico, il suo equilibrio e il suo entusiasmo e, a coronamento di tutto, il suo coraggio evangelico. Tutte virtù che non furono mai intaccate dalle prove del suo itinerario di apostolo della gioventù. Penso alle incomprensioni della sua famiglia, ad alcune reticenze della gerarchia, agli intrighi dell’amministrazione, alle defezioni nei ranghi dei suoi primi fratelli. Giovanni Battista de la Salle conobbe anche l’intima sofferenza del dubbio della sua opera, di se stesso. Tutto ciò, spesso, se non sempre, costituisce un cammino verso la santità. Questo grande uomo, questo genio dell’educazione, può sembrare nello stesso tempo molto vicino e molto lontano da noi. Egli è un frutto magnifico della grazia divina che senza ostacoli agisce all’interno della natura umana, fa pensare al sole che fa risplendere i colori delle celebri vetrate della cattedrale del Medioevo.

3. Con immensa gioia ho osservato che la vostra assemblea ha avuto come primo scopo il rilancio della dimensione contemplativa della vostra vita consacrata. Possano gli oratori o gli altri luoghi di preghiera delle vostre case essere ancor di più il fuoco ardente, l’epicentro, della vostra missione quotidiana! Passaggi rapidi e soste prolungate, meditazioni personali e celebrazioni comunitarie: tutti questi modi di conoscere il Signore per se stesso purificano, illuminano, fortificano la vocazione dei fratelli e il loro servizio di Chiesa. Quando Dio è primariamente servito all’interno di una comunità religiosa, quando la sua parola e i suoi insegnamenti sono capiti, accolti con fervore e senza affanno, lo svolgersi della vita comunitaria e apostolica ne è profondamente segnata. San Giovanni Battista de la Salle vi chiama ancor oggi a questo incontro assiduo con il Signore: mezzo privilegiato per rinnovare permanentemente il vostro sguardo sui giovani, sulla dignità di ciascuno di loro singolarmente nobilitato dalla grazia battesimale, sul loro unico destino nel piano della divina Provvidenza. La qualità della vostra vita spirituale è ugualmente determinante al fine di giungere ad amare tutti i giovani con il cuore di Dio, con la sua pazienza, la sua tenerezza e la sua forza, nella trasparenza più completa e uno spirito evangelico di disinteresse che Dio solo può comunicare agli educatori.

4. Tutto ciò dice il realismo e la creatività del vostro fondatore che possono solo incitarvi a mettere a punto delle strutture educative nuove o almeno rinnovate. L’obiettivo essenziale per san Giovanni Battista e per i suoi figli, come per tutta la scuola cattolica, continua ad essere l’evangelizzazione dell’intelligenza. So che voi siete preoccupati dalla posizione e dalla qualità della catechesi. Le discipline scolastiche non sono mai state trascurate dai fratelli lasalliani. La vostra reputazione e i successi dei vostri istituti lo provano abbondantemente. Contribuite ancora meglio, se possibile, a manifestare il carattere specifico della scuola cattolica. Essa deve fare di tutto affinché il Vangelo di Cristo sia una sorgente di luce e di discernimento, capace di aiutare i giovani ad affrontare le esposizioni e i fattori sovrabbondanti della cultura moderna, per giudicarli secondo la vera scala di valori. Il Vangelo è la Verità, la sola Verità che unisce l’uomo in tutta la sua dimensione.

5. Infine, incoraggio vivamente, in tutte le scuole, la cooperazione dei fratelli con i laici che condividono l’ideale lasalliano. Avete bisogno della collaborazione qualificata di uomini e donne, capaci di dare molto per la vitalità degli istituti. Che questa collaborazione sia senza equivoco! Dico che i responsabili hanno, sulla scelta dell’assunzione dei membri laici del corpo insegnante, una grandissima responsabilità. Il progetto educativo cristiano deve essere portato da tutti. Può succedere che le direzioni che si impongono con il rispetto e la giustizia siano indotte ad aiutare questo o quell’insegnante o rinunciare ad un controllo che egli non può assumere integralmente.

6. Questa rinforzata unione di ottica e di azione tra i fratelli e i laici insegnanti da una parte, le famiglie che scelgono i vostri istituti e i vecchi allievi dall’altra, favorirà la posa in opera degli orientamenti augurati dal vostro Capitolo e che la Chiesa approva: la cura e il servizio degli ambienti poveri, la promozione della giustizia sociale secondo gli insegnamenti del magistero ecclesiale e grazie all’impegno delle famiglie e degli anziani dei vostri Istituti, il sostegno maggiore alle Chiese di fondazione recente alle prese con numerosi problemi non solo educativi. In ogni luogo voi siate, aiutate allo sviluppo e alla qualifica delle associazioni dei genitori degli allievi, all’efficienza degli anziani allievi amici. Agendo in questo modo contribuite alla visibilità e allo splendore della Chiesa. Essa non desidera alcun monopolio educativo. Vuole solamente il rispetto dei suoi diritti e del sacro diritto delle famiglie di sapere mantenere e perfezionare, d’aprire largamente e giudiziosamente un tipo di scuola ispirata ai valori del Vangelo.

7. Cari fratelli, anche se percepite un certo invecchiamento delle vostre comunità e la sofferenza per un’integrazione ancora precaria, ripartite da questo Capitolo col coraggio e l’entusiasmo di san Giovanni Battista de la Salle. In fondo, i giovani moderni sono più avvicinabili e ricettivi di quanto alcune opinioni non fanno credere. I segni di una generazione nuova, sana, assetata di vera verità, esigenti di amore fraterno, ci sono offerti da tutti i continenti. Senza soffermarci attentamente alle altre responsabilità umane, ugualmente necessarie e coraggiosamente vissute, posso affermare che avete una delle più belle vocazioni: quella rivolta, in costante unione con Dio, a far emergere e ingrandire la personalità dei giovani che vi sono affidati, al servizio della società e per la gloria del Signore. Che lo Spirito della Pentecoste e che Maria, chiamata “Sedes Sapientiae”, vi sia di aiuto durante la vostra vita religiosa e apostolica! Sono felice di benedire voi e la grande famiglia lasalliana, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dopo mezzogiorno di oggi, il Santo Padre riceve in udienza il Consiglio Centrale dei Sinti a Roma. Agli ospiti il Santo Padre, dopo alcune parole di benvenuto e di augurio, ricorda brevemente la loro storia umana e culturale e la solidarietà che ha sempre avuto nei loro riguardi la Chiesa Cattolica.

Confermo il mio sostegno morale ai vostri sforzi di perseverare, da parte degli uomini che rappresentate, la originalità culturale che avete ereditato, come pure di migliorare la vita in comune con i vostri concittadini nei diversi Paesi secondo i principii della giustizia e della dignità dell’uomo. Apprendo con piacere che proprio la Chiesa locale tedesca accompagna volentieri i vostri obiettivi e vi aiuta nell’ambito della propria competenza in diversi campi, compreso quello di raggiungere determinate soluzioni sociali e di diritto.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 
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