Cari amici, è un piacere per me darvi il benvenuto oggi in Vaticano. Allo
stesso modo sono contento di essere informato della vostra attività, dei vostri
scopi e dello spirito che vi unisce nell’associazione FADICA (Fondazioni e
donatori interessati alle attività cattoliche).
Fate bene a considerare la vostra eredità come strettamente legata ai
principi a lungo espressi nella tradizione della Chiesa. Molti di questi
principi furono enfatizzati dal Concilio Vaticano II e sono ora una fonte di
ispirazione per voi nelle vostre iniziative comuni. Tra questi ci sono i
principi di condivisa responsabilità per il Vangelo, l’incarico del laicato,
l’ordinare tutte le attività temporali alla gloria di Dio, la promozione del
bene comune, l’importanza del servizio alla Chiesa e del servizio nella Chiesa
nel mondo e la necessità di portare il sollevante messaggio del Vangelo in ogni
sfera della vita umana.
Era conveniente che questa visione conciliare condivisa da un numero di
individui potesse cominciare a far sorgere un’organizzazione permanente nel
1975, durante l’Anno santo della redenzione e della riconciliazione.
Conseguentemente la vostra associazione vi ha messo in grado di abbracciare una
vasta gamma di impegni comprendente l’assistenza fraterna, sforzi caritatevoli e
varie iniziative in favore dei poveri e dei bisognosi. Nel vostro impegno vi
siete sforzati di condividere vedute ed esperienze, e di collaborare in un modo
sistematico e organizzato per raggiungere il vostro fine.
La Chiesa nota con grande soddisfazione il vostro interesse per le sue
attività, sia che esse siano a livello di parrocchia, diocesi, Nazione o Chiesa
universale. La Santa Sede è molto grata per l’impegno della vostra associazione
per rendere la filantropia più effettiva nel sostegno alla missione della Chiesa
cattolica, e oggi esprimo volentieri questa gratitudine. Allo stesso tempo vi
voglio incoraggiare non solo nelle vostre imprese individuali, e so che la lista
è lunga, ma anche a mantenere quello spirito di unità e collaborazione che vi dà
maggiori possibilità di generoso servizio.
Tutte le vostre attività e programmi umanitari sono immensamente nobilitati
dalla vostra fede in Gesù Cristo e dalla virtù della carità soprannaturale che
lo Spirito Santo ha infuso nei vostri cuori. La vostra fede e la vostra carità
sono incentivi costanti non solo per perseverare nel rendere servizio
all’umanità, ma anche a scoprire con una sempre più nuova creatività ciò che voi
potete fare per la Chiesa e per il mondo.
Come laici nella Chiesa siete impegnati nel retto ordinamento e nella giusta
amministrazione degli affari temporali. Ma questa vocazione è proprio al cuore
del mistero di Cristo, che salva e risolleva l’umanità e che è vivo in voi e
desidera amare e servire tramite voi.
Cari amici: in questa occasione che siete riuniti a Roma per riflettere sulle
vostre attività e sulle vostre possibilità di servizio e anche sulla vostra
vocazione siate coscienti della grande sfida di san Paolo: “Tutto quello che
fate in parole e opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per
mezzo di lui grazie a Dio Padre” (Col 3, 17).
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana