Venerdì, 23 maggio 1986
Cari
amici.
Sono
felice di incontrare questo gruppo di preti e seminaristi dell’arcidiocesi di
New York. Spero che la vostra visita a Roma, specie alla tomba di san Pietro,
sia l’occasione di un rinnovamento della vostra fede in Gesù Cristo nostro
Signore e Salvatore. La pietra di paragone di quella fede è la vostra abilità a
ripetere con sempre più grande convinzione le parole di Pietro a Cesarea di
Filippo: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16, 16).
Desidero
anche invitarvi a vivere la vocazione nella pienezza cercando costantemente di
accrescere la vostra conoscenza e amore del grande mistero della Chiesa. Non una
conoscenza della Chiesa qualsiasi ma quella di Sposa di Cristo. Certamente non
la semplice conoscenza basata su parziali e contingenti concetti sociologici. Ma
una profonda e spirituale comprensione teologica del mistero della salvezza
all’opera nelle vite della gente attraverso il ministero della Chiesa. Possa
egli illuminare gli occhi della vostra mente - come san Paolo scrive agli Efesini (Ef 1, 18-19)
- per farvi comprendere a quale speranza vi ha
chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è
la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo
l’efficacia della sua forza”.
Non basta
un amore qualsiasi. Sicuramente non è sufficiente avere un semplice sentimento
superficiale di compassione e di benevolenza. L’amore di cui si ha bisogno è il
frutto dello Spirito (cf. Gal 5, 22), l’amore di Dio che è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (cf.
Rm 5, 5).
Possa la
vostra visita servire a sostenervi nella vostra dedizione al popolo di Dio. Vi
rammenti la natura universale della Chiesa e vi avvicini alla Sede apostolica di
Pietro, il centro dell’unità e della comunione ecclesiale. Assicuro le mie
preghiere per tutti voi a Maria, Madre della Chiesa. Dio vi
benedica ora e sempre.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana