“Grazie: perché andando per il mondo ad annunciare il Vangelo ci aiuti ad
avere sempre coraggio. Grazie perché ci riempi il cuore di gioia, gioia per il
futuro che ci attende, gioia per combattere, per testimoniare, per andare sempre
avanti, verso il Bene . . .”.
Giovanni Paolo II parla al cuore dei giovani d’oggi, sa farsi interprete dei
loro timori, ma soprattutto delle loro speranze. E anche oggi se ne ha
testimonianza nelle commosse parole di saluto che, a nome dei suoi compagni, gli
rivolge una rappresentante della GAM (Gioventù Ardente Mariana), al termine
della Messa, subito dopo l’incontro del Papa con i sacerdoti della XIII
Prefettura e con gli altri rappresentanti del clero romano che hanno celebrato
con lui.
Giovanni Paolo II li ringrazia e accetta commosso il dono che gli offrono, il
“diario” che sono soliti diffondere. Un canto gioioso conclude il breve,
significativo incontro.
Sì, il Papa interpreta le speranze di tanti giovani d’oggi. Glielo
testimoniano, in chiesa, con il calore della loro accoglienza, anche i giovani
dei vari gruppi parrocchiali nell’ultimo incontro della giornata.
Ad essi il Papa si rivolge con queste parole.
Vi
saluto di cuore e voglio farvi un augurio, che mi sembra molto semplice e allo
stesso tempo essenziale: vi auguro di poter trovare un amico, un amico che si
chiama Gesù Cristo. E poi di poter continuare, di poter perseverare in questa
amicizia. È il mio augurio più profondo. Oggi abbiamo incoronato l’immagine
della Vergine Immacolata. Ebbene, questa amicizia che io vi auguro di avere
sempre con Gesù, si manifesta attraverso l’intercessione della Madonna. È
per questo che io desidero esortarvi ad avere sempre un amore filiale nei
confronti di Maria. Vedo qui in chiesa, e avevo visto prima durante la Messa, in
particolare all’offertorio, molte coppie di giovani, sposi e fidanzati. Ecco,
sono proprio il fidanzamento e successivamente il matrimonio l’occasione di
rinsaldare la vostra amicizia con Gesù. Infatti, come lo stesso Gesù ha detto,
egli invia i suoi discepoli a due a due. A due a due i primi apostoli, a due a
due i primi missionari. E questo vale anche per gli sposi, anch’essi sono
inviati a due a due. Un numero evangelico . . . perché tra due persone che
camminano insieme in nome di Gesù lì si trova, e si troverà sempre, Gesù. Sì,
insieme a due giovani, fidanzati, o sposi uniti con il sacramento del
matrimonio, c’è Gesù. Che questa amicizia sia sempre con voi, questo il mio
augurio insieme a quello di ogni bene possibile.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana