DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DELEGATI DELL'«INTER AGENCY CONSULTATIVE GROUP»
Venerdì, 7 novembre 1986
Distinti scienziati e scienziate, signore e signori.
1. È con grande piacere che
estendo a tutti voi un cordiale benvenuto, questa mattina. Sono onorato prima di
tutto dalla vostra presenza di delegati dell’Inter Agency Consultative Group
che si incontrano a Roma su invito del presidente del Centro Internazionale per
l’astrofisica relativistica. Sono lieto di salutare gli esperti impegnati
nello studio di questa impresa scientifica. I miei rispettosi saluti vanno anche
ai cardinali qui presenti e ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso
la Santa Sede ci hanno raggiunto e che conferiscono una speciale solennità a
questa occasione. Desidero lodare questa splendida iniziativa che vi riunisce e
che cerca di favorire sempre più l’effettiva collaborazione nelle scienze
spaziali.
Si
tratta proprio di una celebrazione della collaborazione scientifica, una
celebrazione che può offrire speranza agli scienziati e alle scienziate, così
come alla gente di buona volontà dal momento che essi cercano di identificare
quelle aree di conoscenza e di interesse che uniscono e non dividono la famiglia
umana. La partecipazione dell’Osservatorio Vaticano serve a illustrare il
desiderio della Chiesa di incoraggiare questi degni sforzi e di contribuire per
quanto possibile alla realizzazione di questo nobile scopo di armoniosa
coesistenza umana, nel raggiungimento della quale la scienza può giocare un
ruolo attivo e di vitale importanza.
2. Sono stati impiegati molti
mezzi nel tentativo di una pace durevole nel nostro mondo. Questi comprendono i
negoziati, i compromessi politici e le contrattazioni economiche. Recentemente
ad Assisi ho proposto al mondo che la pace deve essere ricercata attraverso
altri mezzi, cioè attraverso la preghiera, “che nella diversità di religioni
esprime una relazione con un supremo potere che sorpassa le nostre capacità
umane”.
C’è
anche un’altra strada, una che noi commemoriamo oggi, quella della
collaborazione in uno sforzo scientifico che trascende tutte le frontiere
nazionali e richiede conoscenza e dedizione alla scienza e alla tecnologia da
parte di scienziati e scienziate di molte nazioni, razze e credo. La scorsa
settimana, nel commemorare il 50° anniversario della Pontificia Accademia delle
scienze, parlai della grande stima che la Chiesa ha per gli scienziati, non solo
per la loro prodezza intellettuale ma anche per il loro carattere morale, la
loro onestà e oggettività intellettuale, la loro ricerca auto-disciplinata
della verità, il loro desiderio di servire l’umanità, e il loro rispetto per
i misteri dell’universo che essi esplorano. Come esempio di questo genere di
scienziato vorrei ricordare oggi il defunto Giuseppe Colombo stimato membro
della Pontificia Accademia delle scienze, che incoraggiò un’unica strada
nell’esplorazione della materia che forma il nostro sistema solare: una
missione spaziale alla Cometa di Halley, durante il suo avvicinamento alla Terra
quest’anno. Egli propose questo progetto da una delle più antiche università
del mondo, sita nella città di Padova, dove ebbe inizio l’era moderna
attraverso la ricerca e l’insegnamento di grandi scienziati come Galileo
Galilei e Giovan Battista Morgagni. Nella Cappella degli Scrovegni Giotto, dalla
viva memoria di un recente passaggio della cometa, la dipinse come la stella di
Betlemme nel suo dipinto dell’Adorazione dei Magi, fu in questo ambiente che
il vostro Inter Agency Consultative Group si formò nel 1981 e iniziò la
progettazione della famosa missione spaziale per la Cometa di Halley.
Questo
“Gruppo Padova” ha trasformato in realtà il sogno di Giuseppe Colombo. Mi
congratulo con voi non solo per il progresso compiuto nella comprensione degli
aspetti fisici, chimici e astrofisici di questa cometa, ma anche per l’esempio
che avete dato con la vostra dedita collaborazione. È un’impresa lodevole che
numerosi scienziati e mezzi siano stati impiegati in collaborazione
sull’intera superficie della Terra per ottenere risultati scientifici dallo
spazio.
3. È motivo di orgoglio per
tutti noi, realizzare ciò in quattro decenni: in collaborazione con capi
politici e capi di governo, gli scienziati hanno indirizzato di nuovo le
tecnologie spaziali, che videro i loro primi passi rudimentali negli orrori
della seconda guerra mondiale verso l’esplorazione dell’universo di Dio.
Attraverso i vostri sforzi, basati su alti livelli morali, avete portato la
scienza spaziale dai sistemi che veicolano la morte ai sistemi designati per il
pacifico conseguimento della conoscenza: sugli esiti che comprendono le
strutture a larga scala dell’universo, fino alla vita e alla morte delle
stelle, e all’analisi nel nostro pianeta Terra.
Come
parte della vostra collaborazione, a Kagoshima, in Giappone, a una breve
distanza da Nagasaki, il mondo testimoniò il bellissimo lancio nello spazio dei
due satelliti “Sakigake” e “Suisei”. Attraverso gli sforzi della gente
dell’Unione Sovietica che è pure stata provata dolorosamente dagli orrori
della seconda guerra mondiale, sono stati sviluppati e lanciati il “Vega 1”
e “Vega 2” satelliti prima diretti a Venere e poi impiegati nella vostra
missione per la cometa. In una reale notevole collaborazione delle vostre
agenzie, il Canale Deep Space degli Stati Uniti d’America ha potuto usare
questi quattro satelliti per dirigere accuratamente il corso della sonda
spaziale europea “Giotto” all’incontro con la cometa. Questo è uno dei
molti esempi nei quali voi e i vostri colleghi, attraverso il vostro talento e
coraggio, avete mostrato la strada per l’esplorazione collaborativa delle
meraviglie dell’universo. Spero e prego affinché tutti gli scienziati e
ingegneri nelle vostre agenzie spaziali continuino a lavorare insieme nelle
esplorazioni e meritino di essere chiamati costruttori di pace in aggiunta agli
altri titoli. Dal momento che celebriamo oggi la lodevole impresa, ricordiamo
gli uomini e le donne che hanno dato coraggiosamente la loro vita per la
conquista dello spazio.
4. Colgo l’opportunità di
questa solenne occasione, nella quale siete tutti riuniti insieme, per chiedervi
di continuare nella direzione della pace e dell’armonia che ha caratterizzato
il progresso della missione spaziale che noi commemoriamo oggi, di rinnovare i
vostri sforzi per impedire che la tecnologia spaziale possa diventare un impegno
ostile.
Le
immagini che le missioni spaziali hanno trasmesso alla Terra, alcune delle quali
sono state viste oggi, ci mostrano quanto sia piccolo e delicato il pianeta
Terra, e quanto sia minuscolo lo stesso sistema planetario, paragonandolo con la
nostra galassia e con l’immensità dell’universo. Tuttavia viviamo in un
momento molto speciale. Usando i talenti dati da Dio gli uomini di scienza hanno
potuto sviluppare mezzi nuovi per ottenere la conoscenza. Straordinari mezzi di
trasporto e di comunicazione sono stati sviluppati. I computers hanno raggiunto
capacità e velocità previamente inimmaginabili. Ora si possono fare seri
progetti per le stazioni spaziali, per le colonie spaziali e per missioni ai
pianeti lontani come Marte. Gli scienziati e i tecnologi stanno sviluppando le
possibilità di rendere l’intero sistema planetario una casa per la famiglia
umana. Ma tutti questi sviluppi condurranno a risultati significativi solo se
essi saranno portati avanti nella struttura di un nuovo umanesimo dove i valori
spirituali, morali, filosofici, estetici e scientifici siano sviluppati in
armonia, e dove ci sia un profondo rispetto per la libertà e i diritti della
persona umana.
Possa
il vostro lavoro continuare ad essere un’ispirazione per tutta l’umanità e
possano i governi dedicare il loro potere politico per garantire che la nuova
era del “sistema planetario come casa dell’uomo” sia per il benessere
spirituale e materiale dell’umanità.
5. Desidero
esprimere la mia gratitudine a voi per il libro “Encounter ‘86” che mi
avete presentato e per la spiegazione che avete dato delle fotografie che esso
contiene. Mi congratulo con voi per questo risultato e vi ringrazio per averlo
condiviso con me.
Vorrei
che conosceste quanto apprezzi il vostro campo di studio e quanto ammiri il
contributo che state offrendo ad esso. La vostra scienza apre all’uomo tante
meraviglie dell’universo e lo conduce in una nuova e profonda strada verso la
consapevolezza della sua grandezza. Le vostre ricerche e scoperte scientifiche
possono diventare efficaci strumenti per una più profonda comprensione
dell’uomo, per il benessere del quale è condotta l’avventura della scienza.
Penetrando le profondità dell’universo con le sue leggi e i suoi meravigliosi
segreti, la scienza porta l’uomo a comprendere l’incomparabile livello della
sua grandezza.
Ed è
precisamente a questo punto che l’uomo può percepire sempre più chiaramente
la sua dipendenza dal Creatore e la centralità del proprio ruolo in relazione
con l’universo. La più grande gloria dell’universo è di condurre l’uomo
alla vera percezione di se stesso quando afferra la riflessione del Creatore
nella natura. E in questa percezione di se sesso è guidato verso una conoscenza
e ad adorare la gloria e la maestà di Dio. La maestà di Dio, la dignità
dell’uomo e la bellezza e l’ordine dell’universo sono legati nelle
scoperte della scienza. Il Signore del cielo e della terra vi benedica e vi
sostenga in tutto il vostro lavoro per il bene dell’uomo, che è fatto a sua
immagine e somiglianza.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana
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