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DISCORSO DI
GIOVANNI PAOLO II
ALLE SUORE FRANCESCANE DEI SACRI CUORI
Mercoledì, 12 novembre 1986
Carissime sorelle della Congregazione delle Suore Francescane dei Sacri
Cuori.
1. Vi saluto cordialmente,
rivolgendo un affettuoso pensiero all’intera Congregazione e a quanti vi
accompagnano: rappresentanti delle opere da voi dirette, alunni e genitori; uno
speciale saluto va all’arcivescovo di Capua, mons. Luigi Diligenza.
Si
conclude il primo centenario della vostra Congregazione, nata dall’impulso
generoso del padre Simpliciano della Natività, sacerdote francescano, esperto
direttore di anime e instancabile educatore di giovani, provenienti in
particolare dalle classi più umili. Cent’anni or sono egli avviò la sua
attività in modo dimesso, istituendo in Roma una comunità di religiose dedite
all’assistenza delle giovani desiderose di riabilitarsi. In seguito l’opera
si sviluppò, allargando i suoi interessi alle molteplici necessità della
gioventù e affrontando anche iniziative più vaste di carità e di
evangelizzazione. Ora la vostra Congregazione possiede scuole di ogni ordine e
grado, istituti educativi e assistenziali, case di riposo e di spiritualità,
oratori e centri di apostolato in molte parrocchie. La piccola pianta originaria
dell’Istituto “Santa Margherita” per l’istruzione delle giovani è
divenuta un albero ben grande, i cui rami si espandono anche oltre i confini
d’Italia.
2. Voi avete voluto elevare a
Dio, in questo anno di celebrazioni, un inno di ringraziamento e di lode, ben
riconoscendo i grandi doni soprannaturali da lui concessi alla vostra Famiglia
religiosa. E avete voluto, altresì, rendere filiale omaggio al successore di
Pietro, sollecitando uno speciale incontro con lui, allo scopo di rinnovare il
vostro atto di fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Vi ringrazio di questo gesto,
che attesta la vostra fede ed è insieme affermazione di cattolicità per il
desiderio, che manifesta, di unità con tutta la Chiesa. Auspico ben volentieri
che questa vostra sosta di riflessione e di preghiera presso la tomba di Pietro
costituisca un valido spunto per generosi propositi.
3. Vi esorto anzitutto a
vivere secondo lo Spirito, a consolidare cioè la vostra vita spirituale,
affinché ogni vostra iniziativa corrisponda all’interiore impulso della
grazia di Dio, diventandone testimonianza trasparente davanti ai fratelli.
Tenete sempre viva la speranza che i giovani, in forza della vostra opera
educativa, possano avvicinarsi a Cristo. Contribuite a far sì che le istanze di
elevazione e di bontà, presenti nell’animo delle persone da voi assistite,
trovino l’opportunità di esprimersi alla luce dei valori cristiani: sarà
gioia per loro e sarà vantaggio per tutta la Chiesa.
A voi
in particolare, docenti e discepoli delle scuole e delle istituzioni cattoliche,
eredi di una tradizione tanto nobile e degna, il mio fervido incoraggiamento a
proseguire con fervore il cammino intrapreso. Sia la vostra una comunità che
crede, che prega, che non teme di cantare la propria speranza in un mondo non di
rado scettico e a volte persino disperato. A quanti vi avvicinano col cuore
turbato dal dubbio portate, con le parole e con la vita, l’annuncio liberatore
del Vangelo di Cristo.
Con
tali sentimenti e auguri imparto a tutti voi, all’intera Congregazione e alle
persone che vi sono care, la mia benedizione.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana
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