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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN NUOVA ZELANDA
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE POPOLAZIONI NATIVE
Auckland (Nuova Zelanda), 22 novembre 1986
Sono
grato per la vostra presenza. Questo è il più grande dono da parte vostra. Vi
ringrazio per la vostra presenza, per le vostre canzoni, per avermi aiutato a
conoscere il passato e la storia della Nuova Zelanda e del suo popolo. Esprimo
profondo apprezzamento per la tradizione Maori, che trova oggi una nuova
espressione e dà prova di essere vitale.
Vi
ringrazio molto per le vostre parole, per i vostri discorsi, per i vostri canti,
per i vostri doni. E ora voglio offrirvi anch’io un dono. Oltre ad essere
Vescovo e successore di Pietro, sono anche un figlio del mio popolo, e
l’Immagine di Nostra Signora di Czestochowa che oggi vi offro esprime questo
fondamentale dato comune a me e a voi. Dio nostro Padre ci ha creati e ci ha
posti ciascuno in una famiglia, in una famiglia umana, in una piccola famiglia,
che è la nostra, e anche nella più grande famiglia che è il nostro popolo, la
nostra nazione. Attraverso la famiglia, la piccola e la grande, ognuno di noi è
anche introdotto nella famiglia di Dio, la Chiesa, il popolo di Dio. Attraverso
la nostra famiglia, la piccola e la grande, ognuno di voi, di noi, entra a far
parte dell’umanità, diviene una persona umana, e come tale un figlio di
Dio.
Vi
ringrazio dal profondo del cuore per questo primo incontro di benvenuto. Saluto
il popolo Maori e tutti gli ospiti di Tahiti. Saluto anche tutto il popolo di
Auckland e della Nuova Zelanda, raccolto qui in gran numero, in differenti
gruppi di diverse origini, tutti insieme come un solo popolo, cittadini dello
stesso Stato, della stessa patria. Saluto ognuno di voi e voi tutti. Saluto
l’intero popolo della Nuova Zelanda e vi ringrazio per il vostro caldo
benvenuto. Grazie di cuore.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana
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