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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN AUSTRALIA

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AGLI OPERAI
NELLA FABBRICA «TRANSFIELD LIMITED»

Sidney (Australia), 26 novembre 1986

 

Cari amici.

1. Vi ringrazio per il modo con cui avete confermato le gentili parole di benvenuto che mi avete rivolto, e io credo che vi rendiate conto che sono molto contento di essere qui con voi. Voi sapete che anche io sono stato un operaio per alcuni anni in una cava e in una fabbrica. E nella mia vita sono stati anni importanti e fruttuosi. E rendo grazie per il fatto di aver avuto questa opportunità di poter riflettere profondamente sul senso e la dignità del lavoro umano nel suo rapporto con l’individuo, la famiglia, la nazione e l’intero ordine sociale. Quegli anni mi hanno permesso di condividere in modo specifico l’opera creatrice di Dio e sperimentare il lavoro alla luce della croce e risurrezione di Cristo.

Una delle ragioni che mi hanno spinto a venire qui è quella di dire a voi, e a tutti i lavoratori dell’Australia, quanto io ammiri la lealtà e la dedizione al lavoro quotidiano. L’Australia è un grande paese perché i lavoratori come voi che svolgono i loro compiti giorno dopo giorno in letizia e allo stesso tempo con serietà, guadagnandosi il pane con il sudore della fronte, producendo merci e servizi per i propri compatrioti, portano così, gradualmente, verso la perfezione un mondo che è stato creato da un Dio buono e amorevole.

2. Senza dubbio molti fra voi hanno meditato di tanto in tanto sul fatto che Gesù Cristo stesso, anche se Figlio di Dio, ha scelto di essere un operaio comune per buona parte della sua vita terrena, lavorando duramente come carpentiere a Nazaret. Sono molte perciò le lezioni che si possono imparare dalla vita di Gesù lavoratore. Ed è giusto, quindi, che la Chiesa porti il suo messaggio nel mondo del lavoro e ai lavoratori. Nel passato la Chiesa ha sempre contrastato con forza correnti di pensiero che avrebbero voluto ridurre i lavoratori a semplici “cose” che potevano essere pilotate in disoccupazione e benessere a seconda che lo sviluppo industriale ed economico lo richiedesse. Gli studiosi che sono fra di voi possono consultare gli scritti dei miei predecessori, risalendo fino a Leone XIII, circa cento anni fa, che trattò a lungo argomenti come i diritti dei lavoratori, proprietà, diritto di proprietà, ore di lavoro, giusti salari e associazioni dei lavoratori.

Forse sapete che cinque anni fa anch’io ho scritto un’enciclica sul lavoro dell’uomo. Il mio scopo era di gettare una nuova luce su tutti gli aspetti del lavoro dell’uomo, un argomento importante dominato da nuove speranze ma anche da nuove paure e pericoli.

3. Tra i molti nuovi elementi che interessano il lavoro umano desidero menzionare oggi il rapido sviluppo della tecnologia. C’è in questa un aspetto che posso ammirare: nella tecnologia, più che mai, possiamo vedere noi uomini “soggiogare la terra” (Gen 1, 28) e dominarla. La tecnologia stessa è opera delle mani dell’uomo e delle menti umane e ci permette di produrre altre cose meravigliose e utili. Ciò è ammirevole se la persona umana è chiaramente il padrone. Ma nelle grandi fabbriche o nelle industrie il numero, la misura e la complessità dei macchinari usati fanno del lavoratore semplicemente una parte della macchina, solo un altro ingranaggio nel processo di produzione.

Molti macchinari oggi richiedono operatori specializzati. Ma dopo essere stato formato a un lavoro altamente specializzato, il lavoratore può improvvisamente scoprire che una nuova invenzione ha reso la sua macchina obsoleta e antieconomica. Potrebbe essere troppo vecchio per essere istruito una seconda volta, o forse la sua azienda potrebbe chiudere. Di conseguenza intere industrie possono trovarsi spiazzate, e individui e famiglie ridotti alla povertà, alla sofferenza e alla disperazione.

Malgrado la complessità del problema non possiamo arrenderci. Ogni risorsa della creatività umana e della buona volontà deve contribuire a risolvere i problemi sociali del nostro tempo collegati al lavoro. È importante avere idee chiare sui principi e sulle priorità da seguire. In questo contesto desidero riaffermare la mia profonda convinzione: “che il lavoro umano è una chiave, e probabilmente la chiave essenziale, di tutta la questione sociale, se cerchiamo di vederla veramente dal punto di vista del bene dell’uomo” (Laborem Exercens, 3).

4. La gente ha bisogno di lavorare, non solo per guadagnare denaro per le necessità della vita, ma anche per adempiere alla chiamata di prendere parte all’opera creatrice di Dio. La soddisfazione umana che viene da un lavoro ben fatto mostra quanto profondamente il Creatore ha scolpito la legge del lavoro nel cuore dell’uomo.

I beni del mondo appartengono all’intera famiglia umana. Normalmente una persona desidera lavorare per avere la giusta parte di queste buone cose. Nella prima comunità cristiana, san Paolo insisteva sul fatto che la volontà di lavorare era una condizione per poter mangiare: “Chi non vuol lavorare, neppure mangi” (2 Ts 3, 10). In situazioni particolari la società può e deve assistere chi è nell’indigenza e non può lavorare. Eppure, anche in queste particolari circostanze, le persone hanno sempre un desiderio di realizzazione personale, e questa può essere raggiunta solo attraverso le varie forme di una nobile attività umana. Così quelli che sono costretti a ritirarsi anzitempo, così come quelli che sono ancora giovani e forti ma non riescono a trovare un lavoro, possono provare uno scoraggiamento profondo e sentirsi inutili. Questi pensieri possono indurre alcuni a cercare consolazione nell’alcol, droghe e altre forme di comportamenti dannosi per se stessi e per la società.

Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci membri veramente produttivi e utili della nostra comunità. È nostro diritto. E poiché la rapidità del progresso tecnologico sembra aumentare, è vitale per noi affrontare tutti i gravi problemi che riguardano il benessere del lavoratore.

5. Nessuno possiede una semplice e facile soluzione per tutti i problemi relativi al lavoro umano. Ma io offro due principi di base alla vostra considerazione. Primo, è sempre la persona umana lo scopo del lavoro. Deve essere detto e ripetuto che il lavoro è per l’uomo, e non l’uomo per il lavoro. L’uomo è realmente vero scopo di tutto il processo produttivo. (Laborem Exercens, 7) Ogni considerazione sul valore del lavoro deve cominciare dall’uomo e ogni soluzione proposta ai problemi di ordine sociale deve riconoscere il primato della persona umana sulle cose. In secondo luogo, la ricerca di soluzioni non può essere affidata a un singolo gruppo nella società: la gente non può guardare unicamente ai governanti come se solo loro potessero trovare soluzioni: né alle grosse aziende o alle piccole imprese, né ai sindacati né alle forze lavoro individuali. Tutti gli individui e tutti i gruppi devono essere coinvolti nei problemi e nelle loro soluzioni.

6. La Chiesa è profondamente convinta che “I diritti della persona umana costituiscono l’elemento chiave di tutto l’ordine morale sociale” (Laborem Exercens, 17). Essa ha riconosciuto da tempo il diritto dei lavoratori a riunirsi in associazioni. Scopo di tali associazioni è promuovere la giustizia sociale salvaguardando gli interessi vitali dei lavoratori e contribuendo al bene comune. È importante che i membri svolgano un ruolo attivo e responsabile in queste associazioni. Perciò potete esser certi che i capi delle vostre associazioni di lavoratori hanno realmente a cuore tutti i bisogni materiali e umani dei membri. Essi devono anche ricordare che la soluzione di qualsiasi controversia deve essere leale da entrambe le parti, deve servire il bene comune della società e deve tener conto della situazione economica e sociale del Paese. Soltanto se l’economia nel suo complesso dimostra di essere in buona salute sarà possibile creare lavoro sufficiente da offrire ai lavoratori, specialmente ai giovani.

7. La gente comprende sempre più chiaramente che ciò che accade in una parte del mondo ha effetti ovunque. I problemi a livello mondiale richiedono soluzioni a livello mondiale attraverso la solidarietà di tutti. Nessun paese può isolarsi dalla sfida comune. I capi delle società e i leaders dei sindacati, così come le agenzie governative, hanno bisogno di lavorare insieme per affrontare le molteplici sfide. Ogni partner in questo sforzo comune dovrebbe agire con la convinzione che ognuno ha il diritto fondamentale di lavorare per avere la giusta partecipazione ai beni del mondo. Bisogna anche sottolineare che tutte le parti hanno il dovere di lavorare per cercare soluzioni che rispettino la dignità dell’individuo e il bene comune della società. I problemi economici non possono essere separati dagli aspetti etici e sociali della vita nella società.

8. A livello nazionale e locale le relazioni industriali richiedono uno spirito di comprensione e cooperazione piuttosto che uno spirito di opposizione e di conflitto. In qualsiasi controversia, una soluzione giusta e pacifica è possibile solo se le parti sono, e rimangono, pronte al dialogo. Mantenete sempre vivi i contatti, e ricordate che se le controversie non sono risolte rapidamente, chi ne soffre maggiormente è il debole e il povero.

Fortunatamente per l’Australia, le vostre tradizioni più care attribuiscono un grande valore all’uguaglianza e all’aiuto reciproco, specialmente in tempi difficili. La parola “mate” (compagno) possiede una connotazione ricca e positiva nella vostra lingua. Prego affinché questa tradizione di solidarietà possa essere sempre viva tra di voi e che non sia mai ritenuta superata.

L’Australia possiede anche una lunga e orgogliosa tradizione nell’appianare controversie industriali e nel promuovere la cooperazione per mezzo del suo sistema di arbitraggio e conciliazione praticamente unico. Nel corso degli anni questo sistema ha contribuito a tutelare i diritti dei lavoratori e a promuovere il loro benessere, tenendo conto, allo stesso tempo, dei bisogni e del futuro dell’intera comunità.

9. Rivolgo un appello speciale a voi lavoratori affinché siate sempre onesti nel vostro lavoro e generosi nella collaborazione con gli altri. Vi esorto ad essere particolarmente attenti nei confronti di tutti i bisognosi, per dare loro il vostro aiuto concreto e offrire loro la vostra solidarietà. Mi è stato detto che avete un’organizzazione per la promozione dello sviluppo nei paesi più poveri. Mi congratulo con voi di questo e vi ringrazio. Ma dovete essere altrettanto attivi nell’aiutare i bisognosi che sono in mezzo a voi, compresi i disoccupati, molti giovani, gli aborigeni, i malati, gli invalidi, i rifugiati e i nuovi immigrati.

10. Ho iniziato facendo riferimento alle nuove istanze e problemi, paure e pericoli che ci circondano a causa dello sviluppo e del rapido impiego delle nuove tecnologie. Queste tecnologie fanno parte della ricchezza accumulata dalla famiglia umana e una parte di questa è anche nostra. Deve essere valutata in base all’aiuto che vi offre nel vostro lavoro e nella vostra vita. Non dimenticate mai che il lavoratore è sempre più importante sia dei profitti che delle macchine.

Cari amici, lavoratori dell’Australia: sta a voi impiegare le nuove tecnologie e portare avanti il compito di costruire una società di giustizia e amore fraterno, una società che estenda il bene oltre i confini dell’Australia. È Dio stesso che dà forza alle vostre braccia, che illumina le vostre menti e purifica i vostri cuori per questa grande opera.

Quelli tra di voi che credono in Gesù Cristo e accettano il suo Vangelo come programma della loro vita sanno che il lavoro ha anche un più profondo significato se viene visto nel suo rapporto con la croce del Signore e la sua risurrezione. Uniti con Cristo nel Battesimo, siete chiamati a partecipare attraverso il vostro lavoro alla missione di salvezza di Cristo e al servizio dell’umanità. Quando viene offerto a Dio, in unione con il lavoro di Cristo, il vostro lavoro assume un valore ancora più grande e una più alta dignità. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, che durante la sua vita terrena ha vissuto così pienamente nel “mondo del lavoro”, guarda da sempre con amore al lavoro dell’uomo.

E per tutti voi che appartenete a questa vasta terra, qualsiasi sia la vostra fede religiosa o la natura del vostro lavoro, prego affinché possiate sperimentare la sublime ed esaltante consapevolezza di lavorare con il Creatore perfezionando il suo disegno e progetto per il mondo. Tutto ciò fa parte della dignità del lavoro dell’uomo, la dignità dell’uomo, e la dignità di ognuno e tutti i lavoratori in Australia!

E con il passare dei giorni possa Dio concedervi una consapevolezza sempre più grande di questa dignità, e possa colmare le vostre vite e le vostre case con la sua pace e la sua gioia.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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