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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI MEMBRI DELLA CHIESA LUTERANA IN AMERICA

Giovedì, 2 ottobre 1986

 

Cari fratelli in Cristo.

Benvenuti a Roma, dove gli apostoli e i martiri Pietro e Paolo predicarono il Vangelo e versarono il loro sangue come testimonianza a Cristo. Gesù Cristo, “l’unico mediatore tra Dio e l’uomo... che diede se stesso in riscatto per tutti” (1 Tm 2, 4-6), chiama i cristiani all’unità e alla riconciliazione gli uni con gli altri. L’unità dei cristiani perciò sarà sempre un argomento urgente. La Chiesa ha la santa missione di predicare il Vangelo della riconciliazione. Ogni autentico sforzo ecumenico aiuta a portare i cristiani più vicini a Cristo. Desidero congratularmi con voi per questo speciale viaggio ecumenico a Ginevra, Canterbury, Costantinopoli e Roma finanziato anche quest’anno dalla Chiesa Luterana in America per i suoi vescovi. Il fatto che siate ora raggiunti da un vescovo episcopalista e da un vescovo cattolico che sono attivamente impegnati nelle relazioni ecumeniche con le Chiese Luterane negli Stati Uniti indica il progresso ecumenico che si sta compiendo. Prego perché i vostri dialoghi continuino a portare frutto nella ricerca della piena unità nella fede.

Il processo per la ricerca dell’unità è gioioso e gravoso. C’è un dolore a causa del peso di centinaia di anni di separazioni. Ma se Cristo è sempre il centro dei nostri sforzi ecumenici, diminuisce l’affanno e aumenta la gioia. Come san Pietro affermò: “Signore da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciamo che tu sei il Santo di Dio” (Gv 6, 68-69).

Sono a conoscenza che la Chiesa Luterana in America e due altre Chiese Luterane votarono nelle loro Convenzioni d’agosto di unirsi a formare la nuova Chiesa Evangelica in America, che incomincerà ad esistere nel 1988. Permettetemi di cogliere l’occasione per ringraziarvi di aver pregato per me durante la vostra convenzione della Chiesa Luterana in America. Vi prego di accogliere la mia gratitudine per ciò per il messaggio appena letto, al vescovo James Crumley al quale estendo i miei migliori auguri.

Infine, vi chiedo di pregare per la riuscita della giornata di preghiera per la pace di Assisi, il 27 ottobre. Come sapete, i capi delle religioni cristiane e delle religioni del mondo sono stati invitati a dare una speciale testimonianza di preghiera per la pace quel giorno. Il Signore ha detto: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5, 9). Pregate perché con l’aiuto della grazia di Dio questa iniziativa ecumenica interreligiosa sia un autentico contributo alla pace nel mondo. “Grazie a voi e pace da Dio nostro Padre e Signore Gesù Cristo” (Ef 1, 2).

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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