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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
A DEPUTATI DEL PARLAMENTO SVEDESE

Giovedì, 2 ottobre 1986

 

Cari amici.

Sono felice di offrire un caldo benvenuto a voi membri della Commissione costituzionale del Parlamento Svedese. La vostra presenza qui mi offre l’opportunità di mandare i miei cordiali saluti a sua maestà il re Carlo Gustavo XVI e a tutto il popolo svedese. È stato un piacere per me ricevere tre anni fa le lettere credenziali del primo ambasciatore svedese presso la Santa Sede. Sebbene vi fossero stati contatti informali nel corso degli anni tra il vostro Paese e la Santa Sede, l’instaurazione di relazioni ufficiali diplomatiche iniziò una nuova era di più stretta interazione e cooperazione produttiva su molte questioni. Vorrei fare riferimento in modo particolare a quelle della giustizia e del rispetto dei diritti umani, argomenti che sono di speciale interesse per l’ordine internazionale.

In qualità di membri del Parlamento svedese, voi siete gli eredi di una tradizione che risale a più di 500 anni dal primo incontro del Riksdag nel 1435. Inoltre, siete i successori del più antico parlamento del continente europeo nel quale erano rappresentate tutte le classi sociali. Siete stati ispirati da centinaia di anni di democrazia e mutuo rispetto tra i vostri cittadini.

Desidero incoraggiarvi a continuare a dirigere finalizzando i vostri sforzi all’eliminazione di tutte le forme di violenza nella società, e particolarmente a lavorare contro il terrorismo che colpisce al cuore i sentimenti dell’umanità e cerca di distruggere la costituzione democratica dello stato. Solo molto recentemente siamo stati costernati per il tragico assassinio del vostro primo ministro Olof Palme. Questo atto crudele, mentre ci rattrista profondamente, non deve farci disperare. Dovrebbe servire a promuovere un lavoro per la nonviolenza, per la giustizia sociale e la mutua comprensione che il vostro paese apprezza così ampiamente.

Più di mille anni fa, i missionari portarono in Svezia il messaggio evangelico della carità fraterna e della riconciliazione, il messaggio che ancora oggi resta tra i principali mezzi per la costruzione e la salvaguardia di una coesistenza pacifica. Durante quest’Anno internazionale per le pace vi incoraggio a continuare a sostenere l’ideale della fratellanza universale e a considerare come servirla meglio. È mia profonda convinzione, come ho affermato nel mio messaggio per la Giornata mondiale della pace dell’anno in corso, che “la pace è un valore senza frontiere”. È un valore che risponde alle speranze e alle aspirazioni di tutti i popoli e di tutte le nazioni, dei giovani e degli anziani, degli uomini e delle donne di buona volontà.

Vi ringrazio per la vostra presenza qui oggi e vi assicuro i miei voti per il vostro lavoro a favore del Governo e del popolo svedese. Su di voi e sulla vostra nazione invoco le abbondanti benedizioni di Dio onnipotente.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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