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VISITA PASTORALE A FIESOLE E FIRENZE

SALUTO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA CITTADINANZA DI FIESOLE

Piazza Mino - Sabato, 18 ottobre 1986

 

Signor sindaco, onorevoli e illustri signori, carissimi fratelli e sorelle!

1. È con grande gioia e con intenso affetto che saluto la città di Fiesole e, con essa, tutta la Chiesa fiesolana e l’intera comunità civile, la quale vive entro i confini del vasto territorio diocesano. Ringrazio il signor sindaco per le parole a me rivolte e le autorità per la loro presenza. A tutti va il mio pensiero riconoscente all’inizio di questa visita pastorale, che mi permette di ritornare in questa illustre città, nota nel mondo per le sue bellezze naturali e per i suoi monumenti storici e artistici, e per essere stata il luogo, dove fra Giovanni da Fiesole, detto il Beato Angelico, iniziò la sua vita di religioso domenicano. In pari tempo desidero esprimere il mio cordiale saluto a mons. Luciano Giovannetti, pastore e maestro nella fede della Chiesa che è in Fiesole.

Nell’odierno pellegrinaggio sono giunto fra voi, innanzitutto, per testimoniare il Vangelo di Cristo Signore e per confermare i credenti, esortandoli a continuare e a rafforzare il loro impegno cristiano nella società. In secondo luogo, sono venuto per incontrare, con sentimento di profonda stima, ogni uomo e sviluppare così quel rispettoso dialogo che può favorire la comune esigenza di “un rapporto onesto nei riguardi della verità, come condizione di autentica libertà” (Redemptor Hominis, 12). È il dialogo, che si offre a tutti per una fruttuosa collaborazione a quel progresso sociale fondato sulla giustizia e sui principi etici prioritari, per i quali la persona non solo ha di più, ma può “essere di più” (Gaudium et Spes, 36).

2. Mentre mi accogliete in questa piazza, vorrei che avvertiste il mio profondo affetto pastorale nei vostri confronti. Sono a conoscenza delle gravi prove a cui furono soggette le popolazioni del territorio fiesolano durante l’ultima guerra: lutti, dolori, distruzioni; fucilazione di sacerdoti, di gente semplice e di servitori dell’ordine pubblico come i noti tre carabinieri di Fiesole. Tuttavia non fu piegato l’animo fiero e laborioso di una gente che sollecitamente operò per la ricostruzione di un’ordinata convivenza. Sono informato, altresì, che a tale positiva realtà di consolante sviluppo delle vostre contrade, si sono però aggiunte pian piano alcune preoccupazioni, derivanti da varie cause di ordine materiale e morale. È di fronte a queste situazioni difficili e soprattutto di fronte alle forme di doloroso disagio, che si esprime la profonda partecipazione della Chiesa per contribuire al loro superamento.

Con questi sentimenti mi rivolgo ai sindaci dei Comuni del territorio circostante, per sottolineare il significato della loro funzione e l’importanza delle amministrazioni locali nel quadro dell’ordinamento politico e civile. E mi rivolgo a voi tutti, cari fratelli e sorelle, per esortarvi a dimostrare una seria corresponsabilità nella vita associata, tenendo sempre presente le esigenze del bene comune.

Al riguardo, occorre formare le coscienze al senso del dovere, della giustizia e della solidarietà. Proprio in forza della spinta interiore di una retta coscienza ognuno “interessandosi al bene comune secondo le proprie capacità e le necessità degli altri, promuove e aiuta le istituzioni pubbliche e private, che servono a migliorare le condizioni di vita degli uomini” (Gaudium et Spes, 30). Auspico pertanto che tutti contribuiscano efficacemente, per quanto loro compete, alla promozione di quei beni che sviluppano una completa qualità di vita, perché inerenti a tutte le dimensioni dell’uomo: quelle economiche e quelle sociali, quelle culturali e spirituali.

3. Naturalmente l’impegno per il bene delle singole comunità non può né deve impedire l’attenzione e la sensibilità verso i grandi problemi mondiali, i quali postulano l’interesse e lo sforzo di tutti alla loro soluzione. Il signor sindaco ha toccato, ad esempio, il fondamentale problema della pace. Molte volte il magistero della Chiesa è intervenuto su di essa, perché riveste un’importanza primaria, in quanto la pace è un bene in se stesso, dappertutto e sempre: un’eventuale guerra su scala mondiale avrebbe esiti devastanti, per l’intera umanità.

Ecco, dunque, che s’impone la necessità di un’instancabile azione, che con l’apporto di tutti valga a creare e mantenere rapporti stabili e di fiducia fra le varie Nazioni. È necessario operare per una cultura di pace, che si costruisce soprattutto nel rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo e nella sempre lucida consapevolezza della sua inalienabile dignità. È necessario acquisire la certezza che l’avvenire pacifico dell’umanità dipende dall’amore (cf. Allocuzione all’Unesco, 2 giugno 1980), che insieme con la giustizia plasma e armonizza i rapporti personali e sociali.

Auspico che ognuno, con cuore aperto, voglia dare il suo contributo per edificare questa “civiltà dell’amore”, che a misura della sua genuinità si rivela come “civiltà cristiana”.

4. Con tale augurio torno a salutare e ringraziare tutti i presenti. Ripetendo le parole dell’apostolo Paolo, invito ogni fedele della Chiesa e ogni persona religiosa a innalzare preghiere “per tutti gli uomini . . . perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità” (1 Tm 2, 1-2) mentre esorto ciascuno e ciascuna di voi, con rispetto e con fraterna insistenza, a guardare - per l’esistenza temporale e per quella eterna - a Gesù, il redentore dell’uomo. È lui, lui solo, Figlio di Dio e nostro fratello, che la Chiesa annuncia, vuol far conoscere e vuole “incarnare” nel mondo d’oggi, nonostante la fragilità dei suoi figli. E come Pietro, anch’io ripeto a testimonianza e conferma della fede e della carità che “in nessun altro c’è salvezza; non c’è, infatti, altro nome dato agli uomini sotto il cielo, nel quale è stabilito che possiamo essere salvati” (At 4, 12).

Dio benedica le vostre persone, le vostre famiglie, le vostre comunità; e nella sua bontà conceda a tutti serenità e pace.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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