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VISITA PASTORALE A FIESOLE E FIRENZE

INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I SACERDOTI E I RELIGIOSI
NELLA CATTEDRALE DI FIESOLE

Sabato, 18 ottobre 1986

 

Carissimi sacerdoti, religiosi e religiose.

Con grande gioia vi saluto nel Signore risorto. Conoscendo i legami che fin dal suo inizio hanno unito la Chiesa fiesolana alla Sede di Pietro, mi incontro volentieri con voi per confermarvi nella fede, per esortarvi alla comunione fraterna, per sostenervi con il mio incoraggiamento nella missione di evangelizzazione e di umana promozione tra i fedeli.

1. Voi sacerdoti siete stati ordinati per poter agire “in persona Christi” a servizio dell’uomo. Siate fedeli agli impegni che vi siete assunti con il sacramento dell’Ordine, poiché in esso si rivela la grande predilezione che il Signore ha per i suoi sacerdoti. Siate anche fedeli alla tradizione del vostro presbiterio, seguendo le orme dei santi sacerdoti di queste terre e coltivando intensamente la pietà sacerdotale. Sappiate essere ricchi di umanità, sempre dediti a edificare il regno del Signore nella porzione di gregge che vi è stata affidata.

So che vari sacerdoti del vostro presbiterio sono morti durante l’ultima guerra, uccisi perché, opponendosi alla barbarie disumana che straziava il loro gregge, furono solidali e fedeli ai fratelli fino alla fine. Essi ci ricordano che il buon pastore rischia la vita per affermare i fondamentali diritti di Dio e dell’uomo. Voi siete pastori in un’epoca di profondi cambiamenti religiosi e sociali. Avete assistito allo spopolarsi di comunità un tempo ricche di abitanti e di iniziative. Avete visto cambiare modi di vita e insinuarsi la tentazione e i danni del secolarismo. Non abbiate paura di tali mutamenti, come di qualsiasi stanchezza che possa minacciarvi dal di dentro. Con noi sono l’amore provvidente del Padre, la predilezione di Cristo Signore e la forza dello Spirito.

Ogni avvenimento dev’essere per voi stimolo di conversione e occasione per adeguare generosamente idee e metodi alle nuove esigenze pastorali e missionarie emerse nella comunità e indicate dal magistero. Amate la povertà, anche se è sovente sinonimo di solitudine materiale: essa diviene testimonianza di credibilità se vissuta nella gioia e in un autentico spirito missionario. E siate sempre gioiosi: nulla ci poteva toccare di più grande che il nostro ministero!

Saluto anche i cari diaconi qui presenti che in modo permanente vivono il loro stato a servizio della Chiesa fiesolana. Siate espressione di Gesù che serve con amore gli uomini bisognosi di salvezza nel corpo e nello spirito. Insieme poi preghiamo affinché trovino rinnovato incremento le vocazioni sacerdotali per questa amata comunità diocesana e per il suo seminario, a cui va il mio affettuoso pensiero.

Mentre esorto particolarmente i seminaristi a vivere la preparazione al sacerdozio con la serietà e la gioia che nascono dall’amore di Dio per gli uomini, prego il Signore che benedica tutti coloro che si dedicano alla formazione e alla crescita dei chiamati a consacrare la propria vita nel sacerdozio ministeriale.

2. Rivolgo ora il mio pensiero a voi, religiosi e religiose, che siete un segno di speciale benevolenza dell’amore di Dio per questo popolo. A voi in particolare raccomando la ricerca e la testimonianza della santità! L’uomo d’oggi, sottoposto a tante distrazioni e anche seduzioni, necessita di modelli che riflettano il primato di Dio, della preghiera, della trasparenza spirituale, di un amore che serve Cristo con cuore indiviso. Ma questo popolo necessita anche della vostra presenza sociale, culturale, caritativa, missionaria. Le opere che voi animate sono espressione necessaria e concreta di presenza di condivisione. Custodite e difendete tali iniziative, tanto necessarie e preziose, che incarnano la carità ecclesiale e coinvolgono non solo chi le sostiene, ma tutta questa Chiesa nel suo insieme, anche perché destinate a beneficare soprattutto i giovani, i sofferenti, gli emarginati, ossia i prediletti del Signore.

Tra le religiose amo salutare in speciale modo le claustrali, che ringrazio per la loro testimonianza di totale donazione a Dio e per le preghiere che a lui innalzano secondo le mie intenzioni.

3. Ma permettete, carissimi sacerdoti, religiosi e religiose, che vi rammenti un’altra esigenza fondamentale. Ogni comunità ecclesiale, per vivere e operare secondo Dio, ha bisogno di crescere sempre di più nello spirito di comunione fra tutti i suoi fedeli. Tutti dobbiamo vivere la comunione evangelica e fraterna come necessaria dimensione di ogni attività apostolica. Ogni sacerdote, perciò, saprà aprirsi alla collaborazione con gli altri sacerdoti, i religiosi e i laici, nella costante e convinta comunione col proprio vescovo.

La Chiesa particolare ha infatti un centro e un capo voluto dal Signore: il vescovo. Per questo vi dico: fate sempre più intensa comunione tra di voi e con il vostro vescovo. Siate uniti ai laici, che già numerosi collaborano con voi nel rendere la vostra Chiesa una famiglia di Dio, seguendoli e favorendo la loro partecipazione ad assumere le proprie responsabilità nella Chiesa e nel mondo.

Intercedano per noi presso il Signore i santi tutti di questa Chiesa che è in Fiesole, tra i quali mi piace ricordare il suo grande vescovo sant’Andrea Corsini e il Beato Angelico, insigne nell’arte e nella santità. Preghi per noi soprattutto la Madre di Dio.

A tutti la mia benedizione.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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