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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN GRUPPO
DI RAPPRESENTANTI DELLE RELIGIONI NON CRISTIANE

Mercoledì, 29 ottobre 1986

 

Rispettabili capi delle religioni mondiali

1. Attraverso i vostri portavoce avete espresso molto bene i vostri sentimenti nella celebrazione che noi tutti abbiamo tenuto ad Assisi due giorni fa. Vi ringrazio molto cordialmente per avere accettato il mio invito di venire nella città di san Francesco ad Assisi per digiunare e pregare per la pace nel nostro mondo. Avete fatto molti sacrifici in modo di accettare questo invito. Avete viaggiato a lungo. E ora prima di ripartire verso le vostre case, avete desiderato di venire a Roma ad incontrarmi in questa città così significativa per la cristianità. Vi ringrazio. Vi do il benvenuto. Attraverso voi saluto le milioni di persone che condividono le vostre rispettive credenze religiose.

2. Siamo andati in pellegrinaggio ad Assisi perché siamo tutti convinti che le varie religioni possono e devono contribuire alla pace. È compito della maggior parte delle religioni insegnare il rispetto per la coscienza, l’amore per il prossimo, la giustizia, il perdono, l’autocontrollo, la libertà dalle creature, la preghiera e la meditazione.

Gesù Cristo, che noi cristiani crediamo e proclamiamo essere nostro Signore Salvatore, ricorda a noi la regola d’oro: “Ciò che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Lc 6, 31). I vostri cari religiosi, credo possono avere un ordine simile che incontra un imperativo di ogni coscienza umana. L’osservanza di questa regola d’oro è un eccellente fondamento per la pace.

La pace ha bisogno di essere costruita sulla giustizia, la verità, la libertà e l’amore. Le religioni hanno le necessaria funzione di aiuto per disporre i cuori umani così che la vera pace possa essere favorita e preservata. Ad Assisi ci siamo di nuovo tutti impegnati a prestare il nostro contributo specifico per la costruzione della pace. Sforziamoci di vivere nello spirito di quella solenne promessa. Diffondiamo questo messaggio tra coloro che condividono i nostri credo con le parole della preghiera attribuita a san Francesco, impegniamoci ad essere strumenti di pace tra tutta la gente.

3. Colgo quest’opportunità per ripetere ciò che sapete già: che la Chiesa cattolica si augura di instaurare un dialogo con le altre religioni. Ieri sono stati esattamente ventun anni da quando il Concilio Vaticano II ha pubblicato la sua dichiarazione sui rapporti con le religioni non cristiane, Nostra Aetate. Un dipartimento speciale del Vaticano, la segreteria per i non-cristiani, è incaricata della promozione di questo dialogo.

Vi ringrazio per la vostra cooperazione con la segreteria e con la Chiesa cattolica nelle vostre nazioni, così che nel rispetto reciproco possiamo cooperare per il bene in un mondo sempre più materialista e privo di fede.

State per tornare nelle vostre case e centri. Vi ringrazio ancora per essere venuti e vi auguro un viaggio sicuro. Continuiamo a diffondere il messaggio di pace. Continuiamo a vivere lo spirito di Assisi.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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