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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI FEDELI DELLA PARROCCHIA DEI SS. PIETRO E PAOLO

Aprilia - Domenica, 14 settembre 1986

 

Carissimi!

1. Il mio primo incontro e il mio primo saluto, giungendo ad Aprilia, è rivolto a voi, fedeli appartenenti alla Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo. Sono venuto nella vostra città per ricordare con voi il 50° anniversario della sua fondazione, e per unirmi alla vostra gioia, alle vostre speranze, e anche alle vostre preoccupazioni.

Giovane è la vostra città, ma ancor più giovane è questa vostra parrocchia, che è sorta per provvedere alle necessità spirituali e pastorali delle zone periferiche orientali di Aprilia che, come è noto, si è molto ingrandita negli anni dal 1960 al 1970.

La prima pietra della vostra Chiesa fu posta nel 1980; e questa è stata ben presto completata grazie anche, e specialmente, alla vostra generosa collaborazione: per poter vedere realizzato il sogno di avere una Chiesa tutta per voi, voi avete saputo sacrificare tempo e denaro! Sono qui per esprimervi pubblicamente il mio sincero apprezzamento per questo vostro esempio di dedizione e di religiosità. Ora che la vostra Chiesa parrocchiale, costruita e innalzata con i vostri sacrifici è completa, avete un compito ancora più importante e impegnativo da attuare: fare del vostro nuovo tempio un’autentica casa di preghiera alla santissima Trinità, un’ardente fucina di amore verso Dio e verso il prossimo, un centro luminoso deve poter approfondire, nella meditazione e nella catechesi, la rivelazione di Dio, il messaggio di Cristo, l’insegnamento del magistero ecclesiastico. Ma soprattutto siete voi, fedeli di tutte le età, le pietre vive di quell’edificio di Dio, che è la Chiesa che Cristo ha fondato su Pietro!

Il mio deferente e cordiale saluto si rivolge in questo momento alle autorità presenti, al parroco e ai suoi collaboratori, ai religiosi, alle religiose, alle famiglie, a tutti i circa settemila fedeli che vivono nell’ambito della parrocchia: ai padri, alle madri, ai giovani che studiano o che sono già in cerca della prima occupazione; agli anziani, che non di rado vivono nella solitudine fisica e psicologica.

2. La vostra Chiesa parrocchiale è dedicata ai santi apostoli Pietro e Paolo: meditate costantemente il loro insegnamento e imitate i loro esempi. Essi hanno avuto esperienze umane diverse, ma dinanzi alla chiamata di Gesù hanno saputo rispondere con grande prontezza accogliendo e realizzando le esigenze del suo messaggio, fino al martirio. Ascoltate l’invito pressante di san Pietro ad essere sempre “saldi nella fede” (1 Pt 5, 9): quella fede ricevuta da Dio come dono e come impegno nel santo Battesimo, e che deve crescere e maturare quotidianamente nella fervente preghiera, nel continuo approfondimento della parola di Dio e nella limpida professione di vita cristiana.

Ascoltate la fervida esortazione di san Paolo alla carità di Cristo che deve spingerci con l’urgenza dei suoi appelli (cf. 2 Cor 5, 14): quella carità che è la “più grande” di tutte le virtù (1 Cor 13, 13), perché ha il fondamento e il suo culmine in Dio, Carità infinita. E non dimenticate che per essere autentica, la carità deve manifestarsi ed esprimersi concretamente nell’amore e nella dedizione verso il prossimo.

Con questi voti su voi tutti invoco, per l’intercessione dei vostri santi protettori Pietro e Paolo, l’abbondanza dei favori e delle grazie divine e vi imparto di cuore insieme con il vostro vescovo mons. Dante Bernini la mia benedizione apostolica.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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