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INCONTRO DI GIOVANNI PAOLO II
CON I BORSISTI DEL CENTRO UNIVERSITARIO CATTOLICO

Castel Gandolfo - Venerdì, 19 settembre 1986

 

Egregi signori docenti, cari giovani borsisti.

1. Rivolgo il mio beneaugurante saluto a tutti e a ciascuno di voi, partecipanti al Convegno che il Centro Universitario Cattolico ha organizzato con finalità di aggiornamento teologico e culturale, sulla traccia del documento pastorale dell’episcopato italiano “Comunione e comunità missionaria”. Il tema sul quale state in questi giorni riflettendo è “Fede, scienza e cultura nel compito missionario della Chiesa nel Paese”.

L’importanza crescente di tale attualissimo problema mi spinge a rivolgervi una parola d’incoraggiamento, perché il vostro convegno non rimanga sul piano della speculazione teorica, ma lasci in ciascuno di voi una rafforzata volontà di sviluppare, in questo campo, un costante impegno personale ed ecclesiale.

2. In virtù della missione ricevuta da Cristo, la comunità cristiana in quanto tale ha il compito di orientare evangelicamente il modo di pensare e di agire degli uomini di ogni epoca. Tale compito si fa particolarmente urgente in una società, come quella italiana, che ha dietro le spalle una tradizione di antica civiltà a ispirazione cristiana, ma che, al presente, sta conoscendo gli effetti preoccupanti di un dilagante secolarismo. Nel sottolineare con singolare vigore la dimensione missionaria, la Chiesa che vive in Italia parte precisamente da questa realistica constatazione: il fenomeno della scristianizzazione si va sistematicamente diffondendo. Molti battezzati non sono più cristiani. È dunque necessario correre ai ripari. E l’impegno investe non soltanto alcune persone e organizzazioni ma tutta la Chiesa.

In ogni tempo e in ogni luogo vi sono state e vi sono persone e istituzioni consacrate, per carisma particolare, in modo completo e unico, all’attività missionaria. Oggi tuttavia occorre prendere rinnovata coscienza del fatto che ogni cristiano, in forza della consacrazione del suo battesimo, è diffusore del Vangelo, nel suo ambiente, in ogni circostanza della vita. Egli è quindi missionario, in certo senso, a tempo pieno.

3. In questo compito di evangelizzazione e di rievangelizzazione un ruolo non secondario, soprattutto in una società lievitata dalla diffusione della scuola, del libro e dei nuovi strumenti di comunicazione sociale, tocca alla scienza e alla cultura, come è stato ripetutamente indicato dal Concilio e da numerosi documenti ecclesiali.

I fedeli devono essere guidati ad armonizzare la conoscenza delle nuove scienze, delle nuove dottrine e delle più recenti scoperte con la morale e il pensiero cristiano, affinché la vita della fede e la pratica della morale cristiana procedano di pari passo con la conoscenza scientifica, in modo da consentire giudizi e valutazioni circa le realtà mondane in sintonia con i criteri dettati dal Vangelo (cf. Gaudium et Spes, 62).

A voi, che operate nel campo dell’Università e della ricerca, spetta soprattutto il compito di facilitare al popolo di Dio il cammino di tale armonizzazione. Sarà più facile il vostro compito, se più profondo sarà lo spirito di fede e sempre più coerente con gli orizzonti della fede il comportamento personale.

Nell’esortarvi a generoso slancio nel corrispondere a tale impegno, che è parte costitutiva della vostra vocazione cristiana, desidero esprimervi il mio apprezzamento e assicurarvi del mio costante ricordo nella preghiera.

A voi e ai vostri cari la mia benedizione.

 

© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana

 

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