Castel Gandolfo - Sabato, 20
settembre 1986
Signor questore, signor ispettore generale di Polizia presso il Vaticano,
signori funzionari della Polizia di Stato e della Polizia Stradale,
sottufficiali e agenti, signori ufficiali dell’Arma dei Carabinieri,
sottufficiali e carabinieri.
Prima di lasciare Castel Gandolfo desidero esprimere a tutti voi con questa
udienza il mio sentimento di gratitudine per il generoso e puntuale servizio da
voi svolto durante il periodo della mia permanenza quassù. È anzitutto un
sentimento di stima quello che desidero manifestarvi, poiché ho potuto
riscontrare in voi costante premura verso la mia persona e assidua cura
nell’adempimento dei vostri ruoli, svolti sempre con grande competenza, in
situazioni talvolta particolarmente onerose per l’ora, per il caldo e la ressa.
Voi siete consapevoli che il vostro servizio non consiste solo, come di
solito, nell’attenta vigilanza a tutela di luoghi o di cittadini, ma si rivolge
anche alle migliaia di persone che giungono qui con una precisa motivazione di
fede: il pellegrinaggio alla sede di Pietro e l’incontro con il suo successore.
Le vostre prestazioni attingono perciò anche una valenza religiosa.
Io mi compiaccio con voi perché nell’espletare il vostro impegno, che
richiede pazienza, correttezza di modi, acuto spirito di osservazione, vi
sforzate di dimostrare sempre un forte senso di responsabilità e una esemplare
capacità di autocontrollo. Ciò fa onore a tutti voi e alla nobile tradizione
delle vostre rispettive scuole di formazione. Certamente non mancano nelle
vicende del vostro servizio situazioni tese, circostanze che vi danno
preoccupazione e inquietudine. Ma ad esse voi sapete far fronte con padronanza
di nervi e prontezza di decisione, traendo motivo di coraggio - io penso e
auspico - anche dalla fede in Dio, che è vicino sempre a quanti lo invocano. È
precisamente in questo atteggiamento di fede che io voglio esortarvi a
perseverare.
Durante il silenzio dei turni di veglia, o nel complesso vortice delle
chiamate d’urgenza, oppure nel mezzo di una folla strabocchevole, salga dai
vostri cuori l’invocazione a Dio, a Gesù Cristo, alla Vergine Santa. La fede
sicura e senza timore nella vicina presenza del Signore sia per voi il sostegno
e l’orientamento per tutte le vostre attività. Dal Signore infatti viene la
sicurezza, la luce che illumina i vostri gesti e che sostiene l’interiore pace
dello spirito.
Affido questi miei sentimenti a Maria santissima, Virgo Fidelis, patrona dei
carabinieri, e a san Michele arcangelo, celeste patrono della Pubblica
Sicurezza, mentre imparto volentieri a tutti voi, alle vostre famiglie e a tutte
le persone care la mia riconoscente benedizione apostolica.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana