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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II ALLE PICCOLE SORELLE DI GESÙ
Sabato, 27 settembre 1986
Care piccole sorelle di Gesù, da quarant’anni avete l’usanza di pronunciare i
vostri voti perpetui alla tomba dell’apostolo Pietro. Certamente cercate di
compiere questo passo secondo lo spirito foucauldiano, cercando di passare
inosservate. Tuttavia il simbolismo è altamente significativo e sempre nuovo per
le Piccole Sorelle che fanno la professione alla vita. Volete rendere partecipi
dell’annuncio della buona novella i più svantaggiati, in legame profondo con la
Chiesa e i suoi pastori, con questa Chiesa generata dal cuore trafitto di
Cristo, seguendo fino la fine dei secoli, la sua missione di verità e d’amore,
di giustizia e di pace. Il nostro incontro familiare mi ricorda il pomeriggio
del 22 dicembre scorso a Tre Fontane. Grazie ancora per la vostra accoglienza
così semplice e orante! Oggi non posso dimenticare che presto celebrerete il
centesimo anniversario della conversione di Charles de Foucauld.
Voglio rileggere con voi un brano molto commovente dei suoi Scritti
spirituali: “Ai primi d’ottobre del 1886 voi mi faceste, mio Dio, quattro
grazie . . . La quarta fu la grazia incomparabile di indirizzarmi all’abate Huvelin
per avere delle lezioni. Facendomi entrare nel suo confessionale uno degli
ultimi giorni di ottobre, tra il 27 e il 30, credo che mi abbiate donato tutti i
beni . . . Da quel giorno la mia vita è stata un succedersi di benedizioni” (cf.
“Scritti spirituali”, ed. de Gigord 1923, pp. 80-85). Per questo in nome della
Chiesa rivolgo a tutte le Piccole Sorelle un appello alla conversione, un
appello a spingersi più avanti nel mistero della vostra vocazione specifica,
fatta di contemplazione ardente del Signore Gesù e dell’incarnazione umile e
nascosta accanto ai nostri fratelli più oppressi. L’adorazione prolungata della
Presenza reale vi colloca così bene al vostro posto di Piccole Sorelle!
La vostra persona è prostrata o seduta a terra; il vostro volto fissa la
santa Riserva con una fede ardente, come fratel Charles di Gesù vi ha dato
l’esempio. Questa adorazione purifica e trasforma il vostro sguardo sulle
persone e sugli avvenimenti della vostra vita quotidiana. Questa adorazione
rinnova il vostro cuore, vi dona in qualche modo il cuore di Gesù Cristo, per
incontrare, ascoltare, amare i poveri del Terzo mondo e del Quarto mondo.
L’adorazione eucaristica è costitutiva del vostro apostolato, fa delle vostre
persone degli esseri dedicati, stremati in qualche modo per la salvezza dei
poveri.
Secondo la vostra spiritualità propria, la contemplazione e l’azione, anche
se sono due realtà distinte, si fondono misteriosamente. E più le situazioni
concrete delle fraternità sono difficili, come nel Medio-Oriente, nell’America
del Centro e del Sud, in alcune regioni dell’Africa, in Asia, più la
contemplazione deve informare la presenza ai poveri e agli oppressi.
Che il Signore trovi in ogni Piccola Sorella un’anima disposta alla
conversione, all’interiorità, all’adorazione, alla povertà e alla solidarietà,
alla serenità e alla speranza! Che attraverso il volto di ogni Piccola Sorella e
di ogni Fraternità, sia conosciuto il vero volto di Dio, quello dell’amore. Vi
benedico affettuosamente, insieme a tutte le famiglie religiose o secolari che
si ricollegano a Charles de Foucauld.
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana
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