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MESSAGGIO DI GIOVANNI
PAOLO II AL POPOLO FRANCESE
Lunedì, 29 settembre 1986
Cari amici di Francia.
Per la terza volta mi reco da voi, dal 4 al 7 ottobre. Ne sono lieto e
ringrazio vivamente coloro che mi hanno invitato, i vescovi di Francia e le
autorità civili che hanno dato il loro consenso. Lione, Paray-le-Monial, Annecy
e Ars, il paese del santo curato che è nato duecento anni fa sono le principali
tappe. Luoghi di pellegrinaggio, nei quali sono felice di essere pellegrino a
mia volta, luoghi santificati dai santi, la cui testimonianza è sempre vivente e
fonte di grazia.
“Là dove passano i santi, diceva il curato d’Ars, Dio passa con loro”. Non
vengo primariamente per me, ma per voi, per il popolo cristiano di Francia, che
desidera celebrare la sua fede con il successore di Pietro e con i suoi vescovi.
Insieme ci fortificheremo nella fede e nell’amore. I santi hanno il genio
dell’amore. E senza l’amore di Dio e del prossimo, che senso potrebbe avere la
vita? So che una simile visita pastorale richiede preparativi considerevoli, e
ringrazio tutti coloro che vi si dedicano al prezzo di grossi sacrifici,
coscienti delle necessità spirituali di tutto il paese. Quanto a me, desidererei
che tutto si svolgesse con semplicità. Apprezzerei contatti veri, una preghiera
degna.
In questi giorni, cari amici di Francia, mi sono sentito ancora più vicino a
voi con la simpatia e la preghiera, davanti agli attentati di odio che hanno
ucciso e ferito innocenti e traumatizzato il vostro paese così attaccato alla
libertà, alla pace, all’ospitalità. Da parte mia, vengo da voi con il messaggio
di amore e di pace che ricevo dal Vangelo, che Gesù ha affidato specialmente a
Pietro e ai suoi successori, un messaggio che raggiunge il meglio di ogni
coscienza.
Nonostante le prove, possa questo dono di pace e di fraternità dimorare con
voi, cari fratelli e sorelle! Vi benedico tutti di cuore. Grazie e a presto!
© Copyright 1986 - Libreria Editrice Vaticana
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