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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI RAGAZZI DEL «ROSARIO VIVENTE»

Aula Paolo VI - Sabato, 25 aprile 1987

 

Carissimi ragazzi e ragazze del Rosario Vivente.

1. Oggi viene premiata la vostra attesa e trova coronamento la vostra assidua preparazione a questo incontro, da me pure atteso.

Mi è stato parlato delle vostre attività e del vostro entusiasmo; della vostra associazione e di come siete organizzati. Vi esprimo perciò il mio compiacimento soprattutto per il proposito di volere imitare sempre più la Madonna; e il vedervi così numerosi, animati dal medesimo sentimento, dà gioia e calore al mio cuore di padre.

So che con la vostra presenza volete anche esprimere il vostro ringraziamento, a nome dei vostri genitori e insegnanti, per l’enciclica sulla “Madre del Redentore” e per l’Anno Mariano che stiamo per iniziare.

2. Così ora sapete anche il mio pensiero e il mio desiderio a riguardo della devozione alla Madonna e al suo rosario.

Non vi stancate mai di conoscere sempre di più la Madre di Dio e Madre nostra e non vi stancate soprattutto di imitarla nella sua completa disponibilità alla volontà di Dio, preoccupandovi solamente come esserle graditi per non rattristarla mai.

Voi sapete che è necessario pregare, e volete farlo considerando e ricordando quello che Gesù ha fatto e sofferto per noi: i misteri della sua infanzia, della sua passione e morte, della sua risurrezione gloriosa.

Recitando il vostro “mistero” o “decina”, voi seguite l’ispirazione dello Spirito Santo che, istruendovi interiormente, vi porta a imitare più da vicino Gesù facendovi pregare con Maria e, soprattutto come Maria. È una grande preghiera contemplativa, assai utile agli uomini d’oggi, “tutti presi dalle molte cose”; è la preghiera propria di Maria e dei suoi devoti.

3. Giustamente i misteri del rosario sono paragonati a delle finestre attraverso le quali potete spingere e immergere lo sguardo sul “mondo di Dio”.

È solo da quel mondo, dall’“esempio che Gesù ci ha lasciato” (1 Pt 2, 21) che imparate a essere forti nelle difficoltà, pazienti nelle avversità, sicuri nella tentazione.

Voi siete organizzati in gruppi di 15, secondo il numero dei misteri del rosario e pregate gli uni per gli altri. E così, mentre tutti insieme offrite alla Madre del Redentore l’intera corona di Ave Maria, venite esauditi più facilmente secondo la parola stessa del Signore: “Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18, 20).

La sicurezza di avere Gesù con voi, mentre meditate col rosario, vi deve rendere arditi nel chiedergli, per intercessione della Madonna, la pace e la giustizia per la Chiesa e per il mondo.

4. Vi suggerisce questa richiesta la fondatrice della vostra associazione, Paolina Jaricot, indicandovi che la fede si ottiene solo con la preghiera.

Ma soprattutto vi suggerisce questa richiesta la Madre del Signore, che a Lourdes e particolarmente a Fatima ha invitato maternamente a recitare ogni giorno e devotamente il santo rosario.

Vi incoraggia a questa recita quotidiana anche il Papa, che del rosario, lo sapete, ha fatto “la sua preghiera prediletta”. Egli soprattutto vi incoraggia, secondo il nome che portate, a far vostre le virtù che riconoscete nei misteri del santo rosario. Dite questa preghiera con i vostri amici e soprattutto recitatela in famiglia con l’entusiasmo e l’insistenza che vi è propria.

5. Il rosario è un vero colloquio con Maria, la nostra mamma celeste. Nel rosario noi parliamo a Maria affinché ella interceda per noi presso il suo Figlio Gesù. Così noi parliamo a Dio attraverso Maria.

Abituatevi, cari ragazzi e ragazze, a recitare il rosario in questo modo. Non si tratta tanto di ripetere delle formule, quanto piuttosto di parlare da persone vive con una persona viva, che, se non vedete con gli occhi del corpo, potete però vedere con gli occhi della fede. La Madonna, infatti, e il suo Figlio Gesù, vivono in cielo una vita molto più “viva” di questa nostra - mortale - che viviamo quaggiù in terra.

Il rosario è un colloquio confidenziale con Maria, un parlarle pieno di fiducia e di abbandono. È un confidarle le nostre pene, un manifestarle le nostre speranze, un aprirle il nostro cuore. Un dichiararci a sua disposizione per tutto quello che ella, a nome del suo Figlio, ci chiederà. Un prometterle fedeltà in ogni circostanza, anche la più dolorosa e difficile, sicuri della sua protezione, sicuri che, se lo chiediamo, ella ci otterrà sempre dal suo Figlio tutte le grazie necessarie alla nostra salvezza.

6. La Vergine santa voglia sempre tenere il suo sguardo su di voi, ragazzi e ragazze carissimi. Vi custodisca nel vostro cammino, nella vostra crescita umana e cristiana.

Così pure protegga i vostri genitori, insegnanti, parenti, amici.

Benedica largamente anche i frati e le suore dell’antico glorioso Ordine di san Domenico, al quale risalgono le origini prime di questa devozione rosariana oggi ormai diffusa in tutta la Chiesa.

Con questi pensieri, sentimenti ed auguri imparto di cuore a tutti voi la mia benedizione, che estendo a tutte le persone assenti a voi care, soprattutto ai vostri familiari.

Al termine del discorso Giovanni Paolo II ha così salutato i numerosi altri gruppi di pellegrini presenti nell’Aula Paolo VI.

Porgo un cordiale saluto e un fervido augurio anche agli altri gruppi presenti rivolgendo uno speciale pensiero a:

- Gruppo sportivo dell’Ospedale Civile di Faenza;
- i pellegrini delle parrocchie di san Giovanni Battista in Casnigo;
- e di san Vincenzo de Paoli in Villa Castelli;
- della parrocchia di santa Maria assunta in Riva del Garda;
- Gruppo Amicizia Anziani di Ovada;
- gli alunni del Liceo Scientifico “Vieusseux” di Imperia;
- le alunne dell’Istituto Tecnico per il Turismo di Treviso;
- gli studenti dell’Istituto Nautico “Sebastiano Venier” di Venezia;
- della scuola media statale “Guglielmo Marconi” di Gargnano;
- gli alunni del II plesso della scuola elementare di Dorgali con i loro insegnanti e alcuni familiari.

Dalla Svizzera: il gruppo di Lions Club de la Venoge;
dagli Stati Uniti
: studenti della Scuola Cattolica della diocesi di Youngstown;
dal Messico
: un gruppo di pellegrini della parrocchia della Purissima Concezione di Monterrey.

Dear Friends,

I am pleased to have this opportunity to welcome you, members of the Philippine Medical Women’s Association. Here you have renewed your Catholic faith at the tomb of the Apostle Peter and you have prayed, undoubtedly, for the persons and intentions that are close to your hearts.

As Catholic Women Doctors you have a specific and much needed contribution to make in the field of medicine in your country. You have an experience and a sensitivity that can greatly enrich your service to your fellow human beings, whom you meet professionally in their moments of suffering and need.

I pray that your faith in our Lord and Savior Jesus Christ will strengthen your resolve to give the best of yourselves to the sick, the infirm and those who are handicapped in any way. Your reflection on the Church’s moral and ethical teaching in the area of human life and love will assist you greatly to respect and safeguard in all your actions the dignity of every person and the highest ideals of the medical profession.

Take the assurance of the Pope’s affection to your families and loved ones. And may the joy of this Easter season, in the love of the Risen Christ, fill your hearts with sentiments of peace and hope. With my Apostolic Blessing.

***

Ed ora sono lieto di recitare insieme con i partecipanti al pellegrinaggio del “Rosario Vivente” il terzo mistero glorioso, nel quale si contempla la discesa dello Spirito Santo su Maria Vergine e gli apostoli, raccolti nel Cenacolo.

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

 

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