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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI
CICLISTI PARTECIPANTI ALLA «STAFFETTA DELLA PACE»
Cortile di San Damaso - Sabato,
25 aprile 1987
1. Sono lieto di ricevere e di salutare gli organizzatori, i promotori e gli
atleti della “staffetta della pace”, che si conclude oggi qui in Vaticano.
Questa bella iniziativa sportiva, che si svolge ogni anno sotto gli auspici
dell’“Unione Italiana Sport Popolari”, ha attirato quest’anno l’interesse e
l’entusiasmo di numerosi sportivi delle città da voi attraversate: Livorno,
Firenze, Pesaro, Teramo, Rieti, Terni, Assisi e Roma.
2. A voi tutti è ben noto con quanta simpatia la Chiesa guardi a chi professa lo
sport con generosità e carica di idealità, come fate voi, bravi e valorosi
ciclisti, che siete così ricchi di doti fisiche e morali, quali si richiedono
per affrontare le faticose competizioni con ardore, lealtà e spirito di
sacrificio.
Ma quando lo sport promuove anche altri valori, come quello, così alto e nobile,
della pace, non posso non esprimere il mio compiacimento e il mio
incoraggiamento.
Vi esorto perciò a continuare a dare una testimonianza tanto preziosa per la
società di oggi. Spero anche che questi valori siano messi ben in risalto; e sia
sottolineato che essi debbono durare oltre gli stessi risultati delle
affermazioni agonistiche.
3. Cari giovani! Non perdete mai di vista la prospettiva che lo sport, oltre ad
essere una realtà sensibile, è un simbolo di una realtà spirituale, che
costituisce la trama nascosta, ma essenziale, della vita umana, quand’essa è
concepita quale impegno pacifico e come allenamento ai rapporti sociali fondati
sul rispetto della propria ed altrui persona; quale sforzo volto a tessere
relazioni amichevoli ed armoniche che vi fanno considerare i vostri colleghi
come concorrenti, non mai come rivali; e quale speranza verso un traguardo, che
trascende la scena dell’esperienza temporale e vi fa intravedere quelle realtà
eterne, che formano la ragione ultima dell’esistenza.
Invoco su tutti voi e sui vostri familiari elette grazie celesti dal Signore
risorto, che la Chiesa ci fa meditare in queste festività pasquali.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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