PAROLE DI GIOVANNI PAOLO II DURANTE LA
VISITA NELLA BASILICA DI S. MARIA MAGGIORE
Mercoledì, 5 agosto 1987
Sono venuto in questa Basilica a pregare la Vergine Maria, condotto dal
desiderio di celebrare con voi solennemente, in questo Anno mariano, la
dedicazione di Santa Maria Maggiore.
In questa Basilica, il primo santuario mariano non solo nella città di Roma, ma
nel mondo intero, sono contenuti immagini e ricordi dei più significativi
misteri della vita della Vergine e della sua presenza attiva ed esemplare nella
vita di Cristo e della Chiesa. Qui si venerano le reliquie del Presepio; nei più
antichi mosaici sono illustrati gli episodi dei Vangeli dell’infanzia; le figure
dell’abside ricordano la gloria dell’incoronazione della Vergine; qui è venerata
la preziosa icona di Maria “Salus populi Romani”.
Ringrazio, perciò, tutti coloro che in questo anno, dedicato alla Madonna, hanno
voluto dare maggior solennità alla festa, conosciuta specialmente per la
tradizione che le dà il nome di “Santa Maria della neve”.
Saluto il card. Luigi Dadaglio, arciprete della Basilica e presidente del
Comitato per l’Anno mariano. Il mio pensiero va anche a tutti i componenti di
detto Comitato, ai reverendi canonici e al personale addetto alla cura
spirituale e materiale della Chiesa.
Uno speciale saluto e ringraziamento rivolgo al Ministero per i Beni culturali e
ambientali che, con il patrocinio del Comune di Roma, ha voluto allestire una
singolare manifestazione rievocativa del miracoloso evento del 352, con una
nevicata artificiale.
Saluto, infine, tutti voi che vi siete uniti alla mia preghiera e, con voi,
coloro che parteciperanno all’iniziativa folcloristica della “nevicata” di
questa sera. Possa essa ravvivare nel cuore dei fedeli la memoria affettuosa e
devota della Madre di Cristo e Madre nostra, Maria santissima.
La Madre del Signore è sempre presente nel cammino-pellegrinaggio che la Chiesa
di Cristo svolge nel tempo, ed è presente, altresì, nel pellegrinaggio interiore
della fede in ogni anima. La Vergine, che più di ogni altra creatura ha
partecipato, nella fede, al mistero di Cristo, sostenga con la sua intercessione
il nostro cammino di fede; conforti chi cerca una fede più vera e profonda;
riunisca in un vincolo di fraternità e di intesa i credenti in Cristo e in Dio.
A tutti sia modello di totale adesione a Dio lei, la Vergine “beata perché ha
creduto”, nel cui spirito si riflettono nel modo più profondo e più limpido le
grandi opere del Signore.
Con questi pensieri voglio anche legare un pensiero speciale. Sapendo che questa
Basilica di Santa Maria Maggiore è luogo privilegiato per le confessioni, auguro
a tutti i confessori e a tutti i penitenti un aiuto e una protezione speciale e
materna della Vergine Maria e di cuore imparto a tutti i presenti, a tutti i
pellegrini, la benedizione apostolica.
© Copyright 1987 - Libreria
Editrice Vaticana
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